Oro e argento, che nelle ultime sedute sono stati sull’ottovolante, anche per via di scambi contenuti di fine anno che ingigantiscono i movimenti, hanno comunque raggiunto le loro migliori performance annuali dal 1979. Entrambi i metalli preziosi hanno registrato un’impennata della domanda da parte degli investitori che cercano di proteggersi da turbolenze politiche, inflazione e debolezza valutaria. I metalli sono stati sostenuti da forti acquisti da parte delle banche centrali, afflussi verso fondi negoziati in borsa e tagli dei tassi da parte della Federal Reserve statunitense.
Ma in questa storia di grandi successi, sebbene l’oro abbia dominato la scena per tutto l’anno, è l’argento quello che ha ottenuto più guadagni nel corso del 2025: poco meno del +65% per il metallo giallo, circa il 150% per il metallo bianco. Quali sono i motivi di questo doppio binario? Ecco le spiegazioni
Chi ha bisogno dell’argento?
Il prezzo dell’argento è salito per la prima volta sopra gli 80 dollari l’oncia alla fine del 2025, quasi il triplo del suo valore dell’anno precedente e sufficiente a far impallidire persino l’aumento vertiginoso dell’oro. L‘argento, molto più dell’oro, possiede numerose proprietà che lo rendono uningrediente prezioso in una vasta gamma di applicazioni industriali. Il metallo bianco è un eccellente conduttore elettrico, utilizzato nei circuiti stampati e negli interruttori, nei veicoli elettrici e nelle batterie. La pasta d’argento è un ingrediente fondamentale nei pannelli solari e il metallo viene utilizzato anche nei rivestimenti dei dispositivi medici. Inoltre ovviamente l’argento, come l’oro del resto, è anche un ingrediente molto diffuso per la produzione di gioielli e monete.
Ci sono diversi elementi alla base dell’impennata, dovuta per lo più al timore di carenza di materiale, e gli analisti temono che i prezzi elevati e persistenti potrebbero erodere la redditività dei produttori che lo utilizzano e stimolare gli sforzi per sostituire i componenti in argento con altri metalli meno pregiati e forse anche meno performanti.
Cina e India rimangono i principali acquirenti di argento grazie alle loro vaste basi industriali, alla loro numerosa popolazione e all’importante ruolo che i gioielli in argento continuano ad avere come riserva di valore tramandata di generazione in generazione. Anche i governi e le zecche consumano grandi quantità di argento per produrre monete e altri prodotti. Essendo un bene commerciabile molto più economico dell’oro, l’argento diventa più accessibile anche agli investitori al dettaglio.
Cosa rende unico il mercato dell’argento?
I molteplici utilizzi dell’argento fanno sì che il suo prezzo di mercato sia influenzato da molti diversi fattori, tra cui cambiamenti nei cicli produttivi, nei tassi di interesse e persino nelle politiche sulle energie rinnovabili. Quando l’economia globale accelera, la domanda industriale tende a spingere l’argento al rialzo. Quando si profila una recessione, gli investitori possono intervenire come acquirenti alternativi.
Il mercato è più esile di quello dell’oro. Il turnover giornaliero è inferiore, le scorte sono più limitate e la liquidità può evaporare rapidamente. L’argento immagazzinato a Londra vale circa 65 miliardi di dollari, mentre l’oro quasi 1.300 miliardi di dollari, sebbene gran parte di entrambi i metalli non sia disponibile per prestiti o acquisti da parte degli investitori. Per l’oro, il mercato londinese è sostenuto da circa 700 miliardi di dollari in lingotti, detenuti principalmente dalle banche centrali mondiali nei caveau della Banca d’Inghilterra. Questi possono essere prestati in caso di crisi di liquidità, rendendo di fatto le banche centrali prestatori di ultima istanza. Per l’argento non esiste una riserva di questo tipo.
Perché l’argento ha registrato un rialzo così forte nel 2025?
