L’assemblea dei soci di Generali approva con oltre il 99% dei consensi il bilancio 2025, chiuso con un utile record di 4,3 miliardi, e il via libera alla distribuzione dell’utile. Sul fronte della remunerazione, ok a un dividendo di 1,64 euro per azione (+14,7% sul 2024), al rinnovo del collegio sindacale 2026-2028, a un piano di azionariato per i dipendenti e a un buyback da 500 milioni, confermando la forte politica di ritorno agli azionisti. La vera novità riguarda il capitale: Unicredit si rafforza e sale all’8,72% diventando uno dei principali soci del Leone.
L’assise, come spiegato dal presidente Andrea Sironi, si è svolta da remoto per “ragioni prudenziali legate alle tensioni geopolitiche”, con una partecipazione pari al 69,69% del capitale sociale, in leggero aumento rispetto al 68,73% del 2025, anno del rinnovo del consiglio di amministrazione con la riconferma dell’ad Philippe Donnet.
A Piazza Affari il titolo Generali è debole (-0,3%).
LEGGI ANCHE Assemblea Generali: il nodo è il voto degli azionisti
Generali, cresce il peso di Unicredit: “investimento finanziario”
Tra i principali azionisti del gruppo assicurativo triestino figurano Mps (tramite Mediobanca) con il 13,19%, Delfin (famiglia Del Vecchio) con il 10,05%, Unicredit con l’8,72%, il gruppo Caltagirone con il 6,26% e il gruppo Benetton con il 4,86%.
La novità più rilevante riguarda proprio Unicredit, la banca guidata da Andrea Orcel, la cui partecipazione risulta in crescita rispetto al 6,68% comunicato in precedenza a libro soci. Con questo incremento, l’istituto milanese si consolida come terzo azionista del gruppo, rafforzando la propria presenza nel capitale del Leone di Trieste in un contesto di forte interesse per il ruolo strategico di Generali nella gestione del risparmio e degli investimenti.
Secondo quanto dichiarato dall’istituto, la partecipazione in Generali è da considerarsi un investimento esclusivamente finanziario, che “genera un rendimento interessante”. La posizione – spiega la banca – è inoltre in larga parte coperta, riducendo al minimo l’esposizione economica e l’assorbimento di capitale.
Generali: Assogestioni prevale sul collegio sindacale
Sul fronte della governance, la nomina del collegio sindacale vede prevalere la lista di Assogestioni, che conquista il 72,42% dei voti del capitale presente, contro l’11,56% della lista presentata dal gruppo Caltagirone, mentre il 15,96% si è astenuto. Il collegio sarà quindi composto dal presidente Carlo Schiavone (espresso dalla lista Caltagirone) e dai sindaci effettivi Paolo Ratti e Sara Landini, entrambi indicati da Assogestioni. Un esito che assegna dunque la maggioranza dei posti alla lista dei gestori, pur con la presidenza attribuita a una figura proposta dall’area dell’imprenditore romano.
I commenti
Nel commentare i risultati, il presidente Sironi ha sottolineato come i numeri confermino la solidità del gruppo: “I risultati economici e finanziari che presentiamo oggi sono il frutto di un modello di business solido e diversificato, capace di generare valore anche in condizioni complesse. La solidità di questo percorso ha trovato ampio e significativo riconoscimento da parte della comunità finanziaria”.
Nel suo intervento all’assemblea dei soci, il ceo di Generali Philippe Donnet ha evidenziato la solidità dei risultati e la continuità della strategia del gruppo: “quanto realizzato nel corso dello scorso anno rafforza la nostra fiducia e alimenta un solido ottimismo”, sottolineando come il 2025 confermi che il gruppo “sta eseguendo il piano con la massima disciplina” e continuando a creare valore per azionisti e stakeholder. Donnet ha poi indicato nel 2026 “l’anno centrale del nuovo piano, uno spartiacque fondamentale verso il suo completamento”, ribadendo l’impegno su crescita e remunerazione degli azionisti, con un dividendo più che raddoppiato rispetto al passato e un titolo “quasi triplicato e vicino ai massimi storici”, trainato anche dalla fiducia della comunità finanziaria e dalla sovraperformance del settore nel 2025.
