Dopo tanta attesa è stata finalmente svelata: la Ferrari Luce è arrivata. A Roma, nella cornice della Vela di Calatrava alla Città dello Sport, il Cavallino ha presentato in anteprima mondiale la prima vettura full electric della Casa di Maranello. Non una semplice Ferrari a batteria, ma un modello completamente inedito, sviluppato su una piattaforma dedicata e pensato per allargare il perimetro tecnico, stilistico e commerciale del marchio. A firmare il design, insieme al Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, è LoveFrom, il collettivo creativo fondato da Sir Jony Ive, designer legato ad alcune delle icone più riconoscibili dell’era Apple, e Marc Newson. Una collaborazione scelta per dare alla Luce un linguaggio nuovo, essenziale e distintivo, capace di interpretare l’ingresso del Cavallino nell’elettrico senza rompere il legame con la sua tradizione.
Anche la data scelta per la presentazione e la città non sono casuali. Il 25 maggio 1947, sul circuito delle Terme di Caracalla, la Ferrari 125 S conquistò con Franco Cortese la prima vittoria ufficiale del Cavallino Rampante. Settantanove anni dopo, sempre a Roma, Ferrari torna a legare il proprio futuro a un luogo fondativo della sua identità. Allora cominciava l’avventura sportiva, oggi si apre il capitolo elettrico.
La Luce arriva con una promessa ambiziosa: dimostrare che elettrificazione, prestazioni estreme, lusso e coinvolgimento di guida possono convivere senza snaturare il Dna Ferrari. Confermate le indiscrezioni della vigilia sul prezzo con una base di partenza indicato è di 550 mila euro, con le prime consegne previste entro la fine del 2026.

Luce: non una elettrica qualunque, ma una nuova Ferrari
Ferrari Luce non nasce come variante elettrica di un modello esistente, ma come un’auto completamente inedita. È una quattro porte, offre cinque posti reali, punta su una versatilità mai vista prima su una Ferrari stradale e allo stesso tempo dichiara numeri da supercar assoluta.
Sotto la carrozzeria lavorano quattro motori elettrici indipendenti, uno per ruota, progettati e assemblati internamente. La potenza complessiva raggiunge i 1.050 cavalli in modalità Launch Control. L’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 2,5 secondi, lo 0-200 km/h si chiude in 6,8 secondi e la velocità massima arriva a 310 km/h. La batteria da 122 kWh, con architettura a 800 Volt, garantisce un’autonomia dichiarata fino a 530 chilometri e supporta la ricarica rapida fino a 350 kW.
Il peso in ordine di marcia è di 2.260 kg, ma Ferrari ha lavorato sulla distribuzione delle masse, sull’integrazione della batteria nel pianale e sulla dinamica di guida per trasformare l’architettura elettrica in un vantaggio progettuale. Il pacco batteria contribuisce ad abbassare il baricentro, mentre la trazione integrale elettrica permette una gestione molto precisa della coppia su ogni ruota.

LoveFrom e Ferrari, il lusso cambia linguaggio
Uno degli elementi più significativi del progetto è il design. Per la Luce, Ferrari ha lavorato con LoveFrom, il collettivo creativo fondato da Sir Jony Ive e Marc Newson, sotto la supervisione del Centro Stile Ferrari diretto da Flavio Manzoni. La collaborazione nasce con l’obiettivo di portare nel mondo Ferrari un punto di vista esterno, più multidisciplinare, capace di fondere lusso, tecnologia, interfaccia digitale e architettura automobilistica.
Il risultato è una vettura diversa da qualsiasi Ferrari precedente. La silhouette è dominata da una grande superficie vetrata, descritta come una sorta di glass house, che contribuisce a dare alla carrozzeria una presenza pulita e quasi sospesa. Le superfici sono essenziali, continue, levigate. L’aerodinamica non appare come un’aggiunta tecnica, ma come parte integrante del disegno. Le appendici anteriori e posteriori, le griglie attive, l’altezza da terra regolabile e l’integrazione dei gruppi ottici lavorano insieme per aumentare efficienza e stabilità. A luci spente, i fanali sembrano quasi scomparire nella carrozzeria. Al posteriore, i gruppi ottici rotondi richiamano invece la tradizione Ferrari, con un riferimento alla purezza formale di modelli come 360 Modena e 458 Italia.
Anche le proporzioni raccontano la rottura con il passato. Ferrari Luce è lunga oltre cinque metri, ha quattro porte e un’impostazione abitativa pensata per cinque passeggeri. Le porte posteriori ad apertura controvento amplificano la sensazione di accessibilità e spazio, trasformando l’abitacolo in un ambiente più luminoso e accogliente rispetto agli standard abituali del marchio.