L’argento si muove spesso in tandem con l’oro, ma con oscillazioni di prezzo molto più violente. Un’impennata dei prezzi dell’oro nei primi mesi dell’anno ha ampliato il divario di valutazione tra i due metalli al punto che con un’oncia d’oro si poteva acquistare più di 100 volte la stessa quantità di argento. Alcuni investitori hanno visto un’opportunità potenzialmente redditizia e si sono attivati.
C’è stato quest’anno anche il cosiddetto fenomeno del“degradement trade”: l’elevato debito pubblico nelle principali economie, come gli Stati Uniti e la Francia, e la mancanza di volontà dei rispettivi politici di risolverlo, hanno spinto alcuni investitori ad accumulare argento e altri asset alternativi, riducendolo le posizioni in titoli di Stato o valute.
La scarsità di prodotto e le speculazioni
Nel frattempo, la produzione globale di argento si è ridotta. Le miniere in Messico, Perù e Cina – i tre principali produttori – hanno tutte dovuto affrontare ostacoli che vanno da intralci normativi alle restrizioni ambientali. La maggior parte dell’argento mondiale viene estratto come sottoprodotto dell’estrazione di altri metalli. Per cinque anni consecutivi la domanda globale di argento ha superato la produzione delle miniere, mentre i fondi negoziati in borsa garantiti dall’argento hanno attirato nuovi investimenti.
A gettare acqua sul fuoco sono state anche state a inizio anno i rumors secondo cui gli Stati Uniti avrebbero imposto dazi sull’argento. Ciò ha portato a uno spostamento del metallo verso i caveau collegati alla borsa delle materie prime Comex di New York, poiché i trader cercavano di trarre vantaggio dai prezzi elevati di quel mercato. Ciò ha contribuito a una diminuzione delle scorte di argento disponibili a Londra, il principale centro di scambio spot. Queste sono state ulteriormente erose, poiché oltre 100 milioni di once sono confluite in Etf garantiti da lingotti fisici.
Gli operatori continuavano a monitorare eventuali dazi statunitensi sull’argento dopo che il metallo prezioso è stato aggiunto all’elenco dei minerali critici dell’US Geological Survey a novembre.
I limiti di Pechino all’esportazione
In più, si sono aggiunte le restrizioni cinesi all’esportazione di argento annunciate a fine ottobre, in parte un rinnovo delle politiche precedenti, ma con l’aggiunta di un nuovo e più rigido regime di controllo sulle esportazioni di prodotto raffinato. Solo le grandi aziende certificate dallo Stato potranno ottenere le licenze dal prossimo primo gennaio. Per qualificarsi, le imprese devono soddisfare criteri severi, come una produzione annua minima di circa 80 tonnellate di argento e la disponibilità di linee di credito consistenti (circa 30 milioni di dollari). La Cina controlla circa il 60-70% delle esportazioni globali di argento e quindi alcuni analisti prevedono che queste restrizioni potranno ridurre ulteriormente l’offerta mondiale.
Le oscillazioni di fine 2025
Il metallo bianco, dopo aver superato per la prima volta gli 84 dollari il 26 dicembre, il successivo lunedì 29 dicembre è precipitato del 9%, il più grande calo giornaliero in oltre cinque anni. La svendita è stata “in gran parte tecnica: le prime prese di profitto sul recente picco dei metalli preziosi, lo scioglimento delle posizioni lunghe con leva finanziaria e i requisiti di margine più rigidi hanno aggiunto pressione”, ha affermato Dilin Wu, strategist di Pepperstone Group Ltd. “I fondamentali non sono cambiati”.
Alcune borse hanno dovuto adottare misure per contenere il rischio in un contesto di elevata volatilità, con l’aumento dei requisiti di margine per alcuni contratti future sull’argento del Comex a partire da lunedì. Con tale provvedimento, i trader devono investire più liquidità per mantenere aperte le proprie posizioni: non tutti gli speculatori hanno a disposizione denaro extra, quindi sono costretti a ridurre o chiudere le proprie posizioni. Nella prima seduta dell’anno, il 2 gennaio, il prezzo ha ricominciato a salire, riportandosi intorno ai 74 dollari.
