Sta per arrivare un nuovo bonus casa: la terza versione del Conto Termico, il contributo dedicato all’efficientamento energetico degli edifici, rivolto a cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Dopo anni di attesa, il provvedimento è finalmente realtà: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 agosto 2025 e firmato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, il provvedimento mette a disposizione 900 milioni di euro all’anno, di cui 400 milioni destinati alla Pa. L’entrata in vigore è prevista nei giorni di Natale 2025, anche se per accedere ai contributi sarà necessario attendere la pubblicazione delle regole applicative da parte del Gse.
Nuovo bonus casa: cos’è il Conto Termico e come funziona
Giunto alla sua terza versione (2012 e 2016 le precedenti), il Conto Termico si distingue per la rapidità e semplicità nell’accesso agli incentivi. Il contributo viene erogato direttamente sul conto corrente, senza limiti di reddito e indipendentemente dal tipo di immobile.
A differenza dei bonus casa tradizionali, le cui detrazioni fiscali diminuiranno dal 2025 (36% per le prime case e 30% per le altre, con rateizzazione in dieci anni), il Conto Termico offre un pagamento immediato fino a 15mila euro. Per importi superiori, il contributo sarà rateizzato fino a cinque tranche.
Il calcolo non segue una percentuale fissa, ma si basa su diversi parametri: potenza dell’impianto, efficienza del prodotto e localizzazione geografica. Il contributo massimo può arrivare fino al 65%, anche se in molti casi il valore reale sarà inferiore. La rapidità e la semplicità rendono il Conto Termico particolarmente interessante per chi vuole investire nell’efficienza energetica senza dover attendere anni per recuperare il denaro.
Conto Termico 3.0: estensione degli incentivi e nuovi interventi
Rispetto alle versioni precedenti, il Conto Termico 3.0 amplia la platea dei beneficiari, includendo gli edifici non residenziali privati, gli enti del Terzo Settore, equiparati alle pubbliche amministrazioni, e le Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer), con possibilità di autoconsumo collettivo. Tra le novità ci sono incentivi per fotovoltaico con sistemi di accumulo, colonnine di ricarica per veicoli elettrici abbinate a pompe di calore, sistemi bivalenti e pompe di calore add-on. Per gli edifici pubblici di piccoli comuni, scuole e strutture sanitarie, il contributo può coprire fino al 100% delle spese ammissibili. È inoltre ammessa la demolizione e ricostruzione di edifici pubblici come Nzeb, con aumento volumetrico fino al 25% anche in sito diverso, purché nello stesso comune e all’interno di un progetto integrato.
Il Conto Termico 3.0 prevede un ampliamento delle spese ammissibili: non comprende solo la fornitura e posa in opera degli impianti, ma anche progettazione, diagnosi energetiche, attestati di prestazione energetica (Ape), sistemi di accumulo e infrastrutture di ricarica.
Contributi e vantaggi per cittadini, imprese e Pa
Per i cittadini privati, il contributo finanzia la sostituzione di impianti con pompe di calore, sistemi ibridi o a biomassa, l’installazione di solare termico e la sostituzione di scaldacqua elettrici o a gas con modelli a pompa di calore. Per imprese e pubblica amministrazione, oltre a questi interventi, sono previsti lavori più complessi come cappotti termici, sostituzione di infissi, schermature solari, sistemi di illuminazione efficiente, building automation, colonnine di ricarica e impianti fotovoltaici con accumulo. Gli enti del Terzo Settore, assimilati alle pubbliche amministrazioni, possono accedere agli incentivi sia su edifici residenziali sia su edifici non residenziali.
Come richiedere il nuovo Conto Termico
La domanda deve essere presentata al Gse, direttamente dall’utente o tramite il supporto di rivenditori e progettisti. La procedura è più rapida rispetto all’ecobonus, grazie alla possibilità di utilizzare prodotti prequalificati, che consentono di accedere a una corsia preferenziale e ottenere il contributo in tempi ridotti.
Le regole applicative, ancora in definizione, stabiliranno le modalità di presentazione delle domande e i criteri di calcolo del contributo, e dovrebbero essere pubblicate entro due mesi dall’entrata in vigore della misura.
