Condividi

Banner FIRSTonline

Bper batte le attese: utile record e dividendo in crescita. Fusione con Popolare Sondrio entro aprile 2026

Utili oltre i 2 miliardi nel 2025. Proposto un dividendo di 0,65 euro, Papa (ad): “Non escludo un rialzo del payout oltre il 75%”. Il 12 marzo l’assemblea straordinaria deciderà sulla fusione con Sondrio. Titolo in rialzo a Piazza Affari

Bper batte le attese: utile record e dividendo in crescita. Fusione con Popolare Sondrio entro aprile 2026

Bper Banca archivia il 2025 con un utile netto consolidato da record, che supera i 2 miliardi di euro, sostenuto anche dall’ingresso della Popolare di Sondrio nel gruppo dal 1° luglio. Il dato include imposte per 994,5 milioni e considera oneri di integrazione e impatti da Purchase Price Allocation per oltre 470 milioni. Il risultato ordinario al lordo delle imposte supera i 3,1 miliardi.

In linea con i conti, il dividendo cresce del 60% su base annua, arrivando a 0,65 euro per azione, al lordo dell’acconto distribuito lo scorso novembre. L’ad Gianni Franco Papa ha sottolineato nel corso della conference call con gli analisti che il gruppo rimane “impegnato a una remunerazione generosa con un payout ratio del 75%, che potrebbe aumentare se la capacità di generare capitale sarà confermata”. A Piazza Affari il titolo guadagna il 2,6% a 12,64 euro per azione, con un rialzo di oltre il 90% negli ultimi 12 mesi, riflettendo la reazione del mercato ai risultati e all’integrazione con la Popolare di Sondrio (+0,5% a 18 euro per azione), che dovrebbe completarsi entro aprile 2026.

I conti di Bper: ricavi e redditività in crescita

La sola Bper registra un utile netto ordinario di 1,781 miliardi (+26,6%), sopra le stime degli analisti. I ricavi core si mantengono stabili a 5,43 miliardi, grazie alla crescita delle commissioni nette (+5% a 2,160 miliardi), che bilanciano il calo del margine di interesse (-3,2% a 3,268 miliardi). Nel quarto trimestre, però, il margine cresce del 3,6% rispetto al trimestre precedente grazie all’effetto dei tassi di interesse, che bilancia la flessione dei volumi. Papa ha sottolineato “un NII resiliente” e l’incremento dei prestiti, pari a 551 miliardi a livello di gruppo, oltre alla forte crescita delle commissioni nette, trainata dal wealth management e dalla bancassurance.

Complessivamente, i proventi operativi netti consolidati raggiungono 6,589 miliardi (+18,2%), sopra la guidance trimestrale di 6,4 miliardi.

Gli oneri operativi restano sotto controllo a 3,013 miliardi, con uncost/income ratio al 45,7%, inferiore alla soglia prevista del 48%. Papa si dice “estremamente soddisfatto sul fronte dei costi, con un focus della banca sull’efficienza”: i costi totali scendono del 5,1% a 2,7 miliardi, grazie alla riduzione dei costi del personale e non HR. L’organico scende a circa 22.600 unità, con ulteriori 800 uscite volontarie previste nel 2026.

Il Cda ha proposto dividendi per 1,368 miliardi (+60%), con un payout ratio del 75% e un dividendo unitario di 0,65 euro per azione, comprensivo dell’acconto di 0,1 euro distribuito a novembre 2025. La banca si riserva inoltre di valutare un eventuale acconto sul dividendo relativo all’esercizio 2026, con stacco previsto il 23 novembre e pagamento il 25 novembre 2026. La banca mantiene una solida posizione patrimoniale, con CET1 al 14,8%, Tier 1 ratio al 17,2% e Total Capital ratio al 19,2%,

Crediti e raccolta

I crediti netti verso la clientela si attestano a 128,7 miliardi, di cui 25,7 miliardi erogati a privati e imprese. La qualità del credito resta elevata: i crediti deteriorati sono al 2,1% lordo e all’1% netto, con una copertura complessiva del 52,8%, tra le più alte in Italia.

Le attività finanziarie totali superano i 422 miliardi, con la raccolta diretta a 168,7 miliardi, mentre la raccolta gestita e amministrata raggiunge rispettivamente 81,9 e 147,7 miliardi. Le polizze vita ammontano a 24 miliardi. Gli indici di liquidità restano ampiamente superiori ai requisiti regolamentari, con Lcr al 172% e Nsfr al 134%, a conferma della solidità patrimoniale e della capacità di far fronte a eventuali stress finanziari.

Il portafoglio titoli include 43,1 miliardi di debito, con una duration di 2,2 anni, di cui 21,7 miliardi in titoli di Stato italiani.

Fusione Bper e Popolare di Sondrio entro aprile 2026

Papa ha confermato che l’integrazione con Popolare di Sondrio “è ben in anticipo sul piano” e dovrebbe completarsi entro aprile 2026. Tutte le autorizzazioni, inclusa quella della Bce, sono già arrivate, con l’allineamento delle policy di gruppo e il piano di comunicazione ai clienti in fase finale.

Il ceo ha evidenziato che “l’analisi del catalogo prodotti è completata” e che è in corso la formazione e il coaching post-fusione per i colleghi di Pop Sondrio, così come il test di migrazione IT. Le sinergie annuali previste nel 2027 restano confermate a 290 milioni di euro, con i costi di integrazione sotto controllo.

L’ad Papa: nel 2026 focus ancora sulla crescita

“L’anno 2025, caratterizzato da una costante instabilità del contesto geo-politico e macroeconomico, ha visto il nostro gruppo raggiungere tutti gli obiettivi prefissati, da quelli del piano industriale all’esecuzione dell’operazione su Banca Popolare di Sondrio – ha commentato l’ad di Bper, Gianni Franco Papa -. La focalizzazione sulla buona riuscita dell’operazione su Banca Popolare di Sondrio non ha distolto l’attenzione dall’attività di sviluppo del business, come dimostrato dalla crescita dei volumi e delle commissioni, dalle nuove erogazioni a favore di privati e imprese per oltre 25 miliardi di euro a livello di Gruppo, dalla costante solidità di tutti gli indici patrimoniali e di liquidità e dalla robusta qualità degli asset”.

Riguardo al contratto derivato sul 9,99% del capitale, Papa chiarisce che “ha durata triennale e non stiamo pensando né di espanderlo né di chiuderlo; resterà com’è”. Sul possibile buyback, il ceo sottolinea che “qualsiasi decisione sarà presa dal Cda, ma il derivato serve a coprire eventuali riacquisti futuri, che potrebbero essere più convenienti in futuro”.

Pop Sondrio: utili record prima della fusione

La Banca Popolare di Sondrio, che ha pubblicato i risultati due giorni fa, ha chiuso il 2025 con un utile netto record di 648 milioni di euro (+12,7%), sostenuto dalla crescita dei proventi operativi a 1,572 miliardi (+3,1%), con margine di interesse +1,1% e commissioni nette +8,3%. I costi operativi salgono a 739 milioni (+14,5%) per le spese straordinarie legate all’Opas e al percorso di fusione con Bper, ma il cost/income ratio resta contenuto al 43,7% (38% al netto delle voci straordinarie).

I ratio patrimoniali rimangono solidi, con CET1 al 15,7% e Total Capital al 19,2%, mentre gli Npl ratio lordo e netto si attestano rispettivamente al 2,7% e 1,2%. La raccolta diretta sale a 46,6 miliardi (+4,7%), la raccolta indiretta scende leggermente a 50,95 miliardi (-2,3%), