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Telecom Italia: il piano Patuano? Non basta. Piazza Affari amara oggi per il gruppo

Gli investitori temono che i provvedimenti annunciati dall’amministratore delegato non siano sufficienti a riequilibrare la situazione patrimoniale del gruppo – Piazza Affari amara: l’azione crolla – Assemblea prevista il 20 dicembre – Niente di deciso su dividendo – Un miliardo offerto per l’Argentina – Analisti in coro: così il debito non scende abbastanza

Telecom Italia: il piano Patuano? Non basta. Piazza Affari amara oggi per il gruppo

PIAZZA AFFARI AMARA PER IL PIANO PATUANO
SUL TITOLO ANCHE “VENDITE DA CONVERTENDO”

Pollice verso di Piazza Affari nei confronti di Telecom Italia. Si prende atto, a proposito dei conti, che la società continua a perder terreno nei confronti dei competitor come confermano stamane le trimestrali di Fastweb (+12% crescita clienti in un anno) e Wind.

Sul fronte delle strategie, gli investitori temono che i provvedimenti annunciati non bastino a riequilibrare la situazione patrimoniale. E restano, nonostante la smentita del dg Piergiorgio Peluso, i dubbi taglio/azzeramento del dividendo.

NIENTE DI DECISO SUL DIVIDENDO, 1 MILIARDO PER L’ARGENTINA

La promessa di Marco Patuano, ad di Telecom Italia, è che ”a fine del 2016 avremo un’Italia più digitale e più connessa”. L’iniezione di capitali in Telecom Italia decisa dal cda di giovedì consentirà alla società di dare l’avvio ad “investimenti del piano industriale pari a più del doppio rispetto al piano precedente”. Lo ha affermato l‘a.d. di Telecom Marco Patuano nella conferenza stampa di stamane in cui è stato precisato che:

1) ‘‘L’assemblea verrà convocata oggi e si terrà il 20 dicembre”. Così l’a.d di Telecom, Marco Patuano, sull’assemblea chiesta da Marco Fossati per la revoca del Cda.

2) La politica dei dividendi non è stata discussa ieri dal cda. Qualunque indiscrezione diversa va ritenuta non corretta”. Lo ha detto il cfo di Telecom, Piergiorgio Peluso, riferendosi all’ipotesi di un congelamento del dividendo

3) ”Abbiamo ricevuto un’offerta da 1 miliardo di dollari per la nostra partecipazione in Argentina” ha aggiunto Patuano. L’offerta per la quota di Telecom Italia in Telecom Argentina è stata avanzata dal fondo Fintech che fa capo al finanziere messicano David Martinez per un valore stimato attorno a 1,4 miliardi di dollari. E’ quanto scrive la stampa finanziaria di Buenos Aires che ricorda come il fondo nel paese sia già azionista di Telecom Argentina oltre che socio di minoranza (con il 40%) di Cablevision assieme al gruppo editoriale Clarin.

Le parole di Patuano sono cadute nel mezzo di una seduta tormentata per il titolo Telecom, prima sospesa per eccesso di ribasso poi in forte calo del 5,49% a 0,6805 euro. E ancora: un nuovo stop al ribasso, e una nuova frana – 6,28% a 0,67 euro. Intensi gli scambi, con più del 2,5% del capitale passato di mano.

Questa la risposta al piano che, come è noto, prevede la vendita di Telecom Argentina, delle torri di trasmissione sia in Italia che in Brasile ed infine l’emissione di un prestito convertibile.

Ma tra le ragioni del ribasso c’è anche una spiegazione tecnica legata al bond convertendo da 1,3 miliardi di euro con scadenza novembre 2016, lanciato ieri e sottoscritto in mattinata.

La necessità dei gestori di tenere invariata l’esposizione del gruppo nei portafogli, anche dopo la sottoscrizione del convertendo, implica infatti la necessità di vendere le azioni per far posto al convertendo . Di qui gli arbitraggi sul prezzo di conversione, che sarà condizionato dall’andamento odierno del titolo. Alla base del movimento c’è il differenziale tra il prezzo massimo di conversione (122,5% del prezzo minimo) e il prezzo minimo, che sarà il medio ponderato di oggi. Di qui varie strategie che complicheranno la lettura dell’andamento odierno del titolo: una possibile i copertura è attraverso opzioni put al presunto prezzo minimo e call all’ipotetico prezzo massimo. L’effetto diluitivo dipenderà dal prezzo di conversione, la cui forchetta verrà determinata sulla base del prezzo medio ponderato per i volumi delle azioni Telecom nella seduta di oggi.

FITCH: COSI’ IL DEBITO NON SCENDE ABBASTANZA

Intanto fioccano i giudizi da parte di agenzie di rating ed analisti. Sull’andamento del titolo in borsa pesa anche il giudizio di Natixis che, dopo i conti e il piano, ha abbassato il giudizio a ‘neutral’.

Apre il fuoco di fila l’agenzia di rating Fitch: il piano di dismissioni e il convertendo di Telecom non ridurranno significativamente l’indebitamento netto della compagnia telefonica. Nella nota viene sottolineato come la capacità di Telecom di mantenere il suo rating al livello di ‘investment grade’ continui a dipendere dalla capacità di frenare nel corso del 2014 la flessione dell’Ebitda in maniera significativa sul mercato domestico.

Natixis: dopo i conti e il piano, ha abbassato il giudizio a ‘neutral’.

Banca Akros: hold e target price a 0,65 euro. “Irisultati del terzo trimestre sono stati deboli, come previsto, ma il nuovo outlook ha un impatto negativo sulle nostre stime. La cessione di asset era ampiamente prevista,mentre le dichiarazioni sul Brasile potrebbero raffreddare la speculazione “ a danno delle quotazioni.

Kepler Cheuvreux (buy e target price a 0,80 euro). Le prospettive di effettiva esecuzioni del business plan sono basse e legate a situazioni indipendenti da Telecom: l’avanzata di Telefonica in Telco potrebbe innescare problemi di antitrust in Brasile e lo spin-off della rete dipende dalle autorità regolatorie.

Intermonte (rating neutral e target price a 0,60 euro). La sfida più impegnativa conciste nello stabilizzare i ricavi sul fisso, a parità di investimenti per il prossimo triennio. La sorpresa positiva del piano è l’aumento di capitale realizzato senza diluizione e dalla vendita anche delle torri in Brasile.

Mediobanca Securities è la più positiva. “Nel corso di tre anni, il business plan potrebbe essere supportato da un miglioramento del contesto macroeconomico in Italia, da un cambiamento dell’atteggiamento della Ue e delle autorità di regolamentazione italiane, che si tradurrà in lungo atteso consolidamento del mercato, dal crescente appetito per i dati, un punto di svolta per gli operatori in grado di fornire servizi di alta qualità”.

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