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Snam, l’assise approva cedola da 0,24 euro. Entro luglio pronta per il mercato del debito senza Eni

Dieci centesimi già distribuiti in acconto. Intanto il gruppo si prepara a sbarcare sul mercato del debito in autonomia da Eni. Contatti con 4 banche. L’ad Malacarne: “Per le banche siamo una società da una singola A. Ma una società italiana non può avere più di un notch sopra il rating del Paese (BBB+), e’ d’obbligo attendersi al massimo A-“.

Snam, l’assise approva cedola da 0,24 euro. Entro luglio pronta per il mercato del debito senza Eni

L’assemblea ordinaria e straordinaria di Snam ha approvato il bilancio 2011 e la distribuzione di un dividendo di 24 centesimi, di cui 10 già distribuiti a titoli di acconto. Il pagamento del saldo (14 centesimi) avverrà dal 24 di maggio. In sede straordinaria i soci hanno approvato la modifica degli articoli 13 e 20 dello Statuto sociale relativi alle quote rosa. Il titolo cede l’1,84% rispetto a un Ftse Mib in calo dell’1,46%. Sul dossier separazione da Eni, l’ad di Snam Carlo Malacarne ha dichiarato, a margine dell’assemblea, che se Eni esce “è probabile che parte del suo 52,53% di Snam” vada sul mercato. Non penso comunque che Snam possa avere problemi per un collocamento sul mercato”. Al momento Malacarne ha precisato di non sapere quanto sara’ l’ammontare che verra’ eventualmente collocato sul mercato.

Senza Eni poi Snam dovrà andare sul mercato del debito in maniera autonoma perché, come ha sottolineato Malacarne in assemblea, “l’unico legame che abbiamo con Eni è la nostra struttura del debito, pari a 11,2 miliardi euro, perché l’accesso al mercato lo facciamo attraverso Eni”. Al riguardo ha detto Malacarne “Ci siamo già attivati per essere indipendenti. Stiamo studiando con le istituzioni finanziarie il set di processi e facilities, come il rating, per andare direttamente sul mercato da giugno-luglio. Per allora avremo tutto pronto per accedere da soli, in attesa del decreto che stabilirà tempi e regole”.

Gli accordi contrattuali di finanziamento con il Cane a Sei Zampe “prevedono che dal momento in cui Eni deconsolida Snam, ha diritto di chiedere il rimborso del debito entro sei mesi”. Snam ha già colloqui con 4 banche, una americana, una europea e due italiane, ognuna specializzata in un’attività. “Ancora non c’è l’impianto contrattuale per accedere, stiamo lavorando: intendiamo allargare il pool e poi accedere”, ha precisato Malacarne che ha aggiunto: “il decreto in preparazione dovrebbe fissare le regole sul rimborso. Siamo anche pronti a un prestito ponte che possa coprire il tutto”. Secondo l’ad la struttura del debito (78% fisso e 22% variabile ad oggi) non cambierà molto e neanche la maturity pari a 5-6 anni. Per quanto riguarda poi il costo del debito, al 3,1% a fine 2011 e previsto tra il 3,6% e il 3,7% a fine 2012, Malacarne ritiene che in futuro resterà comunque al di sotto del 4%.

A Maggio ci saranno i primi colloqui con le società di rating, S&P e Moody’s. “Quello che dicono le banche – ha aggiunto Malacarne – è che siamo una società con un profilo di rischio tale da avere una singola A. Ma considerando che una società italiana non può avere più di un noch sopra il rating del Paese (BBB+), e’ d’obbligo attendersi al massimo A-“.

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