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I protagonisti del 2025: volti, imprese e svolte di un anno cruciale

Ovviamente Donald Trump ma anche il neo sindaco di New York Zohran Mamdani, la combattiva presidente messicana Claudia Sheinbaum e la leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado, e il “solito” Elon Musk, e naturalmente Papa Leone XIV senza dimenticare il nostro Jannik Sinner e… l’Intelligenza artificiale

I protagonisti del 2025: volti, imprese e svolte di un anno cruciale

Il 2025 è stato un anno denso di snodi storici, accelerazioni improvvise e cambiamenti profondi. Politica, finanza, tecnologia e sport hanno prodotto figure simboliche in grado di rappresentare lo spirito del tempo, nel bene e nel male. Partendo da quel Donald Trump che in 11 mesi di presidenza è stato capace di fare il bello e il cattivo tempo su tutti i fronti, dalle guerre alla politica internazionale fino al commercio ma soprattutto di farci dimenticare l’America democratica e liberale che conoscevamo. In questo tentativo di radunare i personaggi più rilevanti dell’anno che giunge alla conclusione, c’è anche un po’ di Italia: non di certo sul piano politico dove ci siamo semplicemente accodati senza incidere granché, né tantomeno su quello economico che rivela un Paese in pieno declino in cui nessuna figura, salvo qualche banchiere come il ceo di Unicredit Andrea Orcel, merita menzione. Ma nello sport sì, con Jannik Sinner (e non solo, per la verità). Ecco i personaggi che più di altri hanno segnato l’anno, anche in negativo ovviamente.

Donald Trump, il ritorno che cambia gli equilibri

Il 2025 è stato l’anno del ritorno pieno di Donald Trump sulla scena globale. Tornato alla Casa Bianca, il presidente ha rapidamente impresso una svolta netta alla politica statunitense: giro di vite sull’immigrazione, nuova linea dura sui dazi e un atteggiamento più transazionale nei rapporti con alleati storici. Sul piano interno, Trump ha consolidato il controllo sul Partito repubblicano, alimentando però una polarizzazione senza precedenti. A livello internazionale, ogni sua dichiarazione ha continuato a muovere mercati, governi e diplomazie, rendendolo ancora una volta il baricentro della politica mondiale. In particolare, sta “scaricando” lo storico alleato europeo, relegandolo ad un ruolo di comprimario negli equilibri geopolitici, e se da un lato è stato protagonista di tentativi di pace – riusciti o meno – tra Gaza e Kiev, dall’altro sta praticamente dichiarando guerra al Venezuela. Ufficialmente per stroncare il narcotraffico, ma con un occhio sempre molto attento alle riserve di petrolio del Paese ispanofono.

Papa Leone XIV, la sorpresa che ridisegna la Chiesa

Se la morte di Papa Francesco, il suo funerale e il conseguente conclave sono stati decisamente tra gli eventi marcanti del 2025 a livello globale, per il mondo cattolico ma non solo, come personaggio dell’anno non si poteva che scegliere il suo successore. Sebbene lo stesso Jorge Bergoglio avrebbe meritato il riconoscimento per l’importante lascito morale e anche politico, l’elezione di Papa Leone XIV ha rappresentato uno degli eventi più inattesi dell’anno. Il nuovo Pontefice, anche se in maniera meno appariscente e mediaticamente più “debole” rispetto al predecessore, ha nei fatti impresso uno stile deciso e meno prudente del previsto, intervenendo su temi come governance vaticana, ruolo dei laici e dialogo con le altre religioni. Il 2025 è stato per lui l’anno dei primi gesti simbolici forti, capaci di parlare a un mondo segnato da conflitti e disuguaglianze. Senza strappi dottrinali, Leone XIV ha avviato una fase di riorganizzazione profonda, riportando la Chiesa al centro del dibattito globale.

Jannik Sinner, l’Italia sul tetto del tennis

Il 2025 ha consacrato definitivamente Jannik Sinner come uno dei dominatori del tennis mondiale. Vittorie nei tornei più prestigiosi, continuità ad altissimo livello e una maturità tecnica e mentale fuori dal comune hanno reso l’altoatesino un punto di riferimento assoluto dello sport internazionale. Più che i trofei, a colpire è stata la sua capacità di rappresentare un’Italia vincente, moderna e credibile, diventando un simbolo generazionale ben oltre i confini del campo. L’altoatesino ha chiuso la stagione al numero 2 Atp ma è stato capace di vincere due tornei del Grande Slam, in particolare quel Wimbledon che nessun italiano aveva mai vinto prima, e anche le Atp Finals di Torino contro il rivale storico, lo spagnolo Carlos Alcaraz. Da segnalare oltre a Jannik Sinner il successo dell’intero movimento del tennis italiano, che porta un altro giocatore nella top ten, Lorenzo Musetti, e vince per la terza volta consecutiva la coppa Davis, pur senza poter contare né su Sinner né su Musetti.

