Per Prysmian è una doccia gelata l’apertura di Piazza Affari stamane, già percossa dal discorso di Trump ieri che ha fatto allontanare le speranze di una fine vicina della guerra in Medio Oriente. A pesare sulla società produttrice di cavi per energia e telecomunicazioni sono arrivate ancone indiscrezioni raccolte dal Financial Times e dal Wall Street Journal secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta pensando di rivedere il proprio regime tariffario sull’acciaio e sull’alluminio, modificando i dazi sui prodotti finiti. L‘effetto netto di tali modifiche potrebbe comportare un aumento effettivo dei costi per molte importazioni, dicono gli analisti.
A Piazza Affari il titolo Prysmian è uno dei peggiori del Ftse Mib (-1%) quota in mattinata 102,04 euro, con un calo del 2,50%. Nonostante il calo il titolo mostra ancora un rialzo di oltre il 21% negli ultimi sei mesi. Le indiscrezioni ritracciano ciò che era già emerso lo scorso febbraio . Solo ieri il titolo era scattato in rialzo del 7% dopo le prime indicazioni sul trimestre: il management della società, in una pre-close call sui risultati del primo trimestre che saranno approvati il 29 aprile e resi noti il 30 aprile hanno descritto una solida partenza del 2026.
La scorsa estate, Trump aveva imposto dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio fino al 50% ed esteso le tasse a una serie di beni realizzati con questi metalli, tra cui lavatrici e forni. Ora invece la sua amministrazione sta rivedendo l’elenco dei prodotti interessati dalle imposte e prevede di esentare alcuni articoli, interrompere l’ampliamento degli elenchi e avviare invece indagini di sicurezza nazionale più mirate su beni specifici, hanno riferito ai media alcune fonti. I funzionari commerciali del Dipartimento del Commercio e l’ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ritengono che i dazi stiano danneggiando i consumatori, aumentando i prezzi di beni come tortiere e lattine per alimenti e bevande.
“La decisione di alleggerire i dazi sull’acciaio e sull’alluminio, tra i primi introdotti nel secondo mandato di Trump, è legata al fatto che, secondo gli economisti, sono in realtà gli americani a pagare il prezzo dei dazi, diversamente da quanto sostiene il presidente, secondo cui sarebbero le aziende straniere a sopportarne l’onere”, spiega il quotidiano. “Se confermata e in attesa di dettagli la notizia potrebbe essere potenzialmente negativa per Prysmian che, in quanto player verticalmente integrato negli Stati Uniti, dovrebbe beneficiare nel 2026 dei dazi sull’alluminio (aumento quote di mercato e/o dei margini grazie all’impatto dei dazi sulla struttura dei costi degli importers)”, spiegano gli analisti di WebSim Intermonte.
Nuovo contratto con Enedis da 550 milioni per cavi di media tensione
Intanto oggi Prysmian ha annunciato la firma di un contratto con la francese Enedis con un valore fino a 550 milioni di euro per i prossimi sette anni (2026-2032), inclusi tre anni opzionali, per diventare l’unico fornitore dell’intera gamma di cavi di media tensione. Prysmian utilizzerà oltre il 12% di alluminio riciclato e oltre il 30% di rame riciclato nei cavi, adottando inoltre polietilene riciclato per la guaina protettiva. Prysmian conta in Francia oltre 2.500 dipendenti, 4 centri R&D e 9 siti produttivi.
Il titolo resta in un treand rialzista anche dopo il calo di oggi
Nonostante la flessione di oggi, il titolo mantiene un trend rialzista di lungo periodo, dicono gli analisti, sostenuto da risultati finanziari solidi e contratti rilevanti nel settore delle infrastrutture elettriche.
Il consenso resta buy per circa il 78% tra i principali broker che coprono il titolo, sebbene il target price medio si collochi leggermente sotto i livelli correnti di mercato (intorno a circa 92‑96 euro), implicando una possibile correzione nel prossimo anno. Alcune banche d’affari come Barclays e Jefferies confermano rating buy con target price superiori ai 100 euro, mentre altri, tra cui Deutsche Bank e Morgan Stanley, propongono giudizi più cauti o hold con target price più prudenti.
