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Il programma Lega-M5S spaventa la Borsa e allarga lo spread

Milano è la peggiore in Europa dopo la fuga di notizie sul contratto Salvini-Di Maio – Piatti gli altri listini europei – Il differenziale Btp-Bund oltre i 150 punti – A Piazza Affari sprofonda Mediaset dopo i conti trimestrali in calo del 78% – Giù anche Mediolanum – Banche sotto tiro – Corrono Saipem e Astaldi

Il programma Lega-M5S spaventa la Borsa e allarga lo spread

Comincia a scricchiolare la fiducia dei mercati sulla credibilità dell’Italia così come è emersa dal voto del 4 marzo. Sull’onda delle indicazioni contenute nel contratto di governo, stamane le vendite si sono infittite sia su Piazza Affari che sui titoli del debito.

Milano arretra dell’2,23% circa sotto quota 24mila. Lo spread tra Btp e Bund è salito a quota 148 punti nonostante le precisazioni di Claudio Borghi, l’economista della Lega che ha smentito che l’accordo di governo cui stanno lavorando il Carroccio e il M5s preveda la cancellazione di 250 miliardi di debito italiano in mano alla Bce. “Quello che stiamo proponendo – ha dichiarato a Reuters – è che ai fini del patto di stabilità, il debito acquistato sotto il QE non conti nei calcoli del rapporto debito/Pil dei paesi”. Una precisazione che non calma le preoccupazioni dei sui mercati sulla volontà della Lega di “tornare alla situazione pre-Maastricht” come si legge sul sito del Financial Times. Il rendimento del Btp supera il 2%.

Frenano le richieste del Btp Italia a 8 anni con tasso cedolare reale annuo minimo garantito allo 0,4%. Il volume delle domande nei primi due giorni si è attestato a 3,723 miliardi di euro circa. Per quanto riguarda invece la seduta odierna, le richieste, al momento, ammontano a circa 114,498 milioni di euro. Il Bund tedesco è tranquillo a 0,62%.

Migliora l’andamento degli altri mercati: Francoforte avanza dello 0,30%, Parigi recupera la parità, peggio Madrid -0,9%. Fuori dall’area euro Londra -0,12%. Le borse del Vecchio Continente sono incerte, appesantite dai timori sulla politica italiana nonostante la buona performance del comparto minerario e alcune buone nuove sui profitti aziendali.

Il malessere dell’Eurozona, legato in buona parte al ritorno della sindrome Italia, si concretizza sul mercato dei cambi: l’euro scivola sotto 1,18 su dollaro per la prima volta da1 19 dicembre. La moneta unica è debole anche contro yen e scende a 129,76 (130,823 yen),

Il contratto sul Brent scende a 78,09 dollari. Il mercato fisico del petrolio sta rallentando sotto il peso dei barili di greggio invenduti, mentre l’aumento del 50% del prezzo nell’ultimo anno sta incoraggiando le principali società come ExxonMobil, Royal Dutch Shell, Chevron, BP e Total ad aumentare la produzione.

Nel listino italiano tengono solo i petroliferi. Saipem (+9%) vola sui massimi da febbraio grazie alla decisione di Morgan Stanley di alzare il target a 5,80 euro. Anche Bernstein ha alzato il giudizio a Outperform, con target price a 6,60 euro. Il titolo è stato inserito nella “highest conviction buy” list, una sorta di selezione di azioni da comprare con convinzione. Gli analisti del broker americano hanno anche alzato il target di Eni (-1,8% a 19 euro da 16,50 euro), confermando il giudizio Underweight.Tenaris+1,8%. Il Brent tratta poco sotto i 78 dollari, in calo dello 0,7%.

In grande evidenza Astaldi (+1,25%) dopo aver toccato un rialzo del 4%. IHI Corporation, gruppo quotato alla Borsa di Tokyo con un fatturato consolidato di circa 12 miliardi di euro, investirà circa 112,5 milioni di euro nella ricapitalizzazione. Al termine l’azionista di riferimento, la Finast della famiglia, avrà il 35% del capitale (in parte attraverso una controllata lussemburghese) e circa il 50,2% dei diritti di voto mentre IHI il 18% del capitale e il 13% dei diritti di voto.

Brusco calo per Mediaset (-5,5%) tra forti volumi all’indomani della trimestrale, che ha evidenziato un andamento debole della pubblicità nei primi 4 mesi dell’anno.

Scendono le banche, le più esposte ai cambi di umore sull’Italia: Ubi Banca -2,4%, Banco Bpm -3%, Unicredit -3,32%, nonostante la promozione di Goldman Sachs che ha alzato il target price a 25,70 euro da 24,50 euro rafforzando il giudizio Buy. Intesa -2,6%.

Pesa sulle utilities la prospettiva di un rialzo dei redditi: Enel -2,2%, Snam -2,3%, A2A -2,3%. Perde colpi anche Atlantia (-2%): Standard&Poor’s alza l’outlook a Stabile da Negativo.

Vola Vittoria Assicurazioni (+20%). La controllante Vittoria Capital in mano alla famiglia Acutis ha lanciato un’Opas sul flottante: i soci di minoranza possono scegliere tra l’offerta in contante o in carta.

Geox -5%. La società ha chiuso il primo trimestre con 264 milioni di euro di ricavi, in calo dell’11% anno su anno, peggio delle previsioni. Vendite all’ingrosso -9,7% a 143 milioni, negozi propri -12,9%.

Fila +1%. Risultati del trimestre: ricavi in calo a 105 milioni di euro da 118 milioni di un anno prima, leggermente peggio del previsto: il risultato è stato condizionato dall’adozione di nuove norme contabili e dallo slittamento di alcune consegne.

Retelit -8%. Risultati del trimestre: Ebitda +25% a 5,2 milioni di euro, meglio delle aspettative. Confermati i target del 2018.

Sole 24 Ore +2%. Dati del primo trimestre: risultato netto rettificato pari a -1,9 milioni di euro.

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