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Piazza Affari: le Ipo più attese del 2026 tra sostenibilità, Difesa e fintech. Ecco i possibili debutti

Il 2026 si apre con grandi aspettative per Piazza Affari, pronta a rilanciarsi dopo un 2025 segnato da delisting e Opa. Tra le Ipo più attese NextChem, Praexidia e il Fondo Nazionale Strategico Indiretto (Fnsi)

Piazza Affari: le Ipo più attese del 2026 tra sostenibilità, Difesa e fintech. Ecco i possibili debutti

Il 2026 si apre con grandi aspettative per Piazza Affari, pronta a voltare pagina dopo un 2025 segnato da delisting e Opa. Il nuovo anno si prospetta più dinamico, con una serie di Ipo strategiche che spaziano dai settori della Difesa e delle tecnologie sostenibili fino alla finanza innovativa. Gli investitori osservano con attenzione progetti come NextChem, Praexidia e il Fondo Nazionale Strategico Indiretto (Fnsi), iniziative in grado di rafforzare il tessuto delle piccole e medie imprese italiane e attrarre capitali significativi.

A completare il quadro delle quotazioni previste ci sono nuovi player in settori strategici come cybersecurity, aerospaziale e veicoli di aggregazione industriale, rendendo i primi mesi dell’anno decisivi per la valorizzazione delle pmi italiane. In questo scenario, il 2026 non punta a un boom generalizzato, ma a una selezione mirata: le Ipo che arriveranno lo faranno solo se numeri, strategia e prezzo saranno perfettamente allineati alle aspettative del mercato, evitando operazioni affrettate o forzate.

Le Ipo più attese a Piazza Affari nel 2026: NextChem, Praexidia e Plenitude

Ad oggi, nessuna società ha ufficializzato la data di quotazione, ma ci sono dossier concreti e progetti caldi che osservano attentamente il mercato, consapevoli che le Ipo forzate non trovano spazio. Tra i protagonisti più attesi figura NextChem, controllata di Maire Tecnimont specializzata nelle tecnologie sostenibili, con un utile netto in crescita di oltre il 30% e un portafoglio ordini in espansione, che punta a un debutto con una valutazione intorno ai due miliardi di euro, segnando un passo importante per il settore green italiano.

All’inizio dell’anno è previsto il debutto di Praexidia, il polo della Difesa concepito come veicolo aggregatore di pmi, con aumenti di capitale mirati a finanziare acquisizioni strategiche e rafforzare la filiera industriale nazionale. Sul fronte della finanza, il Fondo Nazionale Strategico Indiretto (Fnsi) del Mef, con una dotazione minima di 750 milioni di euro e la gestione condivisa tra banche, assicurazioni e Sgr, punta a sostenere il valore delle pmi quotate e a prevenire Opa a prezzi di saldo. Sempre nel segmento Euronext Growth Milan, Ambromobiliare lavorerà alla creazione del gruppo Highlander tramite operazioni su Mit Sim e 4Aim, consolidando il mercato delle piccole imprese finanziarie.

Nel lusso, Otb, gruppo di Renzo Rosso, resta in attesa del momento giusto, con ricavi solidi e margini sostenibili; l’Ipo potrebbe concretizzarsi solo se i numeri continueranno a crescere in maniera convincente. Sul fronte delle utilities, Edison, controllata da Edf, potrebbe quotare una quota di minoranza tra il 30 e il 35%, con una valutazione tra 7 e 10 miliardi di euro, offrendo un profilo ideale a investitori istituzionali interessati ai flussi di cassa e alla stabilità del business.

Anche Golden Goose e Plenitude rappresentano potenziali Ipo di medio-lungo periodo: il marchio di sneaker di lusso resta osservato dai fondi internazionali, mentre la strategia di Eni per Plenitude punta a consolidare le attività rinnovabili e di mobilità elettrica prima di affrontare la Borsa. Infine, Bending Spoons, unicorno tech italiano con una valutazione privata superiore agli 11 miliardi di dollari, guarda soprattutto ai listini americani ma rimane un simbolo del potenziale tecnologico nazionale e un termometro per misurare la capacità di Piazza Affari di attrarre grandi storie innovative.

Il 2025: un anno di delisting e lezioni per il futuro

Il 2025 ha rappresentato un anno complesso per Piazza Affari. Le 29 società delistate hanno sottratto oltre 2,5 miliardi di euro di capitalizzazione, mentre le 21 nuove Ipo hanno raccolto complessivamente 593 milioni, concentrandosi soprattutto sul segmento Euronext Growth Milan dedicato alle pmi. Per la prima volta in anni, Opa e delisting hanno superato le nuove quotazioni, con operazioni di rilievo come l’acquisizione di Intermonte da parte di Banca Generali e l’offerta di Banca Ifis su Illimity Bank. Il bilancio del 2025 evidenzia quindi un mercato selettivo e attento, che ha insegnato quanto sia cruciale il rispetto dei fondamentali per una quotazione di successo.

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