Si muove il risiko europeo della grande distribuzione di consumo. Dopo l’ingresso di JD.com in Ceconomy e l’acquisizione di MediaMarkt-MediaWorld, arriva ora la mossa di Daniel Kretinsky su Fnac Darty, gruppo francese che controlla anche l’italiana Unieuro. Ep Group, la holding del miliardario ceco, ha annunciato il lancio di un’Opa a 36 euro per azione su Fnac Darty (di cui già possiede il 28%), segnando un passaggio chiave in una partita che intreccia capitali europei e cinesi, interessi industriali e attenzioni politiche sempre più elevate.
L’offerta, che riguarda anche tutte le obbligazioni convertibili Oceane a 81,09 euro ciascuna, punta a superare la soglia del 50% del capitale o dei diritti di voto, senza prevedere squeeze-out sulle minoranze. Una scelta non scontata, che conferma la volontà di Kretinsky di rafforzare il controllo senza strappi traumatici, in un contesto già segnato da forti tensioni regolatorie e strategiche.
Kretinsky rafforza la presa su Fnac Darty
EP Group parte da una posizione di forza. Attraverso Vesa Equity Investment, Kretinsky detiene già il 28,5% di Fnac Darty ed è il principale azionista del gruppo dal 2023. L’Opa riconosce un premio del 19% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura precedente all’annuncio e fino al 26% rispetto alle medie ponderate a tre mesi, offrendo agli azionisti un’uscita a condizioni considerate attrattive dal board.
Il consiglio di amministrazione ha preso atto delle intenzioni dell’offerente: continuità strategica, mantenimento del management team, sede centrale in Francia e nessuna modifica alla politica dei dividendi. Cambierà invece la composizione del board, per riflettere la nuova struttura azionaria. Un passaggio che rafforza la lettura industriale dell’operazione, più che quella puramente finanziaria.
“Con EP Group, principale azionista del gruppo dal 2023 attraverso la sua controllata VESA Equity Investment, abbiamo costruito negli anni un rapporto di fiducia che ci ha permesso di completare l’acquisizione trasformativa di Unieuro – sottolinea Enrique Martinez, ceo di Fnac Darty – Senza pregiudicare il parere motivato del board, accogliamo con favore questo progetto del nostro principale azionista, che dimostra un rinnovato supporto al nostro piano Beyond Everyday e alla nostra strategia a lungo termine”.
I numeri e la posta in gioco
Sul tavolo ci sono anche i conti. Fnac Darty prevede per il 2025 ricavi stabili a 10,33 miliardi di euro, nonostante la sottoperformance del mercato francese nell’ultimo trimestre, e un lieve miglioramento dell’utile operativo corrente a 203,1 milioni. Il Free Cash Flow dovrebbe attestarsi a 145 milioni di euro, in linea con il 2024, grazie a una gestione ottimizzata del capitale circolante.
Numeri che spiegano perché Fnac Darty resti un asset strategico in un’Europa della distribuzione sempre più contesa. Il gruppo, che detiene una quantità rilevante di dati sulle abitudini culturali e tecnologiche dei consumatori, è al centro di un equilibrio delicato tra capitale privato, sovranità economica e attenzione dei governi.
L’ombra lunga di JD.com
La mossa di Kretinsky non arriva nel vuoto. Sullo sfondo pesa l’avanzata di JD.com, gigante cinese dell’e-commerce, che ha già acquisito Ceconomy e lanciato una piattaforma europea generalista. Un’espansione che ha acceso i riflettori dell’Unione europea e di diversi governi nazionali, preoccupati per concorrenza, qualità dei prodotti, flussi di dati e sicurezza strategica.
