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Reddito energetico 2024: chi può ottenerlo e cosa fare. L’Alleanza per il fotovoltaico guarda già al 2030

Arrivano le nuove agevolazioni del Fondo per il reddito energetico: 200 milioni per il 2024 e 2025 per installare pannelli fotovoltaici. La gran parte è nelle Regioni del Sud

Reddito energetico 2024: chi può ottenerlo e cosa fare. L’Alleanza per il fotovoltaico guarda già al 2030

Gli italiani che vogliono combattere il caro bollette hanno l’occasione per produrre energia in proprio. Se hanno un reddito ISEE inferiore a 15mila euro o sono nuclei familiari con reddito ISEE inferiore a 30mila euro ma con almeno 4 figli a carico, possono accedere al Fondo per il reddito energetico.  Il Fondo è stato istituito con decreto 8 agosto 2023 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 novembre 2023.

Il decreto del Ministero dell’Ambiente per impianti fotovoltaici residenziali per l’autoconsumo è dunque arrivato in Gazzetta ufficiale e si aspetta solo la piattaforma del GSE per le domande. 

Sono migliaia le famiglie che aspirano ai benefici per mettere sul tetto o in aree di pertinenza piccoli impianti con pannelli solari. I costi in conto capitale – cioè a fondo perduto – sono riconosciuti dallo stesso GSE: 2mila euro come quota fissa e 1.500 euro per kW come quota variabile. Infine, l’impianto fotovoltaico che si intende installare deve essere al servizio di unità residenziali e avere una potenza nominale non inferiore a 2 kW e non superiore a 6 kW. Una risposta moderata ai 5 milioni di italiani in povertà energetica.

Reddito energetico 2024: un progetto nato sei anni fa

Il progetto del reddito energetico è partito nel 2017 per aiutare chi, pur in condizioni economiche disagiate, vuole abbassare il peso delle bollette. Alla base c’è un fondo rotativo per il biennio 2024-25 che concede contributi totali per impianti di potenza tra 2 e 6 kW. I contributi sono riservati esclusivamente agli immobili accatastati in categoria A (con l’esclusione delle categorie A1, A8, A9 e A10).

Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia hanno a disposizione 80 milioni di euro all’anno. Per tutte le altre regioni del Centro, Nord e per le province autonome la disponibilità è di 20 milioni per ciascun anno. Una ripartizione che tiene conto della maggiore povertà energetica delle famiglie del Sud. Una volta completati i lavori i beneficiari stipuleranno un contratto con il GSE per la cessione dell’energia. 

Riparte il mercato? L’Alleanza per il fotovoltaico è fiduciosa

Nel suo ultimo incontro l’Alleanza per il Fotovoltaico in Italia ha indicato in 100 GW da installare entro il 2030 per compiere bene la transizione energetica. E’ necessario procedere con una media di 10 GW all’anno anche rispetto al 2022 che ha registrato una ripresa con 2 GW di nuova potenza raggiunta.

Da gennaio a luglio 2023 l’incremento è stato di 2,7 GW installati. Ma a sacrificare il settore c’è ancora troppa incertezza normativa. In questo ambito le aziende riunite nell’Alleanza contestano l’attuale versione del Decreto sulle aree idonee che demanda alle Regioni la perimetrazione delle aree su cui installare gli impianti. Tale principio non garantisce regole uniformi su tutto il territorio nazionale e compromette gli investimenti. L’energia solare resta comunque nel panel delle opzioni delle grandi e medie aziende.

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