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Egitto: il giuramento di Mansour, nuovo presidente ad interim

Adly Mansur, presidente della Corte Costituzionale egiziana, ha prestato giuramento come presidente della Repubblica ad interim. Il nuovo presidente ha promesso che lavorerà per un “Paese moderno, costituzionale, nazionale e civile” – Ha lodato i manifestanti che “hanno unito il popolo egiziano correggendo la strada della sua rivoluzione”.

Egitto: il giuramento di Mansour, nuovo presidente ad interim

All’indomani dell’intervento delle forze armate che ha deposto il governo di Morsi, Adly Mansur, presidente della Corte Costituzionale egiziana, ha prestato giuramento come presidente della Repubblica ad interim. Mansour aveva poco prima prestato giuramento per assumere a tutti gli effetti la guida della Consulta dal momento che l’alto magistrato rivestiva a titolo soltanto provvisorio anche tale incarico.

“I Fratelli musulmani sono parte della nazione” ha detto Mansour a seguito del giuramento, invitandoli a “condividere la costruzione della nazione”. Il nuovo presidente della Repubblica ha poi promesso che lavorerà per un “Paese moderno, costituzionale, nazionale e civile”. Dopo le promesse di proteggere gli interessi dell’Egitto, Mansour ha lodato i manifestanti che “hanno unito il popolo egiziano correggendo la strada della sua gloriosa rivoluzione”.

Mansour, 67 anni e padre di tre figli, ha studiato nella prestigiosa Scuola nazionale per l’Amministrazione di Parigi prima di intraprendere la carriera come giudice sotto il regime di Hosni Mubarak. Ha esercitato in tribunali religiosi ma anche in corti civili e penali. A differenza dei principali leader dell’opposizione – come il premio Nobel per la pace Mohamed el Baradei o l’ex segretario della Lega Araba Amr Moussa – il suo nome non è mai apparso tra i potenziali successori di Morsi. Questo relativo anonimato ha probabilmente catalizzato l’interesse dei militari, intenzionati a utilizzare una figura neutrale per assicurare una complessa transizione molto complessa.

A seguito di quanto accaduto in Egitto, non sono mancate le reazioni internazionali. L’Unione europea e gli Usa hanno lanciato un appello per l’organizzazione di nuove elezioni presidenziali nel più breve tempo possibile. Anche il segretario generale dell’Onu, Ban ki-Moon, ha espresso preoccupazione per “l’interferenza militare” nelle questioni dello Stato.
La Gran Bretagna si è detta pronta a riconoscere la nuova amministrazione in Egitto e a collaborare con essa, ha detto il ministro degli Esteri William Hague, ribadendo la necessità di un rapido ritorno al processo democratico.
Dura, invece, presa di posizione da parte della Turchia: per Ankara la deposizione di Morsi è inaccettabile e si tratta di “un colpo di stato militare”, ha detto il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu.

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