La Corte d’Appello di Parigi ha confermato la condanna di Marine Le Pen nel processo sui falsi impieghi degli assistenti del Rassemblement National al Parlamento europeo, riducendo però la pena inflitta in primo grado. La decisione lascia formalmente aperta la strada a una sua candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2027. La leader della destra francese è stata condannata per appropriazione indebita a tre anni di carcere, rispetto ai quattro stabiliti in precedenza. Un anno dovrà essere scontato con il braccialetto elettronico.
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Il passaggio politicamente più rilevante riguarda però l’ineleggibilità, ridotta da cinque anni a 15 mesi. Secondo la Corte, il periodo deve essere considerato “già scontato”, poiché la misura aveva iniziato a decorrere nel marzo 2025. Le Pen potrebbe quindi presentarsi per la quarta volta nella corsa all’Eliseo.
Resta tuttavia il nodo del braccialetto elettronico, che potrebbe condizionare la campagna elettorale. La leader del Rassemblement National aveva infatti dichiarato più volte di non voler affrontare la corsa presidenziale mentre fosse sottoposta a questa misura.
La Corte conferma la gravità dei fatti
Durante la lettura della sentenza, la presidente della Corte d’Appello ha sottolineato più volte la rilevanza delle contestazioni. “I fatti sono gravi”, ha affermato, precisando che la loro gravità dipende sia dall’entità delle somme coinvolte sia dalla durata del sistema messo in piedi. I giudici hanno riconosciuto l’assenza di un arricchimento personale diretto da parte di Le Pen, ma hanno ribadito che “i fondi europei sono fondi pubblici” e che le regole relative alle funzioni degli assistenti parlamentari risultano sufficientemente chiare.
Secondo l’accusa, alcuni collaboratori formalmente assunti come assistenti degli eurodeputati avrebbero in realtà lavorato esclusivamente per il partito o per i suoi dirigenti tra il 2004 e il 2016. In primo grado il danno arrecato alle casse delle istituzioni europee era stato quantificato in 3,2 milioni di euro, dopo aver sottratto 1,1 milioni già restituiti da una parte dei 25 imputati coinvolti nel procedimento.
Durante il processo d’appello, Le Pen aveva respinto l’ipotesi di una condotta intenzionale. “Se c’è stata una colpa, io non ho mai sentito di aver commesso alcun reato”, aveva dichiarato davanti ai magistrati. La difesa aveva puntato sull’errore umano e sull’assenza della volontà di aggirare le regole. Le Pen aveva inoltre accusato il Parlamento europeo di non aver segnalato tempestivamente le presunte irregolarità, sostenendo che l’istituzione conoscesse le caratteristiche dei contratti contestati. “Non abbiamo nascosto niente”, aveva affermato.
Il nodo del braccialetto e l’ipotesi Bardella
La riduzione dell’ineleggibilità consente a Marine Le Pen di restare in corsa per le presidenziali, ma l’obbligo di portare per un anno il braccialetto elettronico potrebbe complicare i suoi programmi politici. Nei mesi scorsi la leader del Rassemblement National aveva dichiarato di non voler condurre una campagna elettorale mentre fosse sottoposta alla misura. Per questo potrebbe chiedere una riduzione della durata o una diversa modalità di esecuzione della pena.
Secondo alcuni esperti, tuttavia, il braccialetto elettronico rappresenta già una forma di adattamento della detenzione. Se l’obbligo venisse ridotto da dodici a sei mesi, Le Pen potrebbe comunque cominciare la campagna elettorale senza braccialetto a partire da gennaio. La decisione finale sulla candidatura resta quindi nelle sue mani. Qualora decidesse di rinunciare o ritenesse politicamente impraticabile affrontare la corsa all’Eliseo in queste condizioni, il candidato più accreditato a sostituirla sarebbe Jordan Bardella.
Il presidente del Rassemblement National, 30 anni, guida il partito dal 2021 ed è considerato la principale alternativa interna a Le Pen. Una sua candidatura non sarebbe automatica, ma rappresenterebbe lo scenario più probabile nel caso in cui la leader facesse un passo indietro.
L’annuncio al telegiornale delle 20: “Mi candido e farò campagna senza il braccialetto”
“Da stasera sono candidata”, ha annunciato Marine Le Pen al telegiornale francese delle ore 20 in onda su TF1, confermando inoltre che non sarà tenuta ad indossare il braccialetto elettronico. “Farò ricorso in Cassazione per dimostrare la mia innocenza – ha detto la leader di Rassemblement National -. Avevo detto che non avrei partecipato alla campagna elettorale indossando un braccialetto elettronico, ma poiché ho la possibilità di ricorrere in appello alla Corte di Cassazione e l’appello sospende gli effetti della sentenza, farò campagna elettorale senza braccialetto elettronico”.
Quanto al ruolo di Jordan Bardella, che era la figura indicata a prendere il posto della Le Pen alle Presidenziali dell’anno prossimo, la leader della destra sovranista francese ne ha confermato l’importanza: “Siamo un tandem – ha detto -, un binomio vincente per il ruolo di primo ministro e presidente. Abbiamo delle soluzioni e ci completiamo a vicenda”, ha aggiunto insistendo sul fatto che Bardella sarà primo ministro in caso di vittoria. “Stiamo lottando per la Francia, credo che questa partnership politica che stiamo formando possa davvero cambiare le cose”.
(Ultimo aggiornamento alle ore 20.45 di martedì 7 luglio)