Dentro la Luce, analogico e digitale si incontrano
L’abitacolo è uno dei punti più radicali della nuova Ferrari. La filosofia non è quella di sommergere il guidatore di schermi, ma di costruire un equilibrio tra comandi fisici, superfici digitali e materiali ricercati. Ferrari punta su pulsanti meccanici, selettori tattili, display multifunzionali e una disposizione pensata per ridurre le distrazioni.
Il volante a tre razze è solidale con la strumentazione, creando un unico elemento di comando e lettura. Davanti al pilota trovano spazio display OLED con lenti convesse, pensati per migliorare chiarezza e profondità visiva. Il colore della strumentazione cambia in base alla modalità selezionata, mentre alcuni dettagli, come il tachimetro retroilluminato, mescolano alluminio e policarbonato.
Al centro della plancia c’è uno schermo orientabile, che può essere ruotato verso il guidatore o verso il passeggero grazie a un meccanismo dedicato. Il tunnel centrale fa ampio uso del vetro, materiale che torna anche nella chiave, realizzata in Corning Gorilla Glass. La chiave integra un display e-ink e partecipa alla cerimonia di benvenuto a bordo, trasferendo simbolicamente il giallo Ferrari verso il selettore di guida.

L’impianto audio è stato sviluppato internamente, conta 21 altoparlanti e raggiunge una potenza di 3.000 watt. La cura per i dettagli arriva fino alle cerniere delle porte, alle bocchette dell’aria, alle guide dei sedili e alle superfici di contatto. L’effetto complessivo è quello di un interno che vuole essere tecnologico senza diventare freddo, digitale senza rinunciare alla fisicità.
Il nodo del sound, una Ferrari elettrica deve farsi sentire
Per Ferrari, il suono non è un dettaglio. È parte dell’esperienza, della memoria e del coinvolgimento. La sfida, con una full electric, era evitare una riproduzione artificiale del rombo termico. La soluzione scelta da Maranello è un sistema che capta le vibrazioni reali generate dagli organi rotanti degli assali elettrici, le filtra, le equalizza e le amplifica.
Il principio è simile a quello di uno strumento musicale: il suono non viene inventato, ma estratto dalla meccanica della vettura. L’intensità varia in base alle modalità di guida, con una presenza più marcata in Performance. In modalità manuale, il sistema lavora insieme alle palette al volante e al cambio di coppia, così da dare al guidatore una progressione percepibile sia in accelerazione sia in decelerazione.
È una scelta importante perché definisce la differenza tra un’elettrica silenziosa e una Ferrari elettrica. Luce non cerca di imitare il passato, ma di costruire un nuovo linguaggio sonoro coerente con la propria architettura.

Ferrari Luce: la regia elettronica che tiene insieme potenza e controllo
La Ferrari Luce porta al debutto una gestione dinamica estremamente sofisticata. La trazione integrale elettrica permette al torque vectoring di distribuire la coppia in modo puntuale tra le quattro ruote. A questo si aggiungono le sospensioni attive elettricamente attuate, le quattro ruote sterzanti indipendenti e il Side Slip Control in una nuova evoluzione dedicata. Il cuore del sistema è la Vehicle Control Unit, una centralina che mette in rete powertrain, assetto e dinamica aggiornando i parametri 200 volte al secondo. L’obiettivo è rendere la vettura precisa, prevedibile e leggibile anche quando le prestazioni sono estreme.
L’e-Manettino, affiancato al tradizionale Manettino Ferrari, gestisce potenza, curva di coppia, trazione e comportamento del powertrain attraverso diverse modalità. La frenata rigenerativa è stata sviluppata per lavorare in continuità con l’impianto carboceramico, con dischi da 390 mm davanti e 372 mm dietro, così da mantenere naturalezza e progressività nella risposta.
La Luce introduce anche il Torque Shift Engagement, pensato per modulare la coppia durante la guida e rendere più coinvolgente la progressione, soprattutto in curva. In altre parole, Ferrari non si limita a mettere a terra molta potenza: prova a trasformare la gestione della coppia elettrica in una nuova forma di piacere di guida.

