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Eni rafforza l’upstream: nuovi accordi in Uruguay e Nigeria

Eni amplia il portafoglio upstream con l’ingresso nell’offshore uruguaiano e l’aumento della quota nel progetto deepwater Bonga in Nigeria

Eni rafforza l’upstream: nuovi accordi in Uruguay e Nigeria

Eni prosegue nella sua strategia di espansione e consolidamento globale con due operazioni che, pur sviluppandosi in aree geografiche molto diverse, puntano entrambe ad ampliare e rafforzare il portafoglio upstream del gruppo. Da un lato si apre una nuova frontiera esplorativa nel Margine Atlantico, grazie all’ingresso nell’offshore uruguaiano, dall’altro si consolida una presenza storica in Nigeria, con un aumento della partecipazione in uno dei giacimenti deepwater più rilevanti dell’Africa occidentale. Insieme, questi interventi delineano una traiettoria che combina nuove opportunità in aree ancora poco esplorate con il rafforzamento di asset già produttivi, confermando l’approccio selettivo e tecnologicamente orientato della compagnia.

Uruguay, una nuova frontiera nel Margine Atlantico

In Sud America il cane a sei zampe ha firmato un accordo che segna l’ingresso ufficiale nell’offshore uruguaiano. La società acquisirà da YPF il 50% del blocco esplorativo OFF-5, un’area vastissima, circa 17.000 chilometri quadrati, situata a 200 chilometri dalla costa e caratterizzata da fondali compresi fra 800 e 4.100 metri. Si tratta di una zona del Margine Atlantico ancora inesplorata ma considerata altamente promettente per le sue analogie geologiche con bacini petroliferi già noti.

Il blocco è attualmente detenuto e gestito da Miwen, società controllata da YPF, e si trova nel suo primo periodo esplorativo. L’accordo, che diventerà operativo dopo l’approvazione delle autorità uruguaiane, non solo rafforza la presenza di Eni nella regione, ma consolida anche la collaborazione con YPF, già intensa grazie agli accordi siglati nell’ambito del progetto Argentina LNG (ARGLNG). L’ingresso in OFF-5 si inserisce quindi in una strategia più ampia, che punta a combinare nuove frontiere esplorative con la possibilità di applicare tecnologie proprietarie capaci di accelerare lo sviluppo dei progetti.

Nigeria, più peso nel progetto deepwater di Bonga

Parallelamente, Eni ha rafforzato la propria posizione in Nigeria, Paese in cui opera stabilmente dal 1962. Attraverso la sua controllata Nigeria Agip Exploration (NAE), la società ha esercitato il diritto di prelazione per acquisire da TotalEnergies un’ulteriore partecipazione del 2,5% nel Production Sharing Contract del blocco OML 118. Con questa operazione, già approvata dalle autorità competenti, la quota di NAE sale dal 12,5% al 15%.

OML 118 comprende il grande giacimento Bonga, uno dei più importanti progetti in acque profonde della regione e asset chiave dell’industria energetica nigeriana. L’aumento della partecipazione rientra nella strategia di ottimizzazione del portafoglio upstream di Eni, che punta su progetti deepwater capaci di generare valore e garantire continuità produttiva. Nel Paese, la produzione media in quota di Eni è attesa intorno ai 50 mila boe/giorno nel 2025.

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