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Delfin: Leonardo Maria Del Vecchio sale al 37,5% e diventa primo azionista: via libera degli altri eredi. Operazione da 10 miliardi

Al proprio 12,5%, Leonardo Maria sommerà il 25% dei fratelli maggiori Luca e Paola Del Vecchio. Hanno votato contro Claudio Del Vecchio e Rocco Basilico

Delfin: Leonardo Maria Del Vecchio sale al 37,5% e diventa primo azionista: via libera degli altri eredi. Operazione da 10 miliardi

Leonardo Maria Del Vecchio diventa il primo azionista di Delfin con una quota del 37,5%. Al proprio 12,5% sommerà infatti il 25% complessivo dei fratelli maggiori Luca e Paola Del Vecchio, nell’ambito di un’operazione da 10 miliardi di euro. 

A distanza di quattro anni dalla scomparsa del patron Leonardo Del Vecchio, cambiano dunque i pesi nell’assetto della cassaforte di famiglia che controlla EssilorLuxottica e possiede partecipazioni rilevanti in Monte dei Paschi, Unicredit e Generali. Le prossime partite finanziarie italiane potrebbero dunque avere un nuovo protagonista: Del Vecchio jr.

Delfin: gli eredi Del Vecchio approvano il passaggio delle quote

Da tempo ormai gli eredi del fondatore di Luxottica – Claudio, Paola, Marisa, Leonardo Maria, Luca e Clemente e la moglie Nicoletta Zampillo insieme al primo figlio di lei, Rocco Basilico, tutti con una quota del 12,5% a testa – cercavano una soluzione per chiudere il dossier sulla sua eredità, superando un’impasse lunga quattro anni. L’assemblea tenutasi questa mattina potrebbe rappresentare un passo in questa direzione. 

Nelle settimane scorse, Leonardo Maria, quarto figlio del fondatore e attualmente chief of strategy di Essilux, aveva inviato a Delfin la proposta di esercizio della prelazione, dicendosi pronto a rilevare le quote di Luca e Paola (12,5% ciascuno) che avevano chiesto di trasferire le loro partecipazioni in una società personale.

E così è. Con sei voti a favore su otto totali, i soci hanno approvato il trasferimento delle due quote dei fratelli maggiori nella Lmvd Fin di Leonardo Maria. Hanno votato contro Claudio Del Vecchio e Rocco Basilico. 

Gli eredi hanno dato via libera anche alla politica di distribuzione delle cedole, seppure senza unanimità (7 voti su 8). L’assemblea ha votato a favore dell’eliminazione dell’attuale soglia del 10% per la distribuzione dei dividendi e della distribuzione per il triennio 2025-2027 dell’80% degli utili di Delfin. A votare contro è stato Rocco Basilico.

Un’operazione da 10 miliardi di euro

Cinque miliardi di euro per quota, totale dieci miliardi di euro. Una cifra che Leonardo Maria ha messo sul piatto dopo aver stipulato un accordo – in via di approvazione – con Unicredit, Bnp Paribas e Crédit Agricole che prevede un finanziamento (da 10 miliardi, appunto), con una durata di 18 mesi e un tasso tra il tre e il quattro per cento annuo. Il maxi prestito richiesto dalla Lmdv Fin permette alla finanziaria di pagare gli interessi grazie ai dividendi ordinari e straordinaria di Delfin a cui, come leva finanziaria, si aggiungerebbero anche le partecipazioni in mano alla società.

Per quanto riguarda l’iter, nei prossimi giorni, Paola e Luca firmeranno l’intesa che trasferirà il loro 12,5% nelle mani del fratello minore Leonardo Maria. Dalla firma, gli altri soci avranno 40 giorni di tempo per presentare possibili obiezioni. “Tuttavia, anche nel caso in cui gli azionisti puntassero il dito sul ruolo del veicolo costituito da Leonardo Maria, si apprende, l’imprenditore procederebbe in prima persona a rilevare quelle azioni”, rivela il Sole 24 ore

Delfin: cosa c’è nella cassaforte della famiglia Del Vecchio

Acquisire la maggioranza relativa della cassaforte della famiglia Del Vecchio significa mettere (parzialmente) le mani su alcuni dei pezzi da novanta della finanza italiana, e non solo. Delfin, attualmente presieduta da Francesco Milleri, ha il controllo di EssilorLuxottica, ma possiede anche quote significative in Mps (17,5%), Unicredit (2,7%) e Generali (10%), che valgono complessivamente 15 miliardi di euro. 

Proprio lo scorso 15 aprile, il voto di Delfin ha determinato l’esito dell’assemblea di Rocca Salimbeni, favorendo il ritorno di Luigi Lovaglio alla guida della banca dopo il suo licenziamento da parte del cda. Per non parlare del peso che la società ha avuto e continuerà ad avere nel risiko bancario-assicurativo italiano, con Generali che sta pian piano prendendosi il ruolo da protagonista. Insomma, chiunque vorrà “muovere foglia” nel mercato italiano deve per forza di cose avere Delfin come interlocutore principale. E Del Vecchio jr. potrà sicuramente dire la sua.

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