‘’Rashomon’’ è un bellissimo film giapponese di Akira Kurosawa del 1950, interpretato da Toshiro Mifune. La medesima vicenda (lo stupro di una sposa e l’assassinio del marito) viene raccontata in maniera diversa da coloro che vi hanno assistito. E nessuno di loro mente. Una riedizione moderna della tragedia di Rashomon si è verificata, in forma di farsa, venerdì scorso nell’incontro del governo italiano con le confederazioni sindacali per avviare l’esame della manovra di bilancio che sarà varata dal Consiglio dei ministri questa settimana.
La differenza – a parte quella riguardante la professionalità dei protagonisti nella finzione cinematografica e nella realtà – sta principalmente nel fatto che tutti hanno mentito in maniera più o meno ampia e spudorata. Il ministro Giancarlo Giorgetti, a nome del governo, ha esposto – in unità di tempo e di luogo come nella tragedia greca classica – le medesime proposte a tutte le controparti, le quali, però, hanno suscitato reazioni profondamente diverse da parte delle delegazioni sindacali presenti, capitanate ciascuna dai relativi segretari generali.
Per la Cisl incontro ‘’positivo e importante’’
A conclusione dell’incontro, la Segretaria Generale della Cisl Daniela Fumarola ha giudicato l’incontro ‘’positivo e importante’’, riconoscendo al Governo di aver assunto diversi impegni coerenti con le richieste della Cisl non solo sul piano tecnico, ma anche su quello politico e strategico. ‘’Ora – ha proseguito Fumarola – bisogna dare continuità al confronto per delineare insieme un intervento ben coordinato sia sul presente sia sulle prospettive del Paese”. In concreto ha aggiunto la leader sindacale: “Sono arrivati i primi affidamenti su capitoli cari alla Cisl. Sul fronte della sanità, per esempio, il Governo ha comunicato l’intenzione di orientare nuove risorse. Altro tema fortemente sentito dalla Cisl è quello del il ceto medio, non adeguatamente sostenuto nell’ultima manovra. Giorgetti ha comunicato l’intenzione di ridurre l’aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino a 50mila euro: una scelta necessaria, che va ulteriormente consolidata portando la soglia a 60mila euro, come abbiamo detto al ministro. Abbiamo inoltre ricevuto rassicurazioni – ha concluso – sugli interventi a sostegno delle famiglie, delle donne e dei giovani, elementi decisivi per contrastare l’inverno demografico, così come sulla conferma delle misure per il Mezzogiorno e per le Zone Economiche Speciali’’.
Per la Cgil “è stato un incontro dannoso”
Di tutt’altro tono le valutazioni di Maurizio Landini che, prima di passare alla demolizione punto dopo punto della manovra, ha sintetizzato l’incontro con parole che non lasciano scampo:’ “È stato un incontro dannoso, con nessuna risposta sulle cose che avevamo illustrato. Questa manovra non fa crescere il Paese, non ci sono investimenti e non si affrontano i nodi di fondo come l’emergenza salariale’’. Poi il leader della Cgil ha elencato una serie di rivendicazioni tra le quali spicca la richiesta di una patrimoniale sui redditi superiori a due milioni.
La Uil non si sbilancia, ma cerca un confronto
Pierpaolo Bombardieri della Uil, dopo molti anni trascorsi ad allinearsi acriticamente alla Cgil, forse si è reso conto di non poter più seguirla attaccata alla sua ruota. Così trovandosi di fronte ad un’autostrada per tentare una mediazione onorevole, ha deciso di non sbilanciarsi troppo né verso la Cisl come verso la Cgil. ‘’Abbiamo cominciato il confronto dal documento, non ci sono risposte rispetto a quelle che sono le nostre piattaforme e le richieste che abbiamo fatto su lavoro, fisco, pensioni, cito opzione donna per tutti e sanità. Abbiamo però oggi posto al governo una richiesta. Noi in questi giorni abbiamo discusso con alcune associazioni datoriali e in modo particolare con Confindustria e abbiamo posto al governo delle priorità, perché nessuno di noi (anche Landini? ndr) pensa che sia necessario superare il tetto del deficit previsto, ma chiediamo nella predisposizione del documento e nella predisposizione della manovra alcune priorità”. Quella di Bombardieri è sicuramente una posizione nuova. La Uil, nell’anno in corso ha tenuto a distinguersi dalla Cgil in diverse occasioni, come quella dei referendum e della mania scioperaiola in solidarietà con Gaza. Vedremo come andranno le cose quando si conoscerà la proposta che il governo porterà alle Camere.
Landini prepara a prescindere lo sciopero generale del 25 ottobre
Comunque il cammino è tracciato. Landini lavora già da prima dell’estate alla preparazione dello sciopero generale, a prescindere dai contenuti della manovra: il 25 ottobre avrà luogo la discesa in campo della ‘’rivolta sociale’’ con la solita manifestazione propedeutica allo sciopero generale a fianco dei nuovi alleati del sindacalismo radicale di base.
Bombardieri ha poi voluto ricordare il confronto in atto tra Cgil, Cisl e Uil e la Confindustria (con la Confcommercio su di un altro tavolo) con l’obiettivo di varare un documento comune da sottoporre al governo con le richieste delle parti sociali in vista della manovra di bilancio. Ammesso e non concesso che Landini si faccia coinvolgere in un’operazione siffatta, si tratta comunque di un contributo inutile. Se vogliono dare un contributo sostanziale, le parti sociali non devono chiedere, ma impegnarsi a fare ciò che è di loro competenza attraverso la contrattazione collettiva e l’implementazione della produttività.
Orsini di Confindustria stimola il Governo a guardare più all’economia che ai conti pubblici
Un ulteriore colpo di scena (e di confusione) si è aggiunto nelle ultime ore con l’intervento del presidente della Confindustria al Convegno dei giovani industriali di Capri, Emanuele Orsini, il quale è sembrato prendere le distanze proprio da quella che è la principale preoccupazione del governo: la cautela nella gestione dei conti pubblici. ”Non c’è solo il rigore dei conti, che è importante, che ci darà una mano domani, ma se io faccio un debito buono (ahimè, che cosa ha scatenato Mario Draghi, ndr) come quello della Zes, che ha comunque generato posti di lavoro e che con quegli stessi denari investiti li ho raccolti in due anni con l’Iva generata dagli investimenti, ma quello è un debito che funziona”, ha spiegato il presidente. ”Quello vuol dire far crescere il paese, ma soprattutto anche un’area come quella del Mezzogiorno, che serve ancora più forte, perché se è più forte l’area del Mezzogiorno tutta l’Italia è più forte”. Una posizione più vicina a quella della Cgil. Come chiede, l’8 settembre del 1943, il sottotenente Alberto Innocenzi (interpretato da Alberto Sordi) nel film ‘’Tutti a casa’’ di Luigi Comencini del 1960: “I tedeschi si sono alleati con gli americani?”.