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Nel Decameron 2009 la filosofia di Donatella Quaroni

Nella tenuta Borgolano i ritmi della natura sono rigorosamente rispettati nella pratica di una viticoltura sostenibile a basso impatto ambientale. Un principio di umanizzazione dell’agricoltura che la Quaroni ha ereditato dal nonno. E i risultati si avvertono

Nel Decameron 2009 la filosofia di Donatella Quaroni

Dal 1992 Donatella Quaroni ha preso in mano le redini dell’azienda Tenuta Borgolano, fondata nel lontano 1903 dal nonno Romano Quaroni, nel comune di Montù Beccaria (PV), nella parte più orientale dell’Oltrepo Pavese, denominata anticamente Vecchio Piemonte, riferimento preciso a un territorio e a uno stile che caratterizza la produzione di alcuni vini.

Da lui Donatella ha ereditato la passione per la vigna e il vino e, aggiungiamo, una conoscenza particolare del territorio e dei vitigni che lo interpretano, come CroatinaBarberaRiesling Pinot Nero, classici intramontabili, da cui è riuscita ad ottenere il massimo della qualità.

Arrivata alla terza generazione, questa azienda si consolida, grazie proprio alla competenza di Donatella, nel biologico sostenibile. Da sempre è dedita a coniugare rispetto per l’ambiente a una precisa e non invasiva tecnica di coltivazione, arrivando a produrre vini molto interessanti.

La sua filosofia parte dal vigneto, dal profondo lavoro in vigna, e dal rispetto dei ritmi della natura, applicando con vera passione i valori dei suoi antenati e coniugando la tradizione ai sistemi più moderni per riuscire ad ottenere la grande qualità. Viene praticata una viticoltura sostenibile a basso impatto ambientale, e grazie alla mano dell’uomo si può parlare di umanizzazione dell’agricoltura.

La produzione si basa su 30 ettari di vigneti tutti nella D.O.C. Oltrepo’ Pavese e situati nei comuni di Montescano, Castana, Montù Beccaria in provincia di Pavia, nell’ Appennino Settentrionale, a pochi minuti dall’Emilia. Grazie a questa posizione di confine, troviamo climi differenti: nelle zone pianeggianti il clima è continentale con inverni freddi ed estati calde; in collina l’influenza mitigatrice del mare si fa sentire molto poco per la presenza dei monti, e quindi le zone più vicine all’Appennino godono di maggiore frescura. L’eccezionale microclima, la diversa esposizione ed il suolo calcareo tufaceo, con marne risalenti al pliocene e argille azzurre consentono di ottenere sia vini freschi ed eleganti che vini longevi, con grande equilibrio tra struttura profondità ed eleganza.

Ci piace proprio per questo motivo, è riuscita a mettere a punto una serie di vini che si differenziano notevolmente da quelli che siamo abituati a trovare in Oltrepo’ Pavese, vini capace di evolvere a lungo in bottiglia.

Abbiamo scelto il Decameron 2009, Buttafuoco DOC, che proviene dall’assemblaggio di Croatina 60%, Barbera 25%, e il restante 15% da Uva Rara, Vespolina, Pinot nero e Nebbiolo. Vino che proviene da uve raccolte manualmente sovramature, che vengono poi lasciate fermentare in vasche di cemento. Passaggio in barrique e affinamento in bottiglia. Veste impenetrabile color granato con ancora tracce violacee. Si apre ai profumi richiamando toni di frutta rossa matura, mora, prugna e ciliegia, con forti accenni floreali, speziati e di frutta secca. Al palato si arricchisce di una notevole struttura avvolgente che lascia, comunque, spazio a freschezza e dolce tannicità. Si esalterà con formaggi stagionati, piatti di carne scura con spezie e salame di Varzi stagionato.

Euro 30

La tenuta Borgolano  oggi conta 30 ettari.  La maggior parte è occupata da vigneti tutti iscritti all’Albo della D.O.C. Oltrepo’ Pavese situati nei comuni di Montescano, Castana, Montù Beccaria in provincia di Pavia, in pieno Appennino Settentrionale, a sud delle Alpi e della Pianura Padana e a pochi minuti dai confini con l’Emilia. Questo è il regno di Donatella Quaroni, donna-imprenditrice dai tratti molto cortesi e affabili che sa creare immediata empatia con i suoi interlocutori ma che è anche molto determinata nella conduzione dell’azienda ereditata nel 1992  secondo parametri di assoluto rigore per la qualità. Il nonno Angelo e il padre che portava lo steso nome del nonno, le hanno trasmesso  una grande passione per l’enologia unitamente ad un grande rispetto per le terre e per il vino. Forse derivato dal fatto come ama dire: ” Nasco in cantina e in vigna a differenza dei miei famigliari. Sin da piccola e poi crescendo, la diversa preparazione scolastica, rende inevitabile il conflitto generazionale, ancor più duro se vogliamo, perché sono donna”. E fin da giovane si appassiona anche alla storia di queste zone, consulta archivi e decide perfino, con coraggio  di assumere l’insegna di Tenuta Borgolano, italianizzando l’area su cui esistono cantina e vigneti storici.

Negli ultimi anni Tenuta Borgolano si è concentrata su una viticoltura ecosostenibile a basso impatto ambientale, volta ad eliminare progressivamente l’utilizzo di diserbanti chimici; infatti  tutti i nuovi vigneti sono progettati per il controllo del suolo esclusivamente meccanico, mentre le concimazioni vengono effettuate con stallatico locale. L’azienda segue le direttive Europee della Misura 10 volta a tutelare  le risorse idriche superficiali e profonde. A contrasto dell’erosione e per la salvaguardia della biodiversità, viene mantenuto l’inerbimento. L’obiettivo perseguito su tutti i vitigni, consiste nell’abbattimento della produzione che viene infatti portata da 1.500 grammi a 900 grammi di uva per pianta. In questo modo si arriva ad ottenere una naturale ricchezza e concentrazione dei vini, con una carica polifenolica importante, una grande struttura accompagnata allo stesso tempo da una particolare sofficità, e con una notevole capacità di invecchiamento.

La produzione in bottiglie si attesta attorno alle 100.000 unità, suddivise in 8/10 etichette: Barando, un rosso frizzante di Croatina, Burbera con uve di barbera, Dheon,  brut di Pinot nero 100%,  Diabolika da uve barbera, Donna da uve croatina 100% Si vende in Italia prevalentemente e in azienda a seguito di visite e degustazioni.

L’azienda esporta anche  all’estero in Germania, Belgio, Olanda con un mercato che assorbe il 15% della produzione.

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