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Tredicesima, meno tasse con la Manovra 2026: ecco le ipotesi sul tavolo. Quanto guadagnerebbero lavoratori e pensionati?

Il Governo starebbe pensando di detassare totalmente o parzialmente la tredicesima per spingere il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati. Busta paga più pesante, ma di quanto?

Tredicesima, meno tasse con la Manovra 2026: ecco le ipotesi sul tavolo. Quanto guadagnerebbero lavoratori e pensionati?

Trovata la quadra all’interno della maggioranza sulle misure principali da inserire in Manovra, dal taglio della seconda aliquota Irpef dal 35 al 33% per i redditi da 28mila a 50mila euro fino alla sterilizzazione parziale dell’innalzamento dell’età pensionabile, il governo studia ulteriori provvedimento allo scopo di andare incontro alle esigenze dei lavoratori, penalizzati dalla combinazione tra alta inflazione e salari bassi, che sta erodendo sempre di più il loro potere d’acquisto. Sul tavolo del Mef sarebbe arrivata una proposta: la detassazione della tredicesima, richiesta soprattutto da Forza Italia, ma che desta molta perplessità tra gli esperti del ministero dell’Economia. Il motivo? Una taglio netto delle tasse sulla mensilità aggiuntiva concessa a lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e pensionati potrebbe costare al governo 15 miliardi in meno di gettito annuo, un’enormità per i nostri conti pubblici, soprattutto in un momento in cui il ministro Giancarlo Giorgetti predica responsabilità e sostenibilità nella gestione della finanza pubblica, allo scopo di mantenere il deficit sotto il 3% e consentire al nostro paese di uscire dalla procedura d’infrazione Ue. 

Le tasse sulla tredicesima

Attualmente la tredicesima è soggetta allo stesso regime fiscale di un normale stipendio. Il suo importo viene determinato dividendo la retribuzione lorda annuale in tredici quote: 12 corrispondono agli stipendi mensili e la tredicesima rappresenta appunto la gratifica di fine anno. Alla cifra che si ottiene vengono poi applicati i contributi previdenziali del 9,19% e l’Irpef al 23%, al 35% o al 43% in base allo scaglione di reddito cui appartiene chi lo riceve. Perché allora solitamente l’importo è più basso rispetto a quello dello stipendio? Perché sulla tredicesima non vengono applicate le detrazioni per lavoro dipendente e per carichi familiari, già distribuite nel corso dell’anno.

Tredicesima: le due ipotesi sul tavolo in vista della Manovra 2026

Sono due le ipotesi sulla tredicesima che circolano negli ultimi giorni: la prima parla di una esenzione totale dall’Irpef. Tradotto: alla tredicesima verrebbero applicati i soli contributi previdenziali. Secondo i calcoli effettuati dalla Fondazione nazionale dei commercialisti e pubblicati dal Corriere della Sera, se con la Manovra questa ipotesi diventasse realtà, un lavoratore con reddito lordo annuo di 20 mila euro avrebbe un guadagno netto di quasi oltre 300 euro, che diventano quasi 500 con un reddito di 30mila euro, 978 per i redditi da 40mila euro, 1.222 con 50mila euro di reddito 1.800 euro con 60mila euro.

Cifre ingenti che comporterebbero un altrettanto costo ingente per lo Stato sotto forma di mancato gettito. Difficile dunque che il Mef e la Ragioneria acconsentano senza coperture certe e immediate (che non ci sono). 

Meno “cara” per lo Stato (sempre in termini di mancato gettito) la seconda ipotesi, che dunque potrebbe avere più chance di trovare spazio in Manovra e che prevede un’aliquota agevolata intorno al 10%, che comporterebbe comunque un aumento tangibile dell’importo della tredicesima, anche se meno marcato rispetto a quello che arriverebbe da una totale detassazione. Dai calcoli effettuati dalla Fondazione nazionale dei commercialisti per il Corriere si evince che un lavoratore con un reddito annuo lordo di 20 mila euro avrebbe un beneficio di 182 euro che diventano 272 euro con un reddito di 30mila, 699 con un reddito di 40mila, 873 con 50mila euro e 1.383 con 60mila euro di reddito.

A questi calcoli va infine aggiunto anche il possibile taglio dell’aliquota intermedia Irpef dal 35% al 33% per i redditi tra i 28 e i 50mila euro.

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