Ventidue miliardi di euro di oneri straordinari per rivoluzionare la strategia e rialzarsi dopo le difficoltà, una perdita netta tra i 19 e i 21 miliardi di euro attesa per il secondo semestre, guidance 2026 peggiore delle attese e, per forza di cose, sospensione del dividendo per l’anno in corso. Sono i dati con cui questa mattina Stellantis si è presentata al mercato. E a poco sono serviti gli spiragli positivi, come il fatto che le consegne consolidate globali sono viste in rialzo o che il ceo, Antonio Filosa, abbia parlato di un male necessario per rilanciare il business e riportare il gruppo su una traiettoria di crescita e maggiore redditività. O ancora che i problemi riguardano tutto il comparto auto europeo (vedasi crollo Volvo Cars nei giorni scorso) e non solo Stellantis. A Piazza Affari poco importa: la reazione è stata tanto immediata quanto brusca.
Dopo essere stato fermato varie volte per eccesso di ribasso, il titolo della casa automobilistica italo francese sprofonda e intorno alle 12 cede il 23,9% del suo valore a 6,21 euro per azione, il livello più basso dalla nascita della società dopo la fusione tra Psa e Fca, effettiva da gennaio 2021.
I numeri di Stellantis
“I dati sono stati peggiori delle attese”, sottolineano gli analisti di Equita, secondo cui “anche le stime per il secondo semestre 2025 e le guidance 2026 sono inferiori alle attese”.
Nel dettaglio, nel secondo semestre 2025 i ricavi netti e il free cash flow industriale netto di Stellantis sono migliorati rispetto al primo semestre 2025 e la società ha avviato le guidance 2026, con ricavi netti, margine Aoi e Ifcf attesi in miglioramenti. In particolare, stando ai dati preliminari, i ricavi netti del secondo semestre sono attesi tra 78 e 80 miliardi di euro e l’Aoi tra -1,2 e -1,5 miliardi.
Come detto, Stellantis si aspetta poi una perdita netta tra 19 e 21 miliardi e un cash flow dalle attività operative tra -2,3 e -2,5 miliardi. Il free cash flow delle attività industriali è atteso tra -1,4 e -1,6 miliardi.
Uno spiraglio di speranza arriva dalle consegne: il gruppo automobilistico stima che, nel quarto trimestre, le consegne consolidate salgano del 9% su base annua a 1,5 milioni di unità, spinte dal Nord America (+43% a 422.000 unità) e ulteriormente supportato dalla crescita su base annua delle consegne in Sud America (+7% a 277.000) e in Medio Oriente e Africa (+2% a 134.000). Se l’Europa allargata va giù (-4% a 667.000) per l’effetto combinato di un mercato dei veicoli commerciali leggeri in contrazione e di pressioni competitive, crescono invece le consegne in Cina, India e Asia Pacifico (+20% a 18.000).
Da Stellantis stop al dividendo
Tenendo conto della perdita netta del 2025, l’azienda non distribuirà dividendi nel 2026. Inoltre, il Cda di Stellantis ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili, fino a un importo massimo di 5 miliardi.
I maxi oneri e le rassicurazioni di Filosa
Tornando alla svalutazione, allo scopo di reimpostare il proprio business e in vista del nuovo piano strategico che sarà presentato a maggio, Stellantis ha rilevato nella seconda metà del 2025 oneri per circa 22,2 miliardi di euro esclusi dall’Aoi, con uscite di cassa attese in circa 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni a valere su tale importo.
“La reimpostazione che abbiamo annunciato oggi si inquadra nel decisivo percorso avviato nel 2025, per tornare, ancora una volta, a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione”, ha detto l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, “Gli oneri annunciati oggi – ha spiegato – riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture. Riflettono inoltre l’impatto delle criticità pregresse, che il nostro nuovo team sta progressivamente gestendo”, ha affermato il ceo.
Analisti colti di sorpresa
“Sebbene alla luce delle recenti notizie ci aspettassimo delle importanti svalutazioni/oneri straordinari (riallineamento portafoglio prodotti, ridimensionamento supply chain e ristrutturazione), la dimensione è nettamente più ampia delle attese“, spiegano gli analisti di Intermonte, sottolineando che “i risultati 2025 e la guidance 2026 riflettono da un lato un ritorno alla crescita, ma sono ancora fortemente penalizzati dalla profonda ristrutturazione”.
Ricavi ed Ebit adjusted potrebbero attestarsi attorno a 162 miliardi e 5 miliardi rispettivamente. “Nel complesso le notizie non sono positive per via dell’entità della svalutazione, del taglio del dividendo e di una guidance 2026 che seppure in recupero mostra che il turnaround richiederà più tempo“, aggiungono gli esperti.
A preoccupare gli analisti di Citi è invece il fatto che “la società prevede ora un nuovo cash burn nel 2026, con il 2027 ancora altamente incerto date le tendenze generali dei prezzi del settore”. Inoltre, visto che gli oneri annunciati “non includono alcuna chiusura di stabilimenti, non riteniamo che la notizia ripristini completamente la base di costo di Stellantis, cosa probabilmente necessaria vista la riduzione delle quote di mercato”. Secondo Citi, dunque, la futura e necessaria risalita di Stellantis “comporterà molto probabilmente una riduzione della capacità produttiva per ripristinare completamente le attività’ in Nord America e in Europa”.
Stellantis cede il 49% di NextStar Energy a Lg Energy Solution
Ma le novità in casa Stellantis non sono ancora finite. Nell’ambito di una decisione strategica congiunta con la società italo francese, che ha una partecipazione del 49%, Lg Energy Solution ha acquisito il pieno controllo di NextStar Energy, la joint venture creata dalle due società nel 2022. “Consentendo a LG Energy Solution di sfruttare appieno la capacità dell’impianto di Windsor, rafforziamo la redditività a lungo termine, garantendo al contempo la fornitura di batterie per i nostri veicoli elettrici. Si tratta di una scelta intelligente e strategica che supporta i nostri clienti, le nostre attività canadesi e il nostro percorso globale per l’elettrificazione”, ha detto Filosa.
