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Padoan alla Camera: “Allo studio un fondo per i risparmiatori con contributo banche”

Il ministro dell’Economia alla Camera: “Il governo vuole dare una risposta ai risparmiatori. Le responsabilità andranno accertate caso per caso”. Tutte le cifre del salvataggio pubblicate sul sito del Mef. Da Bruxelles via libera all’arbitraggio Consob ma no a rimborsi diretti dallo Stato agli obbligazionisti. Emendamento alla Stabilità

Padoan alla Camera: “Allo studio un fondo per i risparmiatori con contributo banche”

“Il governo intende dare una risposta. Stiamo preparando una norma che dispone la creazione di un fondo con il contributo delle banche”. Così il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, in Commissione Bilancio della Camera, ha spiegato ai deputati l’intervento che  il governo sta preparando in aiuto agli obbligazionisti rimasti incastrati nel crac delle 4 banche (CariChieti, Cassa Ferrara, Banca Etruria e Banca Marche). 
Il governo “ritiene che sia possibile definire un intervento compatibile con la disciplina europea degli aiuti di Stato”, ha aggiunto Padoan, ricordando che sul caso delle 4 banche sono “in corso verifiche con la Commissione Ue”.

Proprio la Ue aveva sollevato obiezioni sulla vendita di strumenti “inappropriati” al pubblico dei piccoli risparmiatori. “Non si può escludere che le 4 banche abbiano venduto obbligazioni subordinate a persone che presentavano un profilo di rischio incompatibile con la natura di questi titoli di investimento – ha osservato Padoan – ma questo è quanto andrebbe accertato con un’analisi di ogni singola posizione”, ha spiegato il ministro dell’Economia.

Nel pomeriggio era arrivato da Bruxelles un sostanziale via libera alla proposta di emendamento alla Legge di Stabilità, proprio quello che il ministro è andato a spigare in Parlamento, nella  misura in cui riteneva praticabile la via dell’arbitrato Consob sulle singole posizioni degli obbligazionisti colpiti. La Ue ha invece bocciato la possibilità di rimborsi diretti da parte dello Stato ai risparmiatori, ammettendo la possibilità di un finanziamento pubblico anticipato per accelerare i tempi dei rimborsi che poi però dovrà essere restituito alle casse pubbliche.

GLI EFFETTI POSITIVI

L’audizione di Pier Carlo Padoan alla Camera è avvenuta intorno alle 20 di venerdì, al termine di una complessa giornata durante la quale anche la Banca d’Italia era intervenuta in defesa del suo operato di vigilanza, messo sotto accusa da Bruxelles. l ministero dell’Economia ha inoltre pubblicato sul suo sito un documento nel quale ripercorre le tappe della vicenda e ricorda che la procedura di risoluzione avviata con il decreto salva-banche “ha messo al sicuro i risparmi di circa 1 milione di correntisti e obbligazionisti per un controvalore di circa 12 miliardi di euro (oltre ai depositi già garantiti).Grazie al salvataggio sono nate 4 nuove banche con forza patrimoniale molto superiore a quella delle banche originarie, gravate da crediti in sofferenza o non esigibili”.

In pratica sono state “salvate” circa “200.000 piccole e medie imprese, commercianti e artigiani che – ric orda il Mef –  dispongono di fidi e aperture di credito continuano a godere del sostegno finanziario per la propria attività da parte delle nuove banche. Si è conservato il livello occupazionale sul territorio, perché i 6.000 dipendenti proseguono il loro rapporto di lavoro con le nuove banche e anche le 1.000 persone occupate nell’indotto non hanno subito impatti a causa della crisi”.

E GLI EFFETTI NEGATIVI

L’alternativa al salvataggio sarebbe stata la liquidazione delle banche. “In questo caso – precisa il Tesoro –  la procedura avrebbe comportato la vendita di tutte le attività e la distribuzione degli eventuali proventi, comunque insufficienti a un rimborso completo, tra i creditori. Il numero di persone destinate a subire un danno patrimoniale sarebbe stato certamente di diversi ordini di grandezza superiore alle 10.500 persone che hanno investito in obbligazioni subordinate“.

Inoltre in caso di liquidazione “sarebbe stata richiesta la restituzione dei crediti a vista messi a disposizione delle imprese sul territorio per un valore superiore a 10 miliardi di euro. Questo perché in caso di liquidazione bancaria i titolari di un prestito o un mutuo vengono chiamati a restituirli immediatamente. Ovviamente sarebbe stato interrotto il rapporto di lavoro con i dipendenti. 
Qual è la situazione delle nuove banche? “Le nuove banche – precisa ancora il documento del Mef –  dispongono dell’attivo delle banche precedenti, ad esclusione dei crediti in sofferenza che gravavano sui bilanci sono stati trasferiti a una bad bank. In questo modo le nuove banche hanno una situazione patrimoniale che le rende molto robuste e dotate di abbondante liquidità e tale da consentire in tempi rapidi la restituzione alla gestione privata come richiesto dalla normativa dell’Unione europea.

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