L’Intelligenza artificiale, da strumento a soggetto

Nel 2025 l’intelligenza artificiale ha smesso definitivamente di essere percepita come una semplice tecnologia. Decisioni automatizzate, modelli sempre più autonomi e un impatto diretto su lavoro, finanza, informazione e creatività hanno trasformato l’IA in un vero “soggetto” del sistema globale, che incide quotidianamente e significativamente sulle nostre vite. Governi e aziende hanno dovuto inseguire una rivoluzione già in atto, mentre il dibattito etico e normativo è esploso: l’IA non ha avuto un volto, ma è stata protagonista assoluta dell’anno come del resto ha sostenuto la stessa rivista Time, eleggendola come Person of the Year.

La donna dell’anno è la presidente del Messico Claudia Sheinbaum. Ma occhio anche alla venezuelana Machado

E se la Person of the Year fosse stata invece una donna? In quel caso, secondo il nostro punto di vista, la scelta sarebbe dovuta ricadere senza dubbio sulla presidente messicana Claudia Sheinbaum, eletta nel 2024 ma che sta completando adesso il suo primo anno solare interamente in carica. Sheinbaum è la prima donna presidente di un Paese, il Messico, che è la seconda economia dell’America Latina dietro al Brasile e la terza dell’intero continente americano da Nord a Sud, e fa parte del G20: fatta eccezione per l’Italia di Giorgia Meloni e al Giappone di Sanae Takaichi (che meritano anche loro una menzione essendo a loro volta le prime donne premier dei rispettivi Paesi), la leader di centrosinistra è dunque la donna alla guida della economia più “alta” nella graduatoria mondiale.

Soprattutto, è la combattiva vicina di casa degli Stati Uniti di Donald Trump, al quale ha saputo tenere testa sia sulla questione dei dazi che su quella dei migranti. E infine si appresta anche lei, nel 2026, ad ospitare i Mondiali di calcio, insieme appunto a Usa e Canada. Una menzione potrebbe meritarla anche la leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado, insignita di un Premio Nobel per la Pace che però, onestamente, non convince e ha il sapore della decisione politica in chiave anti-Maduro. Secondo molti avrebbe avuto più senso che lo vincesse appunto Trump, che seppur con modalità anti-convenzionali ha messo la pace al centro dell’agenda globale.

Elon Musk, il record che ridefinisce la ricchezza

Il 2025 è stato l’anno in cui Elon Musk ha raggiunto un patrimonio personale senza precedenti nella storia moderna: ha superato poche settimane fa i 600 miliardi di dollari di patrimonio ed è stato ovviamente il primo uomo di sempre a riuscirci. Non solo: poco prima di Natale ha alzato ulteriormente l’asticella portando la sua fortuna personale oltre i 700 miliardi, per la precisione a 749 miliardi di dollari secondo le stime di Forbes. Tra spazio, intelligenza artificiale, auto elettriche e piattaforme digitali, l’imprenditore sudafricano ha consolidato il suo ruolo di figura capace di influenzare mercati e politiche pubbliche. Il suo potere economico ha riacceso il dibattito sulla concentrazione della ricchezza e sul ruolo degli imprenditori visionari nel plasmare il futuro, rendendolo una figura tanto ammirata quanto controversa.

Jerome Powell, il custode dell’equilibrio globale

In un contesto economico fragile, Jerome Powell è stato uno degli uomini chiave del 2025. Alla guida della Federal Reserve, ha gestito con cautela la fase dei tassi d’interesse, concedendo tre tagli nel corso dell’anno solare ma cercando di tenere insieme lotta all’inflazione e crescita economica, e soprattutto provando a resistere alle provocazioni e alle intimidazioni del presidente Donald Trump. Ogni sua parola è stata analizzata dai mercati mondiali, confermando il ruolo decisivo della banca centrale americana negli equilibri finanziari globali. Powell ha incarnato la difficile arte della stabilità in un mondo instabile.

Emmanuel Macron, l’annus horribilis

Il 2025 è stato invece un anno nerissimo per il presidente francese Emmanuel Macron. Crisi politiche interne, perdita di consenso e difficoltà nel guidare una Francia sempre più frammentata hanno segnato un progressivo indebolimento della sua leadership. Le ambizioni europee del presidente si sono scontrate con una realtà interna ostile, trasformando l’anno in un vero annus horribilis. Macron è diventato il simbolo delle difficoltà del potere tradizionale in un’epoca di profonda trasformazione. Il suo indice di gradimento è al record negativo di sempre: ormai appena il 15% dei francesi lo sostiene.

Il “premio rivelazione” se lo aggiudica il nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani

Un sindaco così giovane New York non l’aveva mai avuto, ma verrebbe da dire nessuna grande città del mondo: ad appena 34 anni, il musulmano figlio di immigrati Zohran Mamdani è stato eletto quest’anno primo cittadino della metropoli più centrale del pianeta. Di origini indiane e ugandes, Mamdani entrerà in carica il 1° gennaio 2026 ma è decisamente lui il volto politico nuovo – e dirompente – dell’anno appena concluso. Si è fatto eleggere, a sorpresa, proponendo rivoluzionarie modifiche alla regolamentazione sugli affitti, trasporti pubblici gratuiti e riduzione dei costi dei beni primari. Dopo aver ottenuto il 56% alle primarie democratiche contro il principale sfidante, l’ex governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo, è divenuto il candidato dei democratici per la carica di sindaco di New York.

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