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Terna: consumi elettrici in aumento nel 2026, fotovoltaico prima fonte rinnovabile

Aumenta il fabbisogno nazionale nel primo trimestre di quest’anno, e soprattutto fanno un balzo significativo i consumi industriali. Rinnovabili in crescita

Terna: consumi elettrici in aumento nel 2026, fotovoltaico prima fonte rinnovabile

Buone notizie sul fronte dei consumi elettrici: in questo inizio di 2026 sono in crescita secondo i dati forniti da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale. A marzo il fabbisogno elettrico nazionale è cresciuto del 2,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anni, a 26,5 miliardi di kWh. La produzione fotovoltaica, con 4 miliardi di kWh, risulta ancora in crescita rispetto allo scorso anno (+17,1% rispetto allo stesso periodo del 2025), principalmente guidata dall’aumento della capacità installata: +1.439 MW da gennaio a oggi. Complessivamente, le fonti rinnovabili hanno coperto il 39,3% del fabbisogno.

Nel primo trimestre dell’anno il fabbisogno è in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025

Continua la crescita del fabbisogno nel terzo mese del 2026: marzo ha beneficiato di un giorno lavorativo in più (22 invece di 21) e di una temperatura media mensile indicativamente uguale a quella dello stesso periodo di un anno fa (-0,2°C). Il dato, corretto dagli effetti di temperatura e calendario, segna un aumento del 2%. La variazione tendenziale è positiva in tutto il Paese: +1,9% al Nord, +3,1% al Centro e +4,6% al Sud e nelle isole.

Prosegue la crescita dei consumi industriali per il settimo mese consecutivo

A marzo 2026, l’indice Imcei (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, registra un incremento del 3,9%, segnando il settimo mese di crescita consecutivo. I sette mesi di costante crescita sono confermati dal confronto del valore dei consumi industriali rispetto al periodo settembre 2024-marzo 2025 (+4%). Positivi a marzo i settori della siderurgia, metalli non ferrosi, industrie meccaniche e alimentare; in flessione cartaria, cemento calce e gesso, e chimica; stabili ceramiche e vetrarie e mezzi di trasporto.

L’indice Imser (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, Unareti, A-Reti, Edyna e Deval), e presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dell’Imcei, ha mostrato a gennaio 2026 un incremento del 3,1%.

Produzione nazionale: importazioni in aumento guidate dalla maggiore capacità di trasporto sulla frontiera Nord

La produzione nazionale ha coperto il 79,6% della domanda di energia elettrica, mentre il restante 20,4% è stato soddisfatto dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. Complessivamente, la produzione nazionale netta, pari a 21,5 miliardi di kWh, è diminuita del 3,4%, mentre è risultato in aumento il saldo estero (+39,5%), determinato da una crescita dell’importazione (+32%) e da una riduzione dell’esportazione (-44%).

La crescita delle importazioni è stata guidata da una maggiore capacità di trasporto messa a disposizione da Terna sulla frontiera Nord e dall’utilizzo di tale capacità sostanzialmente al massimo della sua disponibilità. A marzo le fonti rinnovabili hanno coperto il 39,3% della domanda elettrica nazionale (contro il 40,2% di marzo 2025), in sostanziale stabilità rispetto a un anno fa. In flessione fonte idrica (-7,4%) ed eolica (-13,7%), compensate dalla crescita della fonte fotovoltaica (+17,1%) e, in misura minore, della geotermica (0,7%). In calo la produzione termoelettrica (-6,9%).

La produzione fotovoltaica risulta a marzo la prima fonte rinnovabile del mese: l’incremento di 585 GWh è dovuto quasi interamente all’incremento della capacità in esercizio (+6,4 GW). Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, a marzo 2026 la capacità installata è aumentata di 606 MW. Al 31 marzo si registrano 85.167 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 44.952 MW di solare e 13.831 MW di eolico. Relativamente agli accumuli, in Italia si registrano 919.037 impianti che corrispondono a 18.808 MWh di capacità e 7.731 MW di potenza nominale.

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