Le Borse europee frenano dopo l’atteso aumento dei tassi da parte della Bce. Milano e Madrid si portano sulla parità, Parigi (-0,14%) gira in negativo, mentre Francoforte (-0,2%) e Londra (-0,52%) ampliano il calo. Contrastati i future Usa in vista dei dati sul mercato del lavoro, delle vendite di case esistenti e sulle scorte di gas e di greggio. Sale a 85,2 punti lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in rialzo di 2,1 punti al 4,31%, quello tedesco di 1,8 punti al 3,46% e quello francese di 2,2 punti al 4,36%.
Invece resta ancora un’incognita se potrà esserci un altro rialzo entro l’anno ed è per questo che ancor più atteso è il discorso della presidente Christine Lagarde. Alla base della stretta monetaria ci sono le preoccupazioni per l’aumento dell’inflazione dopo l’impennata del prezzo del petrolio a causa dell’esacerbarsi del conflitto tra Usa e Uran, con l’apertura di un secondo teatro di guerra con gli scontri tra l’Arabia Saudita e gli Houthi in Yemen.
Petrolio: produzione saudita crolla ai minimi dal 1990, Brent vicino a 105 dollari
E proprio a proposito di petrolio, a metà seduta è giunta la notizia che la produzione in Arabia Saudita è crollata ancora ad agosto, toccando i minimi dal 1990, a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran che ha messo sotto pressione le rotte di esportazione del Regno. La comunicazione – trasmessa dall’Arabia all’Opec – ha fatto impennare ulteriormente il prezzo del greggio: il Brent si avvicina a 105 dollari, schizzando del 3,5% a 104,8 dollari al barile, mentre il Wti americano sfiora 100 dollari al barile a 99,65 con un rialzo del 3,75%.
A pesare sull’inflazione è anche il prezzo del gas naturale europeo e britannico che si è mantenuto vicino ai massimi pluriennali, consolidando i forti guadagni della sessione precedente, mentre restano elevati i timori per le scorte in alcuni paesi in vista dell’inverno. Il contratto di riferimento olandese sul mese frontale è salito di oltre l’1%, scambiando vicino agli 81 euro per megawattora (MWh), restando vicino al livello più alto dal 2023 toccato ieri. In Gran Bretagna, il contratto equivalente Nbp per il gas all’ingrosso ha guadagnato lo 0,6%, scambiando a 198,00 pence per therm, mantenendosi vicino massimo dalla fine del 2022 e avvicinandosi alla soglia psicologicamente significativa di 200 pence. Questi livelli rappresentano quasi il doppio rispetto al livello ipotizzato dalla Bce nello scenario “milder” di giugno e ben sopra quello “adverse”. Stamane il dato sull’inflazione in Germania ha registrato un’accelerazione al 2,9% ad agosto, secondo quanto comunicato dall’Ufficio federale di statistica, che ha confermato i dati preliminari. La produzione industriale in Italia a luglio ha registrato un andamento migliore delle attese rimbalzando rispetto al mese precedente (+0,7% su base mensile dopo una flessione dell’1,1% il mese prima). L’Euro/dollaro è sostanzialmente stabile e si ferma su 1,164.
Sotto la lente anche gli Usa: in agenda Ppi e acquisti titoli a lunga
Il pomeriggio l’attenzione sarà anche sarà il mercato Usa, con l’attesa del dato sui prezzi alla produzione che a loro volta daranno indicazione alla Fed che deciderà sui tassi il prossimo 16 settembre. Tuttavia per segnare il rimto dell’inflazione sarà soprattutto il dato in calendario domani sui prezzi al consumo. Ma oggi è anche il giorno in cui il Dipartimento del Tesoro, guidato da Scott Bessent, lancerà la nuova operazione di riacquisto di titoli del Tesoro a 10-20 anni per 6 miliardi, il triplo rispetto alla sua ultima operazione. Il Tesoro il mese scorso ha dichiarato che avrebbe raddoppiato l’entità dei riacquisti di titoli a lunga scadenza, portandoli ad almeno 4 miliardi di dollari nel prossimo trimestre, nel tentativo di sostenere la liquidità. Ciò è avvenuto dopo una forte vendita di titoli di stato Usa che ha spinto i rendimenti trentennali al livello più alto dal 2007. Alcuni analisti si aspettavano tuttavia un acquisto maggiore, nell’ordine degli 8-10 miliardi di dollari.I rendimenti dei titoli del Tesoro sono aumentati dopo l’annuncio. I rendimenti di riferimento a 10 anni hanno raggiunto il 4,8528%, il livello più alto da novembre 2023. Dopo la chiusura delle contrattazioni ufficiali è poi attesa la trimestrale di Oracle, che darà invece indizi per il settore tech che comunque sta resistendo alle bufere.
A Piazza Affari occhi al risiko bancario. Acquisti su Lottomatica, Snam e Leonardo
Alla Borsa di Milano, gli occhi sono ancora puntati sul risiko bancario nel giorno dell’assemblea di Intesa Sanpaolo (+0,18%) che ha dato il via libera all’aumento di capitale al servizio dell’Opas su Banca Monte Paschi Siena (+0,30%). La banca senese ha annunciato di aver depositato in Consob i documenti relativi all’offerta pubblica di scambio volontaria su Banco Bpm (-0,37%) e quelli relativi all’ops su Banca Generali (+0,30%). La Stampa scrive che il Governo non eserciterà il Golden power di controllo sull’offerta di Intesa per Mps prima che l’operazione sia stata esaminata dalla Bce e dalla Commissione europea.
Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, si muove in territorio positivo Lottomatica, mostrando un incremento del 3,57%. Denaro su Ferrari, che registra un rialzo del 2,05%. Bilancio decisamente positivo per Leonardo, che vanta un progresso dell’1,73%. Buona performance per Snam, che cresce dell’1,54%. Deboli Poste e Tim.
Le più forti vendite si vedono invece su Moncler, che prosegue le contrattazioni a -2,86%, Buzzi, che segna un calo dell’1,43%. Piccola perdita per Bper Banca, che scambia con un -0,96%. Maggiori ribassi, invece, si verificano su Rcs, che continua la seduta con -2,54%, Interpump, che soffre un calo dell’1,85% e Ferragamo, che registra un ribasso dell’1,72%.
(Ultimo aggiornamento alle ore 14.50)
