Il Milan va, le romane cadono. La domenica di A sorride soprattutto al Diavolo, l’unica big a restare in scia a Napoli e Juventus grazie alla vittoria sul Bologna (1-0). La Roma di Gasperini, infatti, è inciampata sul Torino del Cholito Simeone (0-1), così come la Lazio di Sarri, scivolata sul campo del Sassuolo. Da segnalare anche i successi di Atalanta e Udinese, rispettivamente contro Lecce (4-1) e Pisa (0-1).
Milan-Bologna 1-0: ai rossoneri basta un gol di Modric, Allegri espulso per proteste
Il Milan ritrova il sorriso a San Siro. Dopo la caduta all’esordio con la Cremonese, i rossoneri centrano la prima vittoria casalinga battendo 1-0 il Bologna. A firmare il successo è Luka Modric, che a 40 anni decide la sfida con un destro chirurgico al 61’, regalando tre punti preziosi alla squadra di Allegri. A rovinare un po’ la serata c’è stato l’infortunio di Maignan, costretto a lasciare il campo per un problema al polpaccio, e l’espulsione dello stesso tecnico rossonero, espulso nel finale dopo un rigore prima assegnato, e poi tolto, a Nkunku. Il Milan parte aggressivo, con Rabiot subito pericoloso e Gimenez vivace, ma Skorupski fa buona guardia. Al quarto d’ora il Bologna s’illude con il gol di Cambiaghi, annullato giustamente per fuorigioco, poi è Estupinan a scaldare San Siro con un destro che si stampa sul palo. Nel finale di primo tempo ancora Gimenez sfiora il vantaggio, ma la palla colpisce di nuovo il legno, anche se l’azione era già viziata da un’uscita sul fondo.
Nella ripresa il match resta equilibrato fino al guizzo del fuoriclasse croato: Saelemaekers lo serve al limite, Modric calcia di prima intenzione e trova l’angolo basso per l’1-0 che fa esplodere lo stadio. Il Bologna prova a reagire, ma si scioglie con il passare dei minuti. I rossoneri colpiscono altri due pali con Ricci e con Gimenez, che spreca anche la chance per chiuderla davanti a Skorupski. Nel finale debutta Nkunku, subito protagonista in area: prima una spinta netta di Lucumì, poi il contatto con Freuler. L’arbitro indica il dischetto, ma il Var lo richiama e il rigore viene annullato tra le furiose proteste di Allegri, espulso per proteste dopo l’immancabile show della giacca. San Siro festeggia comunque la prima vittoria del suo campionato: un successo sofferto, condito da quattro pali e mille emozioni, ma firmato dal piede raffinato di un intramontabile Luka Modric, sesto quarantenne della storia a segnare in Serie A dopo Ibrahimovic, Costacurta, Piola, Quagliarella e Vierchowod.
Allegri: “Modric straordinario. La mia espulsione? Ho avuto da ridire per il rigore”
“Modric è un giocatore straordinario e ragazzo umile, sa dove finisce la palla un minuto prima degli altri, ma tutti hanno fatto bene – ha sottolineato Allegri -. Seconda vittoria e seconda partita senza subire gol. La squadra è rimasta unita, nei momenti difficili non bisogna disunirsi. Il gruppo è straordinario, lavora e non si lamenta. L’obiettivo è di tornare in Champions, bisogna migliorare nel gioco e in fase difensiva, i ragazzi stanno facendo bene, lavoriamo tutti i giorni per migliorarci. L’infortunio di Maignan? Non credo che potrà esserci a Udine, ma Terracciano ha fatto un bel debutto a San Siro. L’importante è lavorare di squadra: un passettino alla volta. Gimenez? Si è dato da fare e ha corso molto. Ha avuto delle occasioni, ma è arrivato poco lucido per il lavoro che ha fatto. La mia espulsione? C’è stato l’episodio del rigore, ho avuto da ridire con il quarto uomo. Niente di che…”.
Roma-Torino 0-1: prima caduta per Gasperini, decide Simeone
La Roma inciampa contro il Torino: il lunch match finisce 0-1, con i giallorossi che interrompono la loro corsa dopo due vittorie di fila. La squadra di Gasperini domina il possesso, ma resta sterile in zona gol, mentre i granata di Baroni resistono con ordine e colpiscono al momento giusto: al 59’ Simeone inventa un destro a giro che vale i primi tre punti stagionali. Primo tempo bloccato, con la Roma vicina al 70% di possesso ma incapace di trasformarlo in occasioni. Dybala, schierato a sorpresa come falso nove, viene ingabbiato dalla fisicità di Maripan, El Aynaoui fatica a trovare posizione. Il Torino si affida ai movimenti di Simeone, generoso ma poco supportato da Ngonge e Vlasic. Un colpo di testa di Hermoso su piazzato resta l’unica vera occasione prima dell’intervallo.
