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Tamburi entra nell’agritech: accordo per acquisire il 28,5% di Simbiosi, società degli eredi del Nobel Natta

Con l’acquisizione Tamburi entra in un segmento strategico dell’economia globale basato su economia circolare, lotta agli sprechi, razionalizzazione delle risorse e risparmio energetico

Tamburi entra nell’agritech: accordo per acquisire il 28,5% di Simbiosi, società degli eredi del Nobel Natta

Tamburi Investment Partners entra nell’agritech. Il gruppo industriale indipendente e diversificato – quotato al segmento Euronext STAR Milan di Borsa Italiana – ha formalizzato un accordo per acquisire il 28,5% del capogruppo di alcune società, originariamente riconducibili a Neoruralehub, che sviluppano tecnologie, soluzioni e brevetti usabili in molte applicazioni per il risparmio di risorse naturali ed energetiche. Lo riferisce un comunicato della società che fornisce servizi di consulenza nel settore della finanza aziendale. Simbiosi, cofondata da Piero Manzoni, che è anche Ceo, controllerà tutte le attività e le tecnologie sperimentate anche presso l’Innovation Center Giulio Natta (situato nei pressi di Pavia) e aziende agricole “captive” di grande estensione, per fornire servizi ecosistemici ad aziende industriali e a municipalità.

Produrre di più sprecando meno risorse: sembra questa la grande sfida dell’agricoltura del futuro. Un settore in cui si sente maggiormente il bisogno di cambiare paradigma e abbracciare l’economia circolare, con una pressione enorme dovuta all’emergenza climatica e alla necessità di soddisfare il fabbisogno alimentare in un mondo che potrebbe contare circa 10 miliardi di persone entro la metà del secolo. Molti però stanno cercando una soluzione, tra questi NeoruraleHub, una società che prende luogo a Giussago, pochi chilometri fuori Milano e ha creato attorno all’agritech il suo business.

Agritech: le tecnologie di Simbiosi

Una realtà interamente basata sulle soluzioni derivate dalla natura, volta a ridurre l’impatto della filiera agroalimentare e sostenere, così, le società nelle sfide ambientali, economiche e sociali. A partire dal concetto di economia circolare Simbiosi ha sviluppato know how, competenze, tecnologie e brevetti unici per massimizzare l’utilizzo intelligente delle risorse, principalmente agroalimentari e per impiegarle responsabilmente per diminuire le quantità di CO2 emessa recuperando risorse dagli scarti, per produrre energia da risorse rinnovabili innovative e per combattere gli squilibri climatici. 

Le tecnologie di Simbiosi includono:

– soluzioni proprietarie di recupero degli elementi nutritivi delle matrici organiche di scarto (cosiddetti digestori) per produrre fertilizzanti per utilizzo agronomico ed energia pulita, rinnovabile e stoccabile, per un’agricoltura in grado di catturare elevate quantità di CO2 abbattendo l’uso della chimica, per un’agricoltura rigenerativa con basso consumo di risorse. Un digestore con capacità di 120.000 t/anno di rifiuti e reflui è già stato installato ed è pienamente funzionante e totalmente autonomo sotto il profilo energetico;  

– soluzioni proprietarie di produzione del freddo e sistemi di controllo in grado di ridurre drasticamente i consumi dell’energia destinata alla refrigerazione; 

– impianti di cogenerazione e di recupero termico integrato, con sistemi di “machine learning” per recuperare l’energia termica dei motori e dei processi produttivi e massimizzare così l’efficienza globale del sistema, già utilizzati da numerosi stabilimenti di primarie società; 

– impianti di valorizzazione del contenuto termico delle acque per attivare risparmi di energia e consentire risparmi di CO2 e di acqua; 

– sistemi di Environmental Block Chain per la misurazione della decarbonizzazione nei processi di produzione, utilizzando anche i satelliti per il monitoraggio ed il risparmio di CO2 già proposti e utilizzati da aziende agroalimentari.

“Con l’operazione Tip si affianca a Piero Manzoni e al top management per accelerare lo sviluppo di Simbiosi nella crescita sul mercato, in un segmento chiaramente strategico dell’economia globale”, si legge in una nota.

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