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Capitale Cultura 2024: Saluzzo parte per il titolo

In vista dell’assegnazione del titolo nel week end si inaugura la nuova biblioteca a zero emissioni. Un esempio per le valutazioni sul riconoscimento da parte del Mibact

Capitale Cultura 2024: Saluzzo parte per il titolo

Se il titolo di Capitale italiana della cultura deve avere un background ambientale é giusto che chi vuole concorrere si attrezzi. Dopo Procida 2022, Bergamo 2023, la selezione per il 2024 è già in  corso. In sordina, ma con progetti  ambiziosi. Saluzzo Monviso e la prima a far sapere che si candida. Spera di vincere e in anticipo  comincia a dare  un impronta green alla sua identità.

Sabato e domenica (26 e 27 giugno) farà  sfoggio di aspirazione culturale ecosostenibile, inaugurando la nuova biblioteca. Si trova nella  ex Caserma Musso ed é il cuore del Quartiere, ossia il polo culturale e sociale della città. Dicono che sia la prima biblioteca in Italia con queste caratteristiche, che non consuma energia. Anzi è classificata come  “NZEB – Nearly Zero Emission Building” . Ha pannelli fotovoltaici sul tetto, luci  domotiche che si regolano al passaggio dei visitatori ed impianti all’avanguardia. L’edificio ha già portato bene alla cittadina piemontese vincendo -unica nella Regione – il premio Comuni sostenibili : otto in tutta Italia. 

 I circa 2 milioni di euro investiti in questo palazzo che conserva 73 mila volumi , sono il segno di una tendenza progettuale nuova che coniuga cultura , tradizioni e territorio. Per onorare la tradizione storica antifascista la Biblioteca é stata intitolata alla staffetta partigiana Lidia Beccaria Rolfi, scelta attraverso una consultazione popolare. La città, peraltro,  nota anche come città  della musica  giocherà altre carte sostenibili a partire dalla sussistenza nella riserva della biosfera transfrontaliera con la  Francia. 

Alla proclamazione manca ancora parecchio tempo, tuttavia la scelta della città designata incrocia sempre di più la capacità degli amministratori locali di stare al passo con le esigenze climatiche e di innovazione. Nel 2014 il Ministro Dario Franceschini concepì il concorso  per far mettere in mostra lo sviluppo culturale di una comunità. Tanto più ora e nel futuro le commissioni  esaminatrici del Mibact dovranno valutare i requisiti di vivibilità, di tutela e sviluppo ambientale prima della premiazione. I progetti realmente fattibili e in tempi celeri ,le fonti di finanziamento, le convergenze operative verso obiettivi durevoli per non assegnare un titolo in conflitto con le migliori aspirazioni naturalistiche. Non c’è migliore occasione per celebrare i 10 anni di una fantastica istituzione italiana molto apprezzata all’estero.

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