Condividi

La nautica italiana: eccellenza produttiva e motore globale della Blue Economy

L’Italia, quarto esportatore mondiale di navi, vanta 1.000 imprese e 30mila addetti, 16,4 miliardi di fatturato, 8 miliardi di export e gestisce due terzi degli ordini globali fino al 2036 (37 miliardi)

La nautica italiana: eccellenza produttiva e motore globale della Blue Economy

La nautica è tra le eccellenze del Made in Italy, nonché un settore chiave della Blue Economy (180 miliardi pari al 10% del Pil). Con un volume d’affari di 16,4 miliardi, oltre 3 miliardi di valore aggiunto ed esportazioni che hanno superato gli 8 miliardi in media nell’ultimo triennio, l’industria cantieristica italiana è una realtà produttiva di quasi mille imprese e oltre 30mila addetti. Non a caso oltre il 20% delle vendite europee è riferito a produzioni italiane.

Lo scorso giugno Sace ha partecipato al 65° Salone Nautico di Genova per incontri operativi con le imprese del settore. Espansione, competitività e sostenibilità sono le tre direttrici per lo sviluppo. In Italia, i porti turistici non sono semplici punti di attracco, ma vere e proprie infrastrutture strategiche con un ruolo chiave in mobilità costiera, promozione del turismo e rafforzamento delle relazioni economiche e culturali. Sono un volano per la crescita delle filiere produttive locali e contribuiscono in modo significativo alla competitività del sistema Paese.

Export in crescita e leadership nei segmenti di alta gamma

Con una quota di mercato del 5,2%, l’Italia è il quarto esportatore mondiale di navi, alle spalle dei principali produttori asiatici. La quota sale al 30,8% e al 19,3%, rispettivamente, nei segmenti delle navi da crociera e della nautica da diporto. Nonostante la lieve flessione registrata nel 2024, il comparto resta un cardine per la manifattura di qualità italiana, contribuendo all’1,2% dell’export.

Negli ultimi dieci anni, l’esportazione di navi è cresciuto a un tasso medio dell’8,2%, arrivando a 7,2 miliardi. Nautica da diporto (4,3 miliardi) e navi da crociera (2,6 miliardi di euro) rappresentano oltre il 90% delle vendite all’estero, mentre la nautica commerciale (280 milioni) continua a essere un segmento dominato dai grandi cantieri asiatici. A livello di mercati, il 21% delle esportazioni è destinato agli Usa, mentre Regno Unito e Cina sfiorano il 15%. Il segmento della nautica da diporto è più diversificato, con destinazioni quali Turchia, Emirati Arabi Uniti e Singapore in crescita.

Un 2025 positivo e prospettive di crescita fino al 2028

I primi quattro mesi dell’anno hanno confermato un trend in crescita per tutti i segmenti (+45% rispetto allo stesso periodo del 2024), guidato dalle consegne di navi da crociera (+38,5%), ma anche da un’ottima dinamica della nautica da diporto (+22). Quest’anno il fatturato complessivo dovrebbe stabilizzarsi sui 16 miliardi, per ritornare a crescere dal 2026 a un tasso medio del +3%. Si prevede che il settore possa arrivare a generare 4 miliardi di valore aggiunto entro il 2028.

I cantieri italiani gestiscono poco meno di due terzi del portafoglio ordini globale di navi in consegna fino al 2036, per un giro d’affari complessivo di circa 37 miliardi. E grazie alla spinta dei superyacht, la nautica da diporto sembra restare immune dalle tensioni commerciali.

Commenta