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Imi, boom di utili (+36,4% ante imposte)

Indicatori economici e finanziari tutti in crescita nel 2016 per la banca d’investimento del gruppo Intesa Sanpaolo.

Il Consiglio di Amministrazione di Banca IMI, la banca d’investimento del Gruppo Intesa Sanpaolo guidata dall’amministratore delegato e direttore generale Mauro Micillo, si è riunito nei giorni scorsi sotto la presidenza di Gaetano Miccichè ed ha approvato i consuntivi individuali e consolidati al 31 dicembre 2016.

Il consuntivo annuale fa segnare un utile netto consolidato di 742 milioni di euro; risultato di assoluto rilievo, che primeggia tutti i consuntivi precedenti e segna un aumento del 39% rispetto ai 534 milioni del 31 dicembre 2015. L’utile netto è stato trainato dalla forte progressione dei ricavi – cresciuti di oltre 240 milioni – e sconta gli effetti, di circa 60 milioni al netto delle imposte, derivanti dal pagamento dei contributi straordinari per il Fondo Risoluzione Nazionale.

Al netto di tali ultimi effetti l’utile netto consolidato si collocherebbe a circa 800 milioni. Il margine di intermediazione sale a 1.684 milioni di euro – in aumento del 16,7% – trainato dalla progressione nelle commissioni nette (+26%), per la maggiore operatività con la clientela, e dai profitti da operazioni finanziarie, cresciuti in valore assoluto di oltre 160 milioni rispetto al consuntivo di confronto.

Alla formazione dei ricavi consolidati hanno contribuito l’area Global Markets, guidata da Massimo Mocio, per 1.159 milioni di euro e l’area Corporate & Strategic Finance, guidata da Raffaello Ruggieri, con 525 milioni di euro, grazie ai 350 milioni di euro dalla Finanza Strutturata ed ai 175 milioni di euro dall’Investment Banking.

Il risultato della gestione operativa, a 1.234 milioni di euro – in robusta crescita del 24,2% rispetto all’esercizio 2015 – conferma l’attenzione al controllo dei costi di struttura, che sono stati pari a 450 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto al consuntivo di confronto. Il cost/income ratio si conferma di assoluto rilievo, al 26,7% rispetto al precedente 31,2%. Le rettifiche, gli accantonamenti e gli altri oneri incidono per 119 milioni di euro, e includono 79 milioni per i contributi straordinari dell’anno 2016 comunicati da Banca d’Italia con riferimento al procedimento di Risoluzione di quattro banche italiane.

L’utile delle attività ordinarie si colloca così a 1.115 milioni di euro, in aumento del 36% rispetto agli 818 milioni di euro del 31 dicembre 2015. Dopo la forte espansione che aveva caratterizzato i consuntivi trimestrali del 2016, il totale attivo di bilancio scende a 150 miliardi di euro; il dato è in linea con i 154 miliardi di euro del 31 dicembre 2015 e si riflette nei Risk Weighted Assets che passano dai 30,3 miliardi di euro del 3Q2016 agli attuali 28,6 miliardi di euro.

I requisiti patrimoniali registrano un Total Capital Ratio al 12,9%, in aumento rispetto al 10,7% di fine dicembre 2015. Il coefficiente non tiene in alcun conto il risultato dell’esercizio.

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