Prestazioni, comfort e spazio per una Ferrari diversa
Luce è probabilmente la Ferrari più versatile mai realizzata. Offre quattro porte, cinque posti, un vano bagagli generoso e un’impostazione interna pensata per lunghi viaggi. Allo stesso tempo conserva numeri da supercar e una ricerca tecnica coerente con il posizionamento del marchio.
La combinazione tra abitabilità, lusso e prestazioni consente a Ferrari di rivolgersi anche a un pubblico nuovo. Per alcuni clienti potrebbe essere la prima Ferrari, scelta non solo per la potenza o per il blasone, ma anche per l’assenza di emissioni allo scarico, la fruibilità quotidiana e una forma di lusso più contemporanea. La scelta dei materiali racconta la stessa direzione. Ferrari sottolinea l’uso di leghe di alluminio secondarie per ridurre le emissioni di Co2 nella fase produttiva. Il progetto, inoltre, è accompagnato da oltre 60 brevetti, segno di un investimento tecnologico che va oltre la sola motorizzazione.

La visione di Elkann e Vigna
La presentazione della Luce è stata anche un manifesto industriale. John Elkann ha inquadrato il modello come un passaggio strategico per l’identità futura del marchio: “con Ferrari Luce, ridefiniamo ancora una volta i limiti del possibile. Oggi non presentiamo soltanto una nuova vettura, ma inauguriamo un capitolo che trasforma la nostra visione in realtà, rafforzando la tradizione Ferrari di anticipare e plasmare il futuro. Un simile passo avanti nell’innovazione di prodotto non poteva che nascere da un’innovazione di processo: per questo abbiamo scelto di intraprendere nuove collaborazioni, come quella con LoveFrom per il design. E, come sempre, la nostra ricerca ed eccellenza ingegneristica sono state messe al servizio delle emozioni di guida, senza compromessi. Roma, luogo simbolo della nostra prima vittoria, diventa il punto di partenza per una Ferrari che illumina il futuro e apre nuovi orizzonti.”
“Siamo convinti che un’azienda dimostri la sua leadership quando ha il coraggio di osare e di affrontare la sfida delle nuove tecnologie – ha dichiarato l’ad Benedetto Vigna – “Ferrari Luce nasce proprio da questa sfida, offrendo una nostra inedita visione dell’elettrificazione. Mai come oggi offriamo la massima libertà di scelta ai nostri clienti: in linea con la nostra convinzione nella neutralità tecnologica, siamo i primi al mondo ad affiancare l’architettura full electric a quella ibrida e termica per delle vetture sportive. Non ci siamo limitati a innovare nella motorizzazione, ma con Luce abbiamo inaugurato un vero e proprio segmento di gamma. Questo modello è il frutto di più di 60 nostri nuovi brevetti, ed è al centro di un ecosistema di collaborazioni con partner tecnologici d’eccellenza. Abbiamo dato vita a una vettura che coniuga emozioni di guida uniche con prestazioni, piacere di guida e comfort straordinari per i Ferraristi di oggi e di domani.”
Parole che chiariscono la posizione di Ferrari: l’elettrico non sostituisce il termico e l’ibrido, ma si aggiunge a essi. Luce diventa così il terzo pilastro di una strategia multienergetica che punta a offrire più scelte ai clienti senza rinunciare alla centralità dell’esperienza di guida.

Maranello entra nell’elettrico senza rinnegare se stessa
Ferrari Luce è una dichiarazione d’intenti. Non cancella la storia termica del Cavallino, non mette in discussione l’ibrido, non prova a travestire l’elettrico da motore a combustione. Piuttosto, usa la nuova architettura per esplorare un territorio che prima non esisteva nella gamma.
La vera posta in gioco è dimostrare che una Ferrari può cambiare fonte di energia senza perdere centralità emotiva. Luce nasce per essere efficiente, spaziosa e tecnologica, ma deve restare soprattutto desiderabile. Deve convincere i ferraristi di oggi e attrarre quelli di domani. La Ferrari elettrica è arrivata. E Maranello vuole raccontarla non come una deviazione, ma come un nuovo modo di essere Cavallino.