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Eurozona, inflazione negativa alimenta attese Bce

Eurostat conferma che a dicembre i prezzi sono scesi dello 0,2% su anno nell’area valutaria – In Germania tasso ai minimi dal 2009 – Bruxelles: “Non è deflazione” – Ma l’Eurotower conferma: “Valuteremo acquisti di titoli di Stato”

Eurozona, inflazione negativa alimenta attese Bce

A dicembre l’inflazione nell’Eurozona è scesa in territorio negativo sia su base mensile (-0,1%) sia su base annua (-0,2%). A novembre i dati erano stati rispettivamente -0,2 e +0,3%. Lo ha comunicato questa mattina Eurostat, confermando la stima preliminare diffusa la settimana scorsa e specificando che l’inflazione “core”, quella che esclude le componenti più volatili, è stata invece rivista al ribasso da +0,8% a +0,7%.

Intanto, l’ufficio federale di statistica tedesco ha ribadito che a dicembre l’inflazione è aumentata in Germania dello 0,2% su mese, il livello più basso dall’ottobre del 2009. Su base annua, invece, la variazione è stata nulla. 

La debolezza dei prezzi alimenta le attese per il consiglio direttivo Bce del 22 gennaio, che dovrebbe varare il quantitative easing, ovvero un programma di acquisti generalizzati da parte dell’Eurotower su titoli pubblici e privati. Proprio oggi l’economista francese Benoit Coeurè, membro del board della Banca centrale, ha confermato che l’istituto valuterà l’acquisto di titoli di Stato dei paesi dell’area.

D’altra parte, lo scorso 7 gennaio la Commissione europea aveva precisato che un dato “temporaneamente negativo” dell’inflazione nell’area euro “va distinto dalla deflazione”. Con questo termine, infatti, si fa riferimento a un calo ampio e generalizzato dei prezzi che si autoalimenta: i consumatori rinviano gli acquisti, confidando in ulteriori ribassi, mentre i produttori, visto il calo della domanda, sono effettivamente costretti ad abbassare ancora i prezzi. Si tratta di una spirale economica depressiva particolarmente difficile da invertire. 

“Continuiamo a ritenere che i cali delle materie prime seguiteranno a pesare, ma poi con la ripresa economica l’indice dovrebbe riprendersi – ha detto Annika Breidthardt, portavoce della Commissione –. Nel breve termine la bassa inflazione continuerà, ma poi risalirà con ripresa”. Il tasso ideale secondo lo statuto della Bce, che ha come primo mandato proprio la stabilità dei prezzi, è inferiore ma vicino al 2%.

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