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Consob, Savona: “Timori su debito pubblico italiano infondati”

In occasione della sua prima relazione annuale, il presidente della Consob difende la linea del governo e lancia la proposta di un bond europeo. Per rilanciare la fiducia, utile un piano di investimenti pubblico-privati da 20 miliardi

Consob, Savona: “Timori su debito pubblico italiano infondati”

“Servono titoli privi di rischio a livello europeo”. La proposta è stata lanciata con forza dal presidente della Consob Paolo Savona, in occasione del suo primo incontro col mercato, alla Borsa di Milano. “E’ necessario un european safe asset per dare un contributo significativo alla stabilità finanziaria a livello europeo. L’unico titolo privo di rischio oggi è il Bund tedesco, ma si tratta di un’asimmetria, perché controllato solo da un Paese. Inoltre – ha aggiunto Savona – l’offerta di Bund è sempre più scarsa, mentre la domanda in Europa e nel mondo è crescente: questo fa sì che la liquidità europea non assorbita dai Bund è spinta verso l’esterno”, comportando effetti negativi sull’economia reale. La proposta del capo della Consob, diversa da quella tradizionale degli eurobond in quanto aggira l’ostacolo della mutualizzazione del debito (insormontabile per la contrarietà dei paesi del Nord Europa), diventerebbe così “parte essenziale del completamento dell’unione bancaria”.

Secondo Savona “con questo nuovo strumento non sarebbe più necessario porre vincoli alla libera scelta di investimento delle banche europee allo scopo di garantire un minor rischio per i depositanti”. Per quanto riguarda lo spread italiano, il presidente della commissione di vigilanza sulla Borsa ha detto parlando a Piazza Affari che “i sospetti di insolvenza sul debito pubblico italiano sono oggettivamente infondati. Lo dimostra anche l’andamento della Borsa: uno spread alto dovrebbe allontanare il risparmio, ma gli investitori hanno coscienza che esiste una solida base economica”. Tuttavia, la fiducia nei confronti dell’Italia va ripristinata e questa sarà una delle missioni della Consob: “E’ lo scopo prioritario su cui si concentrerà l’azione della Commissione sotto il mio mandato”. Un’azione che prende spunto dall’analisi della situazione del Paese, “dalla sottovalutazione di aspetti importanti della solidità economica di cui gode come i flussi di risparmio in eccesso rispetto all’uso interno”.

Nel valutare il rapporto tra debito e Pil la fiducia ha un ruolo essenziale: Savona cita l’esempio del Giappone dove “livelli di indebitamento nell’ordine del 200% non contrastano con gli obiettivi economici e sociali perseguiti dalla politica”. Ciò non significa che non esista un limite all’indebitamento, prosegue il presidente della Consob, “ma per garantirne la sostenibilità il suo incremento deve restare al di sotto del saggio di crescita del Pil”. E’ importante quindi parlando di debito applicare un criterio di razionalità, che se “venisse accettato a livello europeo e fosse rispettato dalle autorità di Governo, restituirebbe ai debiti sovrani, incluso quello italiano, la dignità di ricchezza protetta che ad essi attribuiscono giustamente gli investitori. Il raggiungimento di questa condizione allontanerebbe i sospetti sulla possibilità di insolvenza del nostro debito pubblico, oggettivamente infondati”, ha ribadito Savona.

“Senza voler negare l’esistenza di problemi interni al Paese – ha aggiunto il presidente della Consob -, i giudizi negativi non di rado espressi da istituzioni sovranazionali, enti nazionali e centri privati appaiono prossimi a pregiudizi. Questi giudizi negativi, secondo il numero uno della Commissione, sono resi su basi parametriche finanziarie convenzionali che non tengono conto dei due pilastri che reggono la nostra economia e società: la forza competitiva delle nostre imprese sul mercato globale e il nostro buon livello di risparmio. Così come esistono fattori distorsivi legati alla sottovalutazione di alcuni aspetti importanti della solidità economica del Paese”.

“La fiducia – ha concluso Paolo Savona, che l’anno scorso fu candidato al Ministero dell’Economia da parte della Lega – trova alimento nella crescita reale, che a sua volta la genera se il clima politico e sociale resta favorevole. Da qui l’urgenza di far ripartire gli investimenti: il binomio fiducia-crescita riceverebbe un impulso certo e rilevante da un’azione congiunta del settore privato e pubblico italiano per attuare investimenti aggiuntivi nell’ordine di 20 miliardi di euro, utilizzando il risparmio interno”. Anche il presidente della Consob, dunque, è possibilista sull’introduzione di una tassa, che sia patrimoniale o meno, per utilizzare parte del risparmio privato.

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