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Delfin, l’assemblea approva il bilancio 2025 all’unanimità ma Leonardino Del Vecchio non si presenta

L’assemblea di Delfin, la cassaforte lussemburghese degli eredi Del Vecchio, ha approvato all’unanimità il bilancio 2025 ma Leonardino Del Vecchio non si è presentato. Presente invece Rocco Basilico che ha approvato il bilancio. Approvati due commissari sui conti ma non Talarico, che era stato indicato da Leonardino

Delfin, l’assemblea approva il bilancio 2025 all’unanimità ma Leonardino Del Vecchio non si presenta

In assenza di Leonardino Del Vecchio, l’attesissima assemblea di Delfin, la cassaforte lussemburghese della famiglia Del Vecchio che ha in pancia la quota di controllo della multinazionale italo-francese EssilorLuxottica e rilevanti partecipazioni finanziarie che vanno da Generali a Mps e Unicredit, ha approvato all’unanimità il bilancio 2025 che era il punto di maggior rilievo della riunione lussemburghese. Il bilancio presenta un utile netto di 1,5 miliardi dovuto essenzialmente ai dividendi di Generali e della banche malgrado il rallentamento di EssilorLuxottica, che da novembre ha perso in Borsa circa il 50%. Per ora dunque nessun scontro al calor bianco tra gli eredi di Leonardo Del Vecchio ma nessun altro accordo per la semplice ragione – ecco il colpo di scena della giornata – che Leonardino Del Vecchio, deluso per il mancato decollo della sua proposta di riassetto della holding e di acquisto delle quote dei fratelli Luca e Paola, non si è presentato. E nemmeno si è presentato il suo rappresentante legale. Leonardino ha motivato la sua assenza con una lettera in cui accusa il board di Delfin di essere “inerte” e di non aver ricevuto la necessaria documentazione sui conti. Il bilancio è stato perciò approvato dagli altri sette soci, tra cui Rocco Basilico che Leonardino voleva maldestramente estromettere.

L’assemblea non ha aumentato la distribuzione all’80%, come chiedeva Leonardino, dei dividendi e non ha approvato la vendita delle quote di Luca e Paola allo stesso Leonardino che ha subito poi un’altra sconfitta perché l’assemblea ha approvato due commissari sui conti ma non il suo rappresentante Talarico.

I punti dirimenti del futuro di Delfin restano dunque ancora sul tappeto e le divisioni tra gli eredi di Del Vecchio e tra questi e il board della cassaforte rimangono inalterate.

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