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Panetta (Bankitalia): il commercio internazionale si è riorganizzato con i dazi ma l’onere maggiore è caduto soprattutto sull’economia Usa

Quanto all’Europa il Governatore nel suo intervento annuale allAssiom Forez, ha sollecitato un mercato europeo dei capitali e azioni comuni sul fronte energeti. Per le banche italiane vede un aumento della redditività e una ripresa dei finanziamenti alle imprese

Panetta (Bankitalia): il commercio internazionale si è riorganizzato con i dazi ma l’onere maggiore è caduto soprattutto sull’economia Usa

Contro le “fragilità interne irrisolte” del Vecchio Continente che “limitano il potenziale di crescita dell’Unione e rischiano di ridurne il ruolo nell’economia mondiale”, il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, sollecita la costituzione di un mercato europeo dei capitali e azioni comuni sul fronte energetico. Quanto all‘Italia, il numero uno di Palazzo Koch in occasione del suo discorso al 32esimo congresso Assiom Forex, ha sottolineato la solidità delle banche italiane, con una redditività che resta elevata, nonostante la riduzione del margine di interesse, e con i finanziamenti alle imprese sono tornati a crescere. Quanto ai dazi di Trump Panetta sottolinea che l‘onere finora pagato è soprattutto dall’ economia Usa.

Le fragilità Ue limitano il potenziale. Occorre agire su mercato unico ed energia

Il Governatore ha evidenziato gli ostacoli con i quali oggi si deve confrontare l’Ue, partendo dalla “inadeguatezza dei meccanismi decisionali dell’Unione”. Panetta cita l’esempio della “capacità di risposta” vista con il Next Generation Eu, che “deve ora diventare strutturale, non restare confinata alle emergenze”, con l’obiettivo di “potenziare la capacità” dell’Unione di decidere e di agire”. E’ questa, a suo giudizio, la “condizione fondamentale” per “completare l’integrazione del mercato interno”, “ridurre in modo duraturo la dipendenza dall’estero e il costo dell’energia” e “costruire una credibile capacità di difesa comune“.

Diventa quindi “essenziale” un mercato europeo dei capitali “per valorizzare l’ingente risparmio disponibile – oggi in larga parte impiegato al di fuori dell’Unione – e per attrarre capitali internazionali da indirizzare verso gli investimenti strategici e il rafforzamento della competitività europea” ha detto.

L’altra via è quella del “settore dell’energia” che “rappresenta un esempio emblematico dei vantaggi dell’azione comune rispetto a interventi frammentati su base nazionale”: “un’azione congiunta a livello europeo è essenziale per rafforzare il potere contrattuale verso i fornitori, sfruttare economie di scala e rendere più sicura e funzionale la gestione degli stoccaggi e delle reti di trasmissione, evitando duplicazioni e colli di bottiglia”.

Dazi: occorre rafforzare i canali di cooperazione esistenti e ricorrere ad accordi bilaterali e plurilaterali

L’inquilino di Palazzo Kock torna sul tema delle imposizioni dei dazi da parte di Trump, come aveva fatto lo scorso anno, ma stavolta con una menzione ad hoc vista la decisione giusto ieri sera da parte della Corte Suprema Usa che che di fatto ha annullato l’aggressiva politica commerciale, anche se il tycoon ha già annunciato le sue contromosse.

La risposta, secondo Panetta, e adottare in questa fase “realismo e capacità di adattamento” e sottolinea che in presenza di tensioni geopolitiche persistenti, occorre rafforzare i canali di cooperazione esistenti e ricorrere ad accordi bilaterali e plurilaterali per contenere i rischi e preservare la continuità degli scambi.

La frammentazione dell’economia mondiale non è inevitabile. “Il sistema multilaterale, pur con i suoi limiti, ha assicurato per decenni progresso e prosperità. In un contesto di interdipendenza ormai globale – nell’economia, nella tecnologia e nella finanza – il rispetto di regole condivise e l’aggiornamento delle istituzioni comuni costituiscono un interesse convergente per tutti i Paesi, anche per quelli di maggiore peso sistemico”.

