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Il Milan ritrova Leao, liquida la Fiorentina e conquista il primato. La Juve crolla a Como. Pari tra Atalanta e Lazio

Battendo in rimonta la Fiorentina dell’ex Pioli il Milan scavalca in un colpo solo Napoli e Roma e si colloca in testa alla classifica. Netto passo indietro invece della Juve. Reti bianche tra Atalanta e Lazio

Il Milan ritrova Leao, liquida la Fiorentina e conquista il primato. La Juve crolla a Como. Pari tra Atalanta e Lazio

Primato e polemiche. Il Milan batte la Fiorentina (2-1) in rimonta grazie a un super Leao, ma anche a un rigore dubbio che ha scatenato la rabbia dei viola. Sta di fatto che il Diavolo chiude la domenica al comando della classifica in solitaria, nonostante i tanti infortuni e le difficoltà di una partita spigolosa e complessa. Le altre, Inter a parte, hanno giocato per Allegri: Napoli e Roma sabato, la Juventus ieri, sconfitta dal Como (2-0) e costretta a fare i conti con la prima crisi stagionale, pure Atalanta e Lazio, annullatesi a vicenda con un pareggio (0-0) che non serve a nessuno. 

Milan-Fiorentina 2-1: Leao ribalta il gol di Gosens, viola furiosi per il rigore decisivo

Il Milan torna a sorridere e lo fa nel momento più importante. A San Siro i rossoneri battono 2-1 in rimonta la Fiorentina e si prendono la vetta solitaria della Serie A, staccando Inter, Napoli e Roma. Una vittoria pesantissima, arrivata con carattere dopo un primo tempo piatto e una ripresa che ha cambiato volto grazie al risveglio di Leao, tornato protagonista dopo 513 giorni di digiuno casalingo. È lui, con una doppietta (il secondo gol su rigore), a ribaltare la rete iniziale di Gosens e a regalare ad Allegri il primato in classifica e una boccata d’ossigeno in mezzo all’emergenza.

Il primo tempo è da dimenticare. Ritmi bassi, idee confuse e due squadre speculari, entrambe schierate con il 3-5-1-1, che si annullano a vicenda. Leao e Saelemaekers provano ad allargare il gioco senza mai incidere, mentre Kean dall’altra parte resta isolato, ingabbiato tra Tomori e Gabbia. Le uniche occasioni nascono da palloni sporchi: al 5’ Tomori calcia alto da buona posizione, al 21’ Pavlovic spreca clamorosamente di destro un’occasione a due passi da De Gea. La partita vera comincia nella ripresa. Al 56’ la Fiorentina passa: cross dalla destra, sponda di Ranieri, uscita sbagliata di Maignan e tap-in vincente di Gosens, lesto a ribadire in rete a porta vuota. Ma l’illusione viola dura appena sette minuti: Leao, fino a quel momento opaco, riceve palla sul vertice sinistro e piazza un destro chirurgico nell’angolino basso, battendo De Gea. È la scintilla che cambia tutto. Allegri si gioca il tutto per tutto con Gimenez, che nel finale diventa decisivo: prima viene stoppato da una grande parata dello spagnolo, poi si procura il discusso rigore dopo un contatto con Parisi. Dal dischetto Leao non sbaglia e il Milan vola in testa, dando il là alla festa di San Siro e alla rabbia viola.

Allegri: “Godiamoci la vittoria, ma non esaltiamoci perché il cammino è ancora lungo”

“La squadra ha fatto una buona partita e fino al gol di Gosens, che potevamo evitare, non ha concesso nemmeno un tiro in porta – l’analisi soddisfatta di Allegri -. Dopo lo svantaggio abbiamo avuto una bella reazione e va bene così. Che messaggio lanciamo al campionato? Nessuno. Ci godiamo questa vittoria e ci prendiamo i tre punti. Da domani cerchiamo di recuperare energie, lavorando con entusiasmo, ma senza esaltarci troppo per questi risultati perché il cammino è ancora lungo. Venerdì saremo di nuovo qui contro il Pisa, speriamo di recuperare Loftus-Cheek e Nkunku, ma se saremo questi giocheremo lo stesso nel migliore dei modi. Leao? Gli ho detto io di tirare il rigore: li aveva provati e li aveva calciati bene. Non l’ho guardato? Non li guardo mai. A Torino non ha portato bene, stavolta è andata meglio…”.

