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Il Tramezzino, l’anti sandwich italiano, celebrato dallo storico Caffè Mulassano di Torino dove fu inventato un secolo fa

L’idea venne ad una intraprendente torinese Angela Nebiolo che con il marito Onorino dopo aver lavorato tanti anni nella ristorazione in America decise agli inizi del 900 di tornare in Italia e rilevare lo storico bar Mulassano dove nacque quello che oggi è un prodotto identitario della gastronomia italiana. Il nome fu una intuizione di Gabriele D’Annunzio

Il Tramezzino, l’anti sandwich italiano, celebrato dallo storico Caffè Mulassano di Torino dove fu inventato un secolo fa

In principio era sandwich, così chiamato come omaggio a John Montagu, IV conte di Sandwich (1718 -1792) che, appassionato di gioco, per non interrompere le sue partite sul più bello, pensò bene di organizzarsi con un pasto nutriente e sbrigativo che non distraesse dal tavolo di gioco: due fette di pane imburrato riscaldate e farcite con manzo freddo, lingua salmistrata oppure con prosciutto. L’invenzione ebbe gran successo al di qua e al di là dell’oceano.

E piacque molto anche a una coppia di Torinesi, Onorino e Angela Nebiolo che a Detroit gestivano diversi ristoranti, i quali agli inizi del ‘900 decisero di tornare in Italia, a Torino, acquisendo sotto i portici di Piazza Castello lo storico Caffè Mulassano. Donna intraprendente una delle prime in assoluto a prendere la patente e a guidare una macchina, Angela Nebiolo si ingegna per creare un modello nuovo di “fast food” mutuato dal “toast” americano.

La Signora del Mulassano capisce che il gusto dei torinesi, abituati ad una cucina raffinata e di buongusto, non può fermarsi al “toast”, pure molto apprezzato, anche perché il toast è realizzato con il pane riscaldato, e dunque limita l’utilizzo di molti ingredienti, così Angela, dietro al bancone dove i clienti erano abituati a vederla intuisce che lo stesso pane – un pane con una speciale maglia glutinica, lo stesso che si utilizza ancora oggi – può essere ancor più apprezzato se utilizzato per accompagnare svariate farciture, tra cui quei gusti tradizionali molto amati dai torinesi, come la bagna cauda o il tartufo.

Nasce così nel 1926 il Tramezzino come lo conosciamo oggi. un prodotto identitario del Caffè Mulassano, e come accompagnamento per l’aperitivo che a quel tempo era rappresentato dal Vermouth. Originariamente gli era rimasto appiccicata la denominazione di Sandwich ma nel clima di italianizzazione di tutti i sinonimi stranieri in corso in quegli anni, siamo negli anni 30 in pieno fascismo, non poteva andare. Arriva a questo punto in soccorso Gabriele D’Annunzio assiduo frequentatore del bar Mulassano dove si faceva servire sempre questo piccolo panino imbottito e con fortunata intuizione il Vate propose di sostituire il termine inglese “sandwich” con uno italiano più adatto: “tramezzino” come diminutivo di “tramezzo” che rimandava perfettamente all’idea di un veloce spuntino da smangiucchiare tra un pasto e un altro.

Il Caffè Mulassano, che fa parte dell’Associazione dei Locali Storici d’Italia e dell’Associazione Caffè Storici di Torino e Piemonte, custode di questa tradizione gastronomica tutta italiana promuove ora nel centenario dell’invenzione dekl Tramezzino una serie di manifestazioni che si svolgeranno da aprile a settembre 2026 volte a raccontare, celebrare e reinventare il panino farcito per eccellenza.

Nasceranno in tre momenti diversi i tramezzini del centenario dedicati a quelle tre persone che ne hanno fatto la storia: “Angelina” in primis, omaggio alla sua creatrice, “D’Annunzio” dedicato al poeta che ne decretò il nome e “Nebiolo’s” dedicato a Onorino ma che vuole ricordare attraverso il genitivo sassone la loro vicenda d’oltreoceano con il locale “Nebiolo Cafè Dine e Dance” di Detroit, Nebiolo ricorda, inoltre, uno dei migliori vini piemontesi (pur con una b mancante).

Tre chef stellati si dedicheranno alla creazione di una farcitura speciale per questo importante anniversario, ognuno dedicando la propria creazione ad una singola figura. Le creazioni rappresenteranno l’essenza di quella “torinesità” e “piemontesità” che ha fatto da cornice a questa storia di gusto che, partendo da una cultura d’oltreoceano, ha raccontato come poche altre il genio della cultura alimentare italiana, oggi felicemente nominata Patrimonio Unesco. Le tre nuove creazioni saranno presentate al pubblico e alla stampa una al mese nei mesi di aprile, maggio e giugno 2026 al Caffè Mulassano alla presenza degli Chef che racconteranno la loro creazione per il centenario.

Oggi esiste solo una piccola targa che ricorda come nel 1926 Angela Demichelis Nebiolo inventò il tramezzino. Ma per il centenario uno dei più grandi ritrattisti italiani viventi realizzerà un ritratto di Angela che verrà collocato permanentemente all’interno del Caffè Mulassano accolto tra i suoi straordinari arredi storici. L’opera verrà svelata e presentata nel mese di giugno

A settembre lo scrittore e biografo di Angela, che ha raccolto tutta la storia de “La Signora del Mulassano” raccontandone vicende e aneddoti “tra whisky e tramezzini da Detroit a Torino”, incontrerà il pubblico per far conoscere ancor più e ricordare questa donna straordinaria.

il Verrà promosso anche un contest dedicato ai giovani dell’Istituto Alberghiero di Torino, che saranno coinvolti in una discussione creativa insieme ai loro Docenti sul valore del cibo come prodotto identitario e come spazio per la libera creatività. Anche i giovani si cimenteranno nella creazione di nuove farciture e nuove creazioni in una gara libera sul gusto torinese e piemontese tra passato e futuro. Questo appuntamento si svolgerà a settembre e chiuderà le iniziative del Caffè Mulassano per il centenario del tramezzino.

“Mi ci vorrebbe un altro di quei golosi tramezzini” esclamò un giorno D’Annunzio in visita al Mulassano. È quello che tutti i giorni clienti abituali e turisti da ogni parte del mondo ripetono seduti su quegli stessi tavolini dove, nel tempo, si fermavano Achille Mario Dogliotti, Luigi Spallanzani, Italo Cremona, Macario, Mario Soldati e Gianandrea Gavazzeni.

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