Negli ultimi tre mesi della sua vita, Raghu Rai aveva lavorato allo sviluppo del Calendario attraverso una serie originale di immagini ispirate alle sue radici e alla sua personale visione dell’India. Pirelli e la famiglia Rai hanno deciso di completare e portare avanti la parte del progetto da lui realizzata. La figlia Avani Rai, fotografa di fama internazionale, ha espresso l’onore di partecipare all’iniziativa, contribuendo a dare continuità ai progetti e alle intenzioni del padre.
«Il lavoro di mio padre per Pirelli voleva essere un omaggio all’India, unendo la sua visione di una
vita con una rappresentazione più contemporanea del suo popolo e della sua diversità, qualcosa
che lo ha sempre profondamente affascinato. Non sopporterei l’idea che il progetto rimanesse
incompiuto. Dargli vita è per me qualcosa di profondamente personale, come se entrassi nel suo
sguardo e nel modo in cui vedeva l’India attraverso la sua macchina fotografica. La fotografia è
stata il suo dono per me, non solo come mestiere, ma come angolo di osservazione, ed è così
che abbiamo trovato una connessione silenziosa e profonda. Portare avanti questo progetto è un
modo per restargli vicina, per mantenere viva una parte di lui dentro di me», ha dichiarato Avani Rai.
«È un grande onore essere nuovamente invitato a far parte del Calendario Pirelli. Sono molto felice
di farlo insieme ad Avani Rai, rendendo omaggio all’eredità di suo padre. È un’opportunità
straordinaria per esplorare l’India. Faremo entrambi del nostro meglio per celebrare il Paese e la
memoria di Raghu Rai attraverso questa collaborazione.» ha dichiarato Sølve Sundsbø.
Origini e storia del Calendario Pirelli
Il calendario nasce nel 1964 su iniziativa della Pirelli & C., con l’obiettivo di creare un omaggio esclusivo per clienti e partner. Fin da subito si distingue dai tradizionali calendari promozionali grazie alla qualità artistica delle immagini e al coinvolgimento di fotografi di fama internazionale. Negli anni ’60 e ’70 il progetto si afferma come simbolo di fotografia glamour ed elegante, contribuendo a definire nuovi standard visivi nel mondo della moda e della comunicazione. Nel 1974, a causa della crisi economica legata anche al settore petrolifero, il calendario viene sospeso e rimane inattivo per circa dieci anni. Nel 1984 avviene la rinascita: il progetto ritorna con una nuova identità più artistica e meno commerciale, trasformandosi progressivamente in una piattaforma creativa per fotografi internazionali. Da quel momento, Calendario Pirelli evolve costantemente, passando da immagini glamour a progetti concettuali, narrativi e spesso legati a temi sociali, culturali e identitari. Ogni edizione viene affidata a un autore diverso, che sviluppa una visione personale e autonoma.
I fotografi famosi del calendario
Nel corso degli anni, il Calendario Pirelli ha coinvolto alcuni tra i più grandi nomi della fotografia mondiale, contribuendo a costruirne il prestigio artistico.
Maestri della fotografia contemporanea
- Helmut Newton, che ha dato al calendario un’impronta provocatoria e fortemente estetica
- Richard Avedon, che ha introdotto un linguaggio più psicologico ed essenziale
- Herb Ritts, divenne celebre per il suo stile scultoreo e il bianco e nero iconico
Svolta tra anni ’90 e 2000
- Peter Lindbergh, che ha rivoluzionato il calendario puntando su naturalezza e autenticità
- Annie Leibovitz, che ha portato un approccio narrativo e cinematografico
- Mario Testino, che ha valorizzato l’estetica glamour e sofisticata
Fotografia contemporanea e sperimentazione
- Steven Meisel, che ha introdotto il linguaggio editoriale e fashion system
- Nick Knight, che ha evidenziato l’innovazione digitale e sperimentazione visiva
- Paolo Roversi, per lo stile poetico e onirico
- Bruce Weber, autore di fotografia spontanea e narrativa
- Inez van Lamsweerde and Vinoodh Matadin, per il suo approccio concettuale e contemporaneo
- Sølve Sundsbø, decisamente estetica visionaria e sperimentale
