L’avventura di Carlo Ancelotti alla guida della Nazionale di calcio brasiliana è iniziata circa un anno fa con tantissime aspettative: per riconquistare il titolo mondiale, che manca da ormai 24 anni, la Federazione (Cbf) si è affidata per la prima volta della sua storia ad un tecnico straniero, ricoprendolo d’oro. Se dovesse infatti alzare la Coppa a luglio, Carletto si porterebbe a casa l’equivalente di 10 milioni di euro (quanto guadagnava al Real Madrid, più o meno) in un anno di contratto, che nelle intenzioni della Cbf dovrebbe essere esteso per altri quattro per lo meno alle stesse condizioni, se non più onerose se il Brasile sarà campione.
Solo il 29% dei brasiliani crede nella vittoria, e il 31% non seguirà nemmeno le partite in tv
Le prestazioni della Seleçao targata Ancelotti non hanno però entusiasmato: ottenuta rapidamente una qualificazione che comunque era già in cassaforte, le amichevoli giocate dallo scorso autunno ad oggi hanno prodotto risultati altalenanti, con qualche lampo ma anche delusioni come il 2-3 subito in rimonta dal Giappone e la sconfitta a marzo contro la Francia, che ha vinto (e segnato) contro i verdeoro pur giocando buona parte della partita in 10 contro 11. Eppure l’hype intorno al tecnico emiliano, ospite d’onore all’ultimo Carnevale di Rio e protagonista di continui spot insieme a Ronaldo per la birra Brahma, sponsor ufficiale della Cbf, sembrava ancora alto. “Tà liberado acreditar” (“Crediamoci”, si potrebbe tradurre), recita lo slogan della pubblicità.
Ma la notizia è che i brasiliani in realtà non ci credono così tanto alla vittoria del Mondiale, nemmeno con l’allenatore più vincente della storia, che però sembra non aver trovato la quadra di una Nazionale fortissima in attacco dove azzeccare le scelte sarà difficilissimo, ma di livello non così alto a centrocampo e sugli esterni di difesa. Secondo l’istituto di sondaggi Datafolha, appena il 29% dei brasiliani crede che la Seleçao possa vincere la Coppa a luglio negli Stati Uniti, cioè il dato più basso da quando viene fatto questo rilevamento, dal 1994. La percentuale di ottimisti era già bassa subito dopo l’arrivo di Ancelotti (33%), ma nel frattempo è ulteriormente diminuita, segno che la scintilla tra Carlo Magno e gli esigenti calciofili sudamericani non è scoccata.
Nel 2006 l’83% dei brasiliani credeva nel titolo, oggi il 14% pensa che la Seleçao non passerà il girone
Per fare un paragone, alla vigilia del Mondiale che abbiamo poi vinto noi, quello del 2006, la fiducia dei brasiliani era all’83%, praticamente si sentivano il titolo in tasca, e nel 2022 in Qatar era ancora del 54%. Oggi invece ci sono addirittura gli ultra-pessimisti: il 46% degli intervistati, quasi la metà, pensa che la corsa del Brasile si fermerà ai quarti di finale, mentre un 14% ipotizza persino che gli uomini di Ancelotti non passeranno la fase a gironi, dove incontreranno Haiti, il Marocco di Hakimi e la Scozia di Mc Tominay. Ma oltre al pessimismo c’è di peggio: il disinteresse. Nel Paese del calcio per eccellenza, con una Nazionale che ha vinto la Coppa del mondo ben 5 volte, il 54% dei brasiliani dice che non seguirà la manifestazione. Un dato in crescita dal già alto 51% alla vigilia del Qatar.
Il 31% degli intervistati ha risposto al sondaggio sostenendo non solo che non è interessato, ma che non ha intenzione di guardare nemmeno una partita in televisione. Un po’ come finiranno per fare molti italiani, ma per altri motivi che è meglio non ricordare. In effetti qualche motivo per non essere troppo fiduciosi i brasiliano ce l’hanno: gli stessi bookmakers hanno collocato il Brasile solo al quinto posto come quota per la vittoria finale, dietro a Spagna, Francia, Inghilterra e Argentina.
