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Lusso ai massimi e la guerra Arnault-Pinault investe le Spac

Lo stop al vaccino non ferma il Toro e AstraZeneca sale a Londra contando sulla ripresa delle vaccinazioni. Prosegue la rotazione tra settori e il lusso tocca il record assoluto: Hermès rende più dell’oro. Ecco le mosse dei Big

Lusso ai massimi e la guerra Arnault-Pinault investe le Spac

Nemmeno lo stop al vaccino ferma il Toro.  Stamane tra i titoli più vivaci della City figura proprio AstraZeneca che mette a segno un eloquente rialzo del 3,2% oltre quota 7.200 sterline. I mercati, insomma, hanno già assolto il vaccino dai sospetti. Con il supporto delle istituzioni mediche: l’Ema, l’autorità competente pe la Ue, ha ribadito che i benefici sembrano superare di gran lunga i rischi. Sempre l’Ema presenterà giovedì gli esiti di una nuova indagine. Intanto l’agenzia mondiale per la sanità WHO ha detto che la sospensione delle vaccinazioni in alcune aree dell’Europa, non cambia i piani di produzione e distribuzione: il vaccino è sicuro e sarà somministrato. 

Forte di queste conferme, i mercati hanno ripreso a percorrere la strada della rotazione tra i settori, alla ricerca dei temi più depressi dalla pandemia. E’ il caso dell’auto, risalita ai livelli del 2018 sotto la spinta del Battery Day di Volkswagen, ma soprattutto del lusso che stamane tocca il record assoluto trainando al rialzo anche il commercio al dettaglio e via web (Zalando +4%).  

In attesa di una ripresa dei negozi i grandi del settore danno ragione alla scelta di Exor di entrare in forze sul mercato del lusso, andando a caccia (vedi Louboutin) dei marchi indipendenti sulla scia del gigante Lvmh, arrivato ormai all’impressionante valore di 270 miliardi di euro, di gran lunga il gruppo leader delle Borse europee con multipli degni di Silicon Valley. Paragone non casuale, perché agli occhi dei gestori il lusso delle grandi maison europee ha la stessa capacità di crescita dei Big del digitale. Con la differenza che la tecnologia rischia di scontare la “guerra fredda” tra Cina e Stati Uniti, mentre le griffes hanno tutto da guadagnare sia dalla ripartenza dei consumi cinesi che dalla liquidità dei consumatori Usa.

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A sottolineare l’appeal del settore contribuisce il Wealth Report 2021 elaborato dall’agenzia immobiliare londinese Knight Frank specializzata nei consumi di lusso. Nell’ultimo anno gli accessori di Hermès hanno registrato il maggiore aumento dei prezzi (+17%), confermando una tendenza di lunga durata: nell’ultimo decennio, la valutazione delle mitiche borse è aumentata del 108%, superando il rendimento dell’oro.  La casa parigina  non è del resto l’unico brand del lusso ad aver ritoccato il proprio listino negli ultimi mesi: a giugno 2020, Gucci  aveva alzato i prezzi nella forchetta tra il 5-9% in mercati quali l’Italia, la Gran Bretagna e la Cina. A luglio, poi, Salvatore Ferragamo aveva rivisto al rialzo, in una forchetta fra il 5% e il 7%, i prezzi di diverse proposte. Con l’inizio del nuovo anno, le borse di Louis Vuitton  sono aumentate del 2-5%, mentre quelle di Chanel negli States del 4-7 per cento. Anche così si spiega l’aggressività del ”lupo in cachemire”, ovvero Bernard Arnault che, completata l’acquisizione di Tiffany e, ultimo blitz, le finto-povere tedesche Birkenstock, si accinge a celebrare la riapertura de La Samaritaine, i grandi magazzini parigini che diventeranno la bandiera dei 70 marchi controllati dal gigante del lusso. 

Un altro segnale fa pensare che i grandi del luxury siano destinati a dominare la scena del mercato, non solo nel settore. Dietro le ultime Spac (Special purpose acquisition company) europee figurano infatti i bei nomi di questo mondo. Dietro l’iniziativa di Jean-Pierre Mustier, ex Unicredit, e Diego De Giorgi, ex Bofa, figura anche la Financière Agache, la holding di Arnault che ha il controllo di Christian Dior e Lvmh. Pronta la replica di François Pinault, cui fa capo Kering, la holding che controlla Gucci. Pinault, 84 anni, ha acquistato una partecipazione nella società dell’ex chief executive officer di Credit Suisse GroupTidjane Thiam, un investimento effettuato a titolo personale dal miliardario.

Ad animare il settore sono anche Ferragamo, periodicamente investita da voci di vendita, e  Moncler, che ha aggregato il marchio storico dell’abbigliamento sportivo Stone Island, la cui acquisizione vedrà il closing al 31 di marzo. I movimenti sul settore continuano e gli analisti prevedono, già al 2021, una crescita a doppia cifra trainata prevalentemente dall’accelerazione sul digitale. L’online è cresciuto enormemente in seguito alla crisi degli store fisici causata dai lockdown e il canale prospetta ancora un ampio margine di crescita sul medio-lungo periodo.

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