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Prodi benedice la riscossa dei riformisti dem contro il “radicalismo” della segreteria Schlein

Il padre dell’Ulivo ed ex premier Romano Prodi manifesta da tempo il suo malessere verso il massimalismo della segretaria del Pd Elly Schlein e adesso fa un passo avanti sostenendo la riscossa dei riformisti: la resa dei conti arriverà ma solo dopo le elezioni regionali

Prodi benedice la riscossa dei riformisti dem contro il “radicalismo” della segreteria Schlein

E’ da tempo che il padre dell’Ulivo, Romano Prodi, manifesta segni di disagio verso il radicalismo e il massimalismo della segretari del Pd, Elly Schlein. Nelle scorse ore è andato oltre. Proprio alla vigilia della riunione di Milano dei riformisti del Pd l’ex braccio destro di Prodi, Arturo Parisi, era stato tagliente e in un’intervista a La Stampa aveva implorato: “Il Pd abbandoni la deriva estremista, rischia la riedizione del Fronte popolare” che nel secondo dopoguerra rimedìò solo clamorose sconfitte. Nella trasmissione “Otto e mezzo” su La7 la conduttrice Lilli Gruber, che non è mai stata tenera verso i riformisti, ha chiesto a Prodi che cosa ne pensasse e la risposta dell’ex premier non ha lasciato dubbi: “Come potrei non essere d’accordo con Parisi, che è stato il mio braccio destro da quando creammo l’Ulivo”. Poi Prodi ha mandato alla riunione milanese dei riformisti la fedelissima Sandra Zampa che non ha risparmiato critiche alla segreteria. Di fronte al “movimentismo dozzinale” di Schlein, come acutamente lo definisce l’ex Presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda, qualcosa forse si sta muovendo nell’area riformista esterna (Tenda riformista, amministratori locali riuniti da Alessandro Onorato, Matteo Renzi, Enrico Ruffini, ecc.) e interna al Pd. A Milano, malgrado il doroteismo dei Guerini e dei Delrio, l’ex sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, il sindaco di Milano Beppe Sala e le parlamentari Pina Picierno, Lia Quartapelle, Elisabetta Gualmini e altri – una volta liberati dalla cappa del deludente Stefano Bonaccini – hanno dato fiato a tutto il malessere dei riformisti del Pd e indicato un’altra strada per costruire l’alternativa. Non è un caso che Schlein si stia arroccando dietro lo scudo del suo cerchio magico e dei soliti Orlando, Provenzano e Speranza e dell’ineffabile Franceschini. L’avvicinarsi delle elezioni regionali consiglia prudenza ma prima poi, dentro il Pd e non solo, la resa dei conti arriverà se il centrosinistra vuole avere qualche piccola speranza di vincere le prossime elezioni politiche. Per questo ha ragione Prodi.

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