Per Panetta “è difficile ipotizzare una rottura dei legami economici tra gli Stati Uniti e i loro alleati storici”, così come “una lacerazione dei legami con i tradizionali alleati sarebbe onerosa anche per gli stessi Stati Uniti”. Ecco allora la ricetta: “Un ritorno all’assetto precedente non è realistico”. Ma c’è un’altra via: “Il commercio internazionale va ripensato alla luce di questa nuova realtà, salvaguardando i benefici dell’integrazione e riconoscendo che sicurezza e geopolitica sono ormai componenti essenziali delle scelte economiche”,e per questo sono positivi gli accordi siglati dalla Ue con Mercosur e India. Per il momento, sottolina Panetta “l’onere finora pagato è soprattutto dall’ economia Usa“.

Banche italiane solide, la cautela sul credito non deve penalizzare le iniziative imprenditoriali

Il responsabile delle banche italiane vede una situazione in miglioramento per il settore con una redditività che resta elevata, nonostante la riduzione del margine di interesse, e con i finanziamenti alle imprese sono tornati a crescere.

“Negli ultimi mesi il sostegno creditizio all’economia italiana si è rafforzato. I tassi sui prestiti alle imprese sono scesi di circa 2 punti percentuali rispetto al picco del 2023, in linea con la riduzione dei tassi di politica monetaria. Anche il costo dei nuovi mutui alle famiglie – concessi in larga parte a tasso fisso – si è ridotto, di circa 1 punto, seguendo la flessione dei rendimenti a lungo termine” ha detto Panetta.

“Dopo due anni di contrazione, i finanziamenti alle imprese sono tornati a crescere, sostenuti dal maggiore fabbisogno legato agli investimenti – ha spiegato – La ripresa riguarda le aziende più solide, indipendentemente dalla dimensione; quelle con merito creditizio più basso continuano invece a registrare una riduzione dei prestiti. Questa evoluzione riflette sia il progressivo affinamento delle tecniche di selezione della clientela bancaria, sia la maggiore attenzione al rischio in un contesto ancora incerto”. La capacità di selezionare i debitori è certamente un elemento positivo, ma, invita il Governatore, “la maggiore attenzione al rischio non deve però tradursi in eccessiva cautela, che potrebbe penalizzare iniziative imprenditoriali con prospettive valide”.

“La redditività bancaria resta elevata, nonostante la riduzione del margine di interesse, grazie ai ricavi da commissioni e al basso livello delle rettifiche su crediti – ha detto Panetta – Questo quadro favorevole non deve tuttavia indurre a sottovalutare i rischi. Gli equilibri possono mutare rapidamente: un peggioramento inatteso della congiuntura inciderebbe sulla qualità del credito, mentre brusche correzioni dei mercati finanziari comprimerebbero i ricavi da servizi”.

“La solidità raggiunta dalle banche italiane costituisce oggi un elemento di stabilità per l’Italia. Traducendola in sostegno agli investimenti, all’innovazione e alla diffusione delle tecnologie digitali, gli intermediari forniranno un apporto fondamentale alla crescita della nostra economia”, ha concluso.

Le quattro spinte che hanno portato alla crescita del Pil mondiale

Nonostante le difficoltà in arrivo da dazi e guerre, il governatore della Banca d’Italia riconosce che il Pil mondiale l’anno scorso è cresciuto più del previsto (+3,3%, mezzo punto oltre le previsioni formulate un anno fa) con il commercio globale che lo ha addirittura superato (+4%). A spingere quest’ultimo sono stati quattro fattori: i dazi praticati inferiori a quelli annunciati ad aprile; l’assenza di ritorsioni generalizzate; i maggiori scambi legati all’intelligenza artificiale e la ricomposizione geografica dei flussi commerciali, come il rafforzamento dell’export cinese verso mercati alternativi agli Stati Uniti, verso cui le vendite di Pechino sono calate.

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