Nella ripresa Gasperini prova a cambiare volto all’attacco inserendo Ferguson e Baldanzi. Proprio l’irlandese ha subito un’occasione ghiotta, ma sbaglia la mira. Due minuti dopo arriva la doccia fredda: Koné perde un pallone sanguinoso a centrocampo, il Toro riparte e alla fine l’azione viene rifinita dal capolavoro di Simeone che piega Svilar. La Roma prova a reagire con Soulé, ma è ancora il portiere giallorosso a tenere a galla i suoi con parate decisive su Aboukhlal e Vlasic. Nel finale Gasperini si gioca le ultime carte a disposizione, ma i tentativi di Pisilli ed El Shaarawy vengono respinti da un attento Israel. Dopo nove minuti di recupero esulta il Toro, che trova la prima vittoria in campionato e ossigeno per la classifica. Per la Roma invece arriva il primo stop stagionale e la sensazione di un’occasione sprecata per restare in scia a Juve e Napoli.
Gasperini: “Partita difficile, anche per le temperature. Ora testa al derby”
“Questo tipo di partite vengono decise anche da qualche situazione di testa o da qualche calcio piazzato – l’analisi di Gasperini -. Globalmente non abbiamo fatto una brutta partita, ma possiamo velocizzarci un po’ di più. Sicuramente ci sono mancati lo spunto e la capacità di tiro, o l’ultimo passaggio. A queste temperature poi bisogna essere bravi a non subire reti, nel primo tempo siamo stati poco pericolosi, il gol era evitabile e ci ha fatto perdere la partita. Paradossalmente ora dobbiamo alzare di più la tensione e l’attenzione. Per una settimana ci saremo tutti, dobbiamo preparare il derby nel modo migliore. Il cambio di Dybala a fine primo tempo? Ha avuto un piccolo problema fisico, lui può giocare in tutte le zone del campo e quando non c’è la sua assenza si fa sentire”.
Sassuolo-Lazio 1-0: Fadera beffa Sarri, seconda sconfitta per i biancocelesti
La Lazio ha perso ancora. Dopo il ko di Reggio Emilia contro il Sassuolo, i biancocelesti di Sarri cadono per la seconda volta in tre giornate e confermano le difficoltà di un inizio di stagione sicuramente complicato. Al Mapei Stadium finisce 1-0 per i neroverdi, che si sbloccano grazie a un guizzo di Fadera al 70’ e conquistano i primi tre punti della stagione. La partita inizia con ritmi bassi e poche occasioni. La Lazio tiene il possesso ma fatica a dare velocità alla manovra, mentre il Sassuolo è compatto e prova a pungere con Berardi e Laurienté. Un rosso inizialmente dato a Vranckx e poi cancellato dal Var accende per qualche minuto la gara, ma all’intervallo è 0-0.
Nella ripresa Sarri inserisce Pedro e Dia per aumentare qualità e imprevedibilità, e la Lazio sembra crescere: Zaccagni impegna Muric con una splendida incornata, ma il portiere si supera e salva i suoi. Pochi minuti dopo arriva la doccia fredda: sugli sviluppi di un corner Muharemovic svetta e Fadera devia in rete il pallone che vale l’1-0. Il finale è un assalto disperato dei biancocelesti: Pedro, Zaccagni e Dia vanno vicini al pari, Gila spreca di testa una chance enorme e nel recupero l’arbitro ignora le proteste per una trattenuta su Provedel salito in area. Nulla da fare, la Lazio torna a mani vuote e resta ferma a quota tre punti, mentre Grosso può festeggiare la prima vittoria sulla panchina neroverde.
Sarri lascia lo stadio per motivi famigliari, il vice Ianni: “Abbiamo avuto poco coraggio”
“Il coraggio non l’abbiamo messo sul campo, perché per alcuni tratti mi è sembrato di vedere una squadra padrona della partita ma in maniera troppo lenta, eravamo lenti di idee e di esecuzione e quando vuoi vincere devi tirare fuori il coraggio – ha spiegato Ianni presentatosi ai microfoni al posto di Sarri, costretto ad abbandonare lo stadio per motivi famigliari -. Situazione difficile figlia del blocco del mercato? Siamo dei professionisti, se dovesse incidere sarebbe grave, non possiamo crearci un alibi, sarebbe un errore alla base perché indossiamo una maglia importante. Ci sentiamo in dovere di dimostrare qualcosa, il derby può diventare una partita spartiacque ma dobbiamo vederla come un’opportunità per ritrovare energia positiva”.
