Nessuna concessione e consiglio spaccato in due. A poco più di una settimana dall’assemblea che ha sancito il trionfo della famiglia Tortora e del ceo Luigi Lovaglio, la nuova maggioranza del Monte dei Paschi tira dritto per la sua strada: la prima, lunghissima, riunione post ribaltone si è conclusa con la nomina dello stesso Lovaglio nel ruolo di amministratore delegato, ma anche di direttore generale. A Cesare Bisoni, professore emerito di economia all’Università di Modena e Reggio Emilia, già presidente di Unicredit, è andata la presidenza di Mps.
Nulla da fare per i rappresentanti delle minoranze e del gruppo Caltagirone che avevano chiesto di concedere la poltrona a uno tra Corrado Passera, Paolo Boccardelli o Carlo Vivaldi, tutti rappresentanti della lista sconfitta del cda uscente (e tutti indicati come possibili ceo prima che la scelta ricadesse su Fabrizio Palermo), allo scopo di lanciare un segnale di unità e distensione. La votazione si è infatti conclusa con otto voti a favore di Bisoni (tutti gli esponenti di Plt) cinque contrari e due astenuti, tra i quali probabilmente Vivaldi e il rappresentante di Assogestioni.
Lovaglio – forse anche per una comprensibilissima voglia di rivincita nei confronti di chi solo qualche settimana fa lo ha messo alla porta – ha deciso di sacrificare l’unità, ma di mantenere saldo il controllo operativo sulla banca, puntando su una governance forte in grado di mettere a terra in maniera veloce ed efficace il piano industriale presentato poco prima che a Siena scoppiasse il caos, con l’estromissione del ceo dalla lista dei candidati per il nuovo cda, il suo ritorno in scena attraverso la candidatura con la famiglia Tortora, fino al clamoroso licenziamento per “giusta causa” dell’uomo che solo pochi anni prima aveva salvato la banca, per poi riportarla in utile e metterla nelle condizioni di acquisire Mediobanca. Ed è proprio la fusione con Piazzetta Cuccia, che dovrà essere votata entro l’estate dall’assemblea, il punto cardine su cui si erge il nuovo piano.
Anche le vicepresidenze a Plc
Nessuna divisione dei ruoli nemmeno per le altre poltrone. Le vicepresidenze sono state assegnate, sempre a maggioranza, a Flavia Mazzarella e Carlo Corradini, entrambi eletti nella lista di Plt Holding, che in assemblea si è affermata con il 49,9% dei voti a fronte del 38,8% ottenuto dalla lista del cda.
Il consiglio ha scelto poi i componenti del nuovo comitato nomine presieduto da Patrizia Albano. Si tratta di Massimo Di Carlo, Paola Leoni Borali e Flavia Mazzarella. Nella prossima riunione saranno nominati gli altri quattro comitati: remunerazione, rischi – sostenibilità, parti correlate e It – digitalizzazione.
Titolo in rosso su indiscrezione Ft (smentita) su vendita quota Generali
A Piazza Affari, nell’ultima seduta della settimana, il titolo Mps cede l’1,7%. A pesare non è lo scontro consumatosi nel board di Rocca Salimbeni, ma l’indiscrezione lanciata dal Financial Times secondo cui Lovaglio starebbe valutando la possibilità di cedere la partecipazione del 13,2% in Generali (-0,45%), detenuta tramite Mediobanca (-1,6%), del valore di 7,4 miliardi di euro per contribuire a finanziare l’acquisizione di Banco Bpm (-0,78%). Tra le opzioni allo studio, scrive il quotidiano inglese, ci sarebbe la vendita dell’intero pacchetto a investitori italiani di lungo periodo – leggasi Unicredit, già all’8,7% del Leone, e/o Intesa Sanpaolo. La seconda possibilità sul tavolo sarebbe invece quella di distribuire la quota agli azionisti Mps come dividendo straordinario.
Nel corso della mattinata è però arrivata la smentita della banca: Rocca Salimbeni ha fatto sapere che non è allo studio alcuna ipotesi relativa alla vendita della quota in Generali e che la banca è interamente focalizzata sul processo di integrazione e fusione con Mediobanca. Lo stesso Lovaglio aveva pubblicamente ribadito che la partecipazione nella compagnia assicurativa è un “nice to have” dopo la vittoria in assemblea della scorsa settimana.
(Ultimo aggiornamento: ore 11.27 del 24 aprile).
