Poste Italiane apre il 2026 come lo aveva chiuso il 2025: in crescita piena e con numeri da record. Nel primo trimestre, il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha messo a segno ricavi per 3,5 miliardi di euro, in aumento dell’8% anno su anno, accompagnati da una redditività in forte accelerazione: l’Ebit adjusted sale a 905 milioni (+13,6%), il livello più alto mai registrato in un primo trimestre. Anche l’utile netto cresce, a 617 milioni (+3,3%).
Sulla scia di questi risultati, Poste ha rivisto al rialzo la guidance 2026, portando l’obiettivo di Ebit adjusted a 3,4 miliardi di euro (da 3,3 miliardi indicati a febbraio), mentre resta confermata la stima di utile netto a 2,3 miliardi. Invariata anche la politica dei dividendi, con payout superiore al 70%. Sul fronte strategico, confermate le tempistiche dell’offerta pubblica su Tim, con chiusura attesa entro il terzo trimestre del 2026, mentre il nuovo piano industriale standalone pluriennale sarà presentato il 24 luglio insieme ai risultati del secondo trimestre.
L’ad Del Fante ha parlato di “quarto primo trimestre consecutivo a livelli record”, sottolineando il contributo di tutte le divisioni di business e la capacità del gruppo di mantenere crescita e redditività nonostante il contesto inflazionistico. Ha inoltre ribadito, nel corso della conference call, che la fiducia nel business è sostenuta da “un inizio d’anno molto positivo” e con “flussi in entrata solidi e destinati a restare tali per tutto l’anno”. Il buon momento si riflette anche sul mercato: il titolo Poste ha toccato a febbraio il massimo storico sopra i 23 euro, portando la capitalizzazione a circa 30 miliardi di euro.
Poste italiane: ricavi e redditività ai massimi nel primo trimestre 2026
Nel primo trimestre del 2026 i ricavi di gruppo hanno raggiunto 3,5 miliardi di euro (+8%) rispetto ai 3,2 miliardi realizzati nello stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita diffusa in tutte le aree di business: Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione ha registrato ricavi da terzi pari a 1 miliardo (+5,7%), i Servizi finanziari hanno raggiunto 1,6 miliardi (+10,5%), i Servizi assicurativi 469 milioni (+6,1%) e Postepay 425 milioni (+6,8%).
I costi totali sono aumentati del 4,9% a 2,8 miliardi, ma a un ritmo inferiore rispetto ai ricavi, consentendo un miglioramento della redditività. I costi ordinari del personale si sono attestati a 1,5 miliardi (+1,4%), mentre i costi non-Hr sono cresciuti del 10,3% a 1,2 miliardi.
L’Ebit adjusted si porta così a 905 milioni (+13,6%), mentre l’utile netto raggiunge 617 milioni (+3,3%), rispetto ai 597 milioni dello stesso periodo del 2025, superando leggermente le stime degli analisti.
Raccolta, patrimonio e crescita dei pagamenti digitali
A marzo 2026 la posizione finanziaria netta era positiva per 4,98 miliardi di euro, rispetto ai 5,64 miliardi di inizio anno. In parallelo, le attività finanziarie investite della clientela salgono a 606 miliardi di euro, in aumento di 5,3 miliardi rispetto a dicembre 2025, sostenute da una raccolta netta positiva nei prodotti di investimento pari a 1,7 miliardi. Il contributo arriva soprattutto dai prodotti multiclass, dal risparmio gestito e dalla tenuta del risparmio postale.
Sul fronte patrimoniale, il gruppo conferma livelli di capitale ampiamente superiori ai requisiti regolamentari: il Total Capital Ratio di BancoPosta si attesta al 24,4%, con Cet1 ratio al 20,9%, leverage ratio al 3,3% e Solvency II ratio del gruppo assicurativo Poste Vita al 294%.
A completare il quadro, continua la crescita dei pagamenti digitali, con il transato in aumento del 10% e le transazioni complessive dell’ecosistema Postepay in crescita del 14%, una performance che si conferma superiore all’andamento del mercato.
Poste, Del Fante difende l’ops su Tim: “Premio del 40%
Sul dossier Telecom Italia, Matteo Del Fante ha ribadito che la reazione del mercato all’offerta è stata “complessivamente positiva”, pur riconoscendo che “qualcuno ha messo in dubbio il prezzo”, mentre il gruppo ritiene che l’operazione includa “già un premio significativo”. L’amministratore delegato ha insistito sul fatto che Poste sta “offrendo un premio reale del 40%”, definendolo il punto centrale della propria posizione verso le critiche sul valore dell’operazione, e ha ricordato che il lavoro sul dossier prosegue da oltre un anno. Del Fante ha aggiunto che nei prossimi mesi il gruppo continuerà a spiegare al mercato perché “l’integrazione con Poste è l’opzione migliore rispetto allo scenario stand-alone”.
Sul piano industriale, ha poi sottolineato la centralità della SuperApp, spiegando che con “17 milioni di utenti e oltre 4 milioni di utenti attivi giornalieri” l’integrazione dei clienti Tim “accelera il coinvolgimento, sblocca le vendite incrociate e rafforza l’effetto volano”, grazie a un’infrastruttura proprietaria considerata “critica” per lo sviluppo della piattaforma. Anche il Cfo Camillo Greco ha confermato la traiettoria finanziaria dell’operazione, indicando un effetto “accrescitivo sull’utile per azione dal 2027, a doppia cifra dal 2028” e una progressiva risalita del dividendo, in un quadro di conti solidi e visibilità crescente sulla generazione di cassa.
Ultimo aggiornamento giovedì 7 maggio 2026 alle ore 14:01
