Taglio dell’Irpef per il ceto medio, rottamazione soft, sterilizzazione selettiva dell’aumento dell’età pensionabile. E ancora: fondi per la Sanità, proroga della detrazione del 50% sulla prima casa (selettiva anche in questo caso), misure in favore della famiglia e della natalità. Sono questi i capisaldi della Manovra da 16 miliardi di euro che il governo dovrebbe varare la prossima settimana e che il leader di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia avrebbero concordato nel corso del vertice di maggioranza tenutosi mercoledì a Palazzo Chigi. Imperativo categorico di kantiana memoria: il 3% del deficit resta intoccabile, un paletto che la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti hanno opposto a qualsiasi richiesta “troppo costosa” arrivasse dai partiti. “La sostenibilità della finanza pubblica – ha ribadito il ministro al vertice – regola la condotta di questo esecutivo”.
Manovra: Irpef, l’aliquota scende dal 35 al 33%
La misura principale della manovra sarà il taglio dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28mila e 50mila euro. Costo: 2,8 miliardi di euro. Una misura che ha trovato un largo consenso tra tutti i partiti, ma che Forza Italia avrebbe voluto potenziare: la richiesta degli azzurri era quella di estendere la sforbiciata ai redditi fino a 60mila euro, ma così facendo il costo sarebbe lievitato a 5 miliardi. La proposta è sta dunque cassata.
Secondo il segretario della della Cgil, Maurizio Landini, quello che il Governo presenta come il “piatto forte” della prossima legge di Bilancio, sarebbe “quasi una presa in giro”. Le simulazioni del sindacato, dicono infatti che per i redditi fino a 28 mila euro, questa rimodulazione dell’Irpef non produrrebbe alcun beneficio annuo; mentre per quelli pari a 30mila sarebbe di appena 40 euro annui. Qualche vantaggio ci sarebbe invece per chi ha un imponibile di 50mila euro: 36,7 euro mensili, 440 euro annui.
I paletti sulla rottamazione e sulle pensioni
La rottamazione delle cartelle chiesta dalla Lega ci sarà, ma in versione “soft”: l’accordo sarebbe per pagamenti in 108 rate spalmate in 9 anni (il Carroccio ne chiedeva 120 in 10 anni), con una serie di paletti sulla platea dei beneficiari e sull’importo delle rate (minimoo 50 euro) che dovrebbero contenere i costi della misura a circa un miliardo di euro.
Altra misura richiesta dalla Lega era lo stop all’aumento di 3 mesi dell’età pensionabile a partire dal 2027. Ebbene, in base a quanto previsto, il blocco ci sarà ma spalmato in due anni: un mese nel 2027 e due nel 2028. Altro paletto: varrà solo per alcuni, ovvero per chi svolge lavori usuranti e precoci.
La Manovra sulle famiglie e la natalità
E qui arriviamo alle misure su cui puntano Fratelli d’Italia e la premier Giorgia Meloni, quelle che riguardano le famiglie e la natalità. Una delle novità potrebbe essere l’istituzione di un fondo previdenziale complementare per i nuovi nati. Una proposta che si ispira a una legge già varata dal Trentino-Alto Adige e fortemente apprezzata a livello nazionale.
Nel pacchetto famiglia, che dovrebbe valere fino a 1 miliardo di euro, ci sarà anche la proroga del congedo parentale facoltativo all’80% dello stipendio per tre mesi, dopo la fine di quello obbligatorio. La volontà sarebbe quella di rendere la misura strutturale, anche se sembra più probabile che per il momento arrivi solo una proroga di un’anno. Allo studio, infine, anche la reintroduzione dell’imposta di registro forfettaria per l’acquisto di una casa da parte degli under 36.
Dal bonus casa alle imprese: le altre misure in Manovra
La legge di Bilancio conterrà anche la proroga della detrazione al 50% per le ristrutturazioni, ma “in modo selettivo, sulla prima casa in particolare”, ha spiegato Giorgetti nella sua audizione in Parlamento, aggiungendo che “poi c’è il sostegno alla riqualificazione energetica degli immobili pubblici e ai soggetti fragili”.
Andando avanti, alla Sanità dovrebbero andare tra i 2,2 e 2,5 miliardi di euro, soldi che saranno destinati a un piano assunzioni e a un aumento delle indennità per medici e infermieri.
Le imprese potrebbero invece incassare nuovi tagli alle tasse sulla produttività e sulla contrattazione decentrata oltre che ulteriori incentivi agli investimenti: “Industria 4.0 non può essere riproposta perché poteva essere fatta quando c’erano deroghe a livello europeo, Industria 5.0 non è stata particolarmente apprezzata, stiamo valutando alcune proposte per spingere le imprese a investire”, ha detto Giorgetti in audizione sul Dpfp. Sul tavolo anche l’Ires premiale, che potrebbe essere resa strutturale. Per i lavoratori allo studio ci sarebbero invece la possibile detassazione degli straordinari con un’aliquota piatta al 10% entro i 4mila euro lordi l’anno e quella della tredicesima, richiesta soprattutto da Forza Italia.
Capitolo Difesa: il Governo ha bisogno di trovare 12 miliardi in tre anni. La legge di Bilancio prevederebbe un aumento di spesa pari allo 0,15% del Pil (3,5 miliardi) nel 2026, dello 0,3% nel 2027 e dello 0,5% nel 2028.
Le coperture: dal contributo delle banche ai tagli alla spesa
Sia la Banca d’Italia che l’Ufficio Parlamentare di Bilancio lo hanno detto a chiare lettere: i margini di Manovra sono molto scarsi e ogni misura deve avere la sua copertura per evitare di impattare sui conti pubblici.
E allora ecco che spuntano fuori le banche (e forse anche le assicurazioni) a cui il governo chiederà “un contributo di scopo” da 2,5-3 miliardi di euro. L’obiettivo è quello di non arrivare a uno scontro con l’Abi (l’Associazione bancaria italiana), che i rappresentanti dell’esecutivo incontreranno ufficialmente nei prossimi giorni, ma con cui sono in corso da tempo interlocuzioni informali. Altri 10 miliardi arriveranno invece dai tagli alla spesa, soprattutto a quella dei ministeri che non riescono a spendere le risorse assegnate, e che andranno dunque incontro a una sforbiciata degli stanziamenti per gli anni futuri. All’appello mancano circa 3 miliardi di maggiori entrate, che il Governo starebbe cercando di trovare per garantire coperture alla Manovra.
Il calendario della Legge di Bilancio
La legge di Bilancio 2026 dovrebbe arrivare sul tavolo del consiglio dei ministri la prossima settimana, tra il 14 e il 15 di ottobre, insieme al Documento programmatico di bilancio (Dpb) da inviare a Bruxelles.
Nei giorni precedenti, il governo incontrerà le parti sociali: i sindacati sono attesi a palazzo Chigi venerdì alle 16.30, mentre lunedì mattina toccherà alle imprese.