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Israele e Libano firmano l’accordo di pace a Washington. Hezbollah contro, Netanyahu: “Colpo all’Iran”

Israele e Libano hanno firmato a Washington un accordo quadro che spiana la strada alla pace. “L’Italia pronta a fare la sua parte”, la soddisfazione di Palazzo Chigi. Intanto risale la tensione a Hormuz

Israele e Libano firmano l’accordo di pace a Washington. Hezbollah contro, Netanyahu: “Colpo all’Iran”

Israele e Libano hanno firmato a Washington un accordo quadro che spiana la strada alla pace. “Un primo passo”, commenta il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio. “Un colpo all’Iran”, per il primo ministro israeliano Netanyahu. “Il popolo tornerà a casa sotto la sovranità del Libano. Non condividiamo con nessun altro l’autorità sul nostro territorio”, afferma il presidente libanese Aoun. Hezbollah però respinge l’intesa: “Mina la sovranità del Libano e causa pericolose divisioni interne”. “L’Italia pronta a fare la sua parte”, la soddisfazione di Palazzo Chigi. Intanto, risale la tensione ad Hormuz dopo attacchi iraniani alle navi. Le Guardie Rivoluzionarie rivendicano di affermano di aver colpito posizioni militari statunitensi in risposta ai raid Usa. “Folle violazione del cessate il fuoco”, ha detto il presidente Usa, Donald Trump.

L’accordo quadro tra Israele e Libano mediato dall’amministrazione Trump è “un accordo trilaterale” in 14 punti raggiunto tra il governo di Israele e il governo del Libano, con il pieno sostegno degli Stati Uniti. Nel testo, firmato a Washington, si afferma che “l’obiettivo comune” è quello di “raggiungere una pace e una sicurezza durature”. Come espresso in questo accordo quadro trilaterale, e attraverso futuri accordi, “i due Paesi dichiarano la loro ambizione di porre fine al conflitto tra di loro, garantire la sovranità e la sicurezza di entrambi i Paesi e stabilire relazioni pacifiche di buon vicinato tra i due Paesi”.

Libano-Israele, i punti salienti dell’accordo

L’accordo è firmato in tre copie e scritto in inglese. Zone pilota, sovranità libanese, disarmo di Hezbollah e ritiro israeliano: di seguito, i punti salienti.

Pace duratura

Nell’incipit dell’intesa si sottolinea che Israele e Libano, con il sostegno degli Stati Uniti, “affermano il loro obiettivo comune di raggiungere una pace e una sicurezza durature“. Gli Stati confinanti “dichiarano la loro intenzione di porre fine in modo definitivo al conflitto, di affrontarne le cause profonde e di concludere formalmente qualsiasi stato di guerra tra di loro”.

Disarmo

L’accordo stabilisce di compiere “progressi irreversibili” verso la risoluzione di tutte le questioni tra Israele e Libano, e che ciò debba essere realizzato attraverso “colloqui bilaterali diretti, con la mediazione e il sostegno degli Stati Uniti”. Le forza armate libanesi (Laf) “ripristineranno la sovranità effettiva su tutto il territorio libanese, in attesa del disarmo verificato dei gruppi armati non statali e dello smantellamento delle infrastrutture associate“. Ciò consentirà alle forze armate israeliane (Idf) di “ritirarsi progressivamente dal territorio libanese”. Il quadro di riferimento definirà le fasi e i meccanismi di verifica per portare avanti questo processo.

Zone pilota

Le Laf “assumeranno gradualmente la piena ed effettiva responsabilità della sicurezza nelle zone pilota, che serviranno da meccanismo per i ritiri graduali e verificati delle forze Idf e per gli schieramenti delle Laf”. Due zone iniziali sono state concordate da entrambe le parti e le future zone pilota saranno indicate di comune accordo. Una volta confermato il disarmo dei gruppi armati non statali, in particolare il gruppo sciita filo-iraniano Hezbollah, l’esercito libanese assumerà la piena responsabilità della sicurezza in queste zone. “Avranno inizio gli sforzi di ricostruzione sostenuti a livello internazionale e i civili libanesi potranno tornare in sicurezza in queste aree sotto il controllo esclusivo delle autorità statali libanesi”. “Gli Stati Uniti intendono collaborare strettamente con entrambi i paesi per verificare e sostenere questo processo”.

Ripristino sovranità

Il governo libanese, nell’ambito dell’accordo, ribadisce il suo impegno a ripristinare la piena sovranità sul proprio territorio. “Ricostruirà il monopolio statale sull’uso della forza, raggiungerà il disarmo completo e verificato di tutti i gruppi armati non statali e garantirà che tali gruppi non abbiano alcun ruolo militare o di sicurezza né capacità armate in nessuna parte del Libano”. Il Libano chiede il sostegno dei partner internazionali, in particolare arabi, sotto la guida degli Stati Uniti, per raggiungere questo obiettivo.

Gruppi di lavoro

Israele e Libano istituiranno “gruppi di lavoro per redigere un accordo globale di pace e sicurezza” tra di loro e “stabiliranno immediatamente percorsi complementari di impegno diretto continuo, facilitati dagli Stati Uniti”.

Da Israele nessuna ambizione territoriale

Israele, da parte sua, afferma che le sue azioni militari in Libano “sono unicamente una conseguenza degli attacchi, della minaccia rappresentata e delle intenzioni ostili di gruppi armati non statali, in particolare Hezbollah”. “La cessazione di questa minaccia”, in particolare attraverso il disarmo di tali gruppi non statali e “ulteriori accordi di sicurezza da concordare tra i due Paesi”, eliminerà qualsiasi futura necessità di azioni o presenza militare in Libano. “Il governo di Israele dichiara di non avere ambizioni territoriali in Libano”.

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