Pradé: “Rigore scandaloso, errore enorme del Var. Pioli? La colpa è solo mia”

“Penso che questo sia un errore enorme del Var, Marinelli non ha avuto il coraggio di sostenere la sua decisione – ha tuonato Pradé -. Non so descrivere come ci sentiamo, ci stiamo giocando la vita e bisogna anche capire che non si può fare una roba del genere, è scandalosa. Gimenez è rimasto a terra 20 minuti e Parisi manco lo ha sfiorato: quasi grottesco, non è una bella immagine. La Fiorentina ha giocato una grande gara, di cuore e non meritava di perdere assolutamente in questa maniera. Poco prima c’era anche stato il fallo su Ranieri, che poteva essere anche rosso a quel punto, invece è stato dato solo un giallo: il calciatore è rimasto fuori e abbiamo preso il gol in dieci. Ci dispiace perché la nostra classifica è deficitaria e non la aspettavamo, non siamo questi come squadra. Fiducia a Pioli? Abbiamo tre punti dopo sette partite, ma se c’è una persona che ci può togliere da questa situazione è solo lui, il resto è colpa mia”.

Como-Juventus 2-0: Tudor crolla sotto i colpi di Kempf e Nico Paz

La Juventus cade malamente a Como e conosce per la prima volta il sapore della sconfitta in questa Serie A. Al Sinigaglia finisce 2-0 per i lariani, trascinati da Kempf e da un super Nico Paz, che prima serve l’assist del vantaggio e poi chiude la partita con un capolavoro nel finale. Una giornata nera per i bianconeri, mai davvero incisivi e ancora una volta impantanati nei soliti limiti offensivi. Il ko costa caro: la Juve viene agganciata proprio dal Como a quota 12 punti e scivola al settimo posto, scavalcata anche dal Bologna di Italiano, vittorioso a Cagliari (0-2). Bastano quattro minuti per vedere il primo colpo di scena, quando Nico Paz sfonda a sinistra e pennella un cross perfetto per Kempf, che anticipa tutti e da due passi fulmina Di Gregorio. È l’1-0 che spiazza completamente la Juve, sorpresa da un avvio feroce dei padroni di casa. La reazione arriva, ma è confusa. Koopmeiners prova a dare ritmo e verticalità, David trova il pareggio, ma il Var lo cancella per un fuorigioco di partenza millimetrico dello stesso olandese. La squadra di Tudor cresce nel possesso, costruisce, ma non punge: tanti cross, poca precisione e nessuna vera occasione pulita. Nella ripresa la Juventus prova ad alzare il baricentro, schiacciando il Como nella propria metà campo, ma Butez resta quasi inoperoso, mentre davanti Nico Paz continua a creare problemi. Al 79’ la perla che chiude i conti: l’argentino prende palla sulla trequarti, salta Cambiaso e lascia partire un tiro a giro che si infila all’incrocio. È il 2-0, il colpo del ko definitivo. Le prime crepe vere della gestione Tudor arrivano nel momento più delicato, alla vigilia della proibitiva trasferta di Champions contro il Real Madrid. Il Como, invece, vola sulle ali dell’entusiasmo e scrive una delle pagine più belle della sua storia.

Tudor: “Non si possono prendere gol come il primo. Cosa mi preoccupa? Tutto”

“È stata una partita difficile contro un Como che fa bel calcio – il commento amaro di Tudor -. Nel primo tempo abbiamo preso gol all’inizio su calcio piazzato che non si può prendere, poi abbiamo fatto anche delle cose interessanti, come loro. Nel secondo tempo ci sono stati tanti momenti rotti per falli, poi sul 2-0 la partita è finita. Volevamo fare qualcosa con due attaccanti e non siamo riusciti. Difesa a 4? Credevo fosse la cosa migliore per la squadra, è stata la scelta giusta. In attacco non abbiamo fatto come volevamo, è mancato l’ultimo passaggio, l’ultimo tiro. Cosa mi preoccupa? Mi preoccupa sempre tutto, la vita dell’allenatore è questa. Cosa si può fare meglio? Di questo discuteremo nello spogliatoio”.

Atalanta – Lazio 0-0: la Dea spreca, i biancocelesti reggono

Finisce senza reti, ma non senza emozioni, tra Atalanta e Lazio, che si dividono la posta al termine di un match intenso e ben giocato. Lo 0-0 finale lascia qualche rimpianto alla squadra di Juric, fermata due volte da un grande Provedel, mentre per Sarri si tratta di un punto prezioso in trasferta in un periodo complicato, segnato dagli infortuni e dai risultati altalenanti. L’Atalanta parte forte, con il solito ritmo e pressing alto, ma la Lazio regge bene, compatta e attenta nelle letture. Cancellieri è costretto a uscire al 21’ per un problema muscolare, ma il rientro di Zaccagni accende i biancocelesti: il capitano sfiora il gol al 28’ costringendo Carnesecchi a una bella parata. La gara resta equilibrata, con i padroni di casa che si affidano alle fiammate di Lookman e Sulemana, chiusi però da una retroguardia laziale sempre ben piazzata. Al 38’ è Guendouzi ad andare vicino al vantaggio con un destro a fil di palo, poi la Dea risponde con Zappacosta, ma Provedel dice di no con un riflesso straordinario. Nella ripresa Juric spinge i suoi, la Lazio abbassa il baricentro e Lookman ha subito la palla dell’1-0, ma spedisce alto di testa da ottima posizione. Le squadre si allungano, aumentano gli spazi e le occasioni: Ahanor e Zappacosta sfiorano il gol, con il laterale nerazzurro che al 78’ colpisce il palo a portiere battuto. Sul fronte opposto Zaccagni e Dia provano a ripartire in contropiede, ma senza precisione. Nel finale ancora Provedel protagonista, decisivo nell’anticipo su Lookman per blindare lo 0-0. Per l’Atalanta arriva il quinto pareggio in sette giornate, il terzo consecutivo, che conferma solidità ma anche la difficoltà a concretizzare. La Lazio, in emergenza e a corto di energie, porta invece a casa un punto d’oro, aggrappata al suo portiere e alla ritrovata compattezza difensiva. 

Juric: “La squadra meritava più punti, spero che la vita ci ridia tutto”

“La squadra meritava più punti e speriamo che la vita ci ridia indietro quelli persi – ha sospirato Juric -. La partita è stata eccellente sotto tutti gli aspetti, con tante occasioni con Lookman, Zappacosta ed Ederson, senza concedere nulla su coperture difensive e transizioni. Anche senza centravanti abbiamo creato il mondo, nei primi 25 minuti nel secondo tempo, dopo essere stati poco pericolosi nel primo. In questo ciclo di sette partite vedremo dove potremo andare, ma ognuna ha una storia a sé. Ora pensiamo alla Champions, lo Slavia Praga è molto aggressivo. Noi abbiamo le idee giuste, giochiamo bene, vogliamo e dobbiamo vincere”.

Sarri: “Stiamo diventando un vero gruppo. Il mercato? A gennaio sarà libero”

“Ho la sensazione che i giocatori stiano diventando un gruppo vero – ha spiegato Sarri -. Non parlerei solo di corsa e abnegazione, il primo tempo è stato di ottimo livello, nel secondo è salito il ritmo dell’avversario. Sono tre settimane che siamo in condizione disastrosa e abbiamo allungato la serie con Cancellieri che poteva essere il più pericoloso. In un momento drammatico la squadra ha fatto tre risultati e ai ragazzi bisogna dire bravi. L’obiettivo è creare le condizioni per una squadra competitiva ponendone le basi per livelli importanti, dalla prossima stagione. Le notizie che ho è che a gennaio potrebbe essere un mercato completamente libero, per il resto, chiedete al presidente. Sarei il più contento del mondo se il primo gennaio i giocatori mi rendessero così soddisfatto che al presidente potrei rispondere ‘non mi serve nessuno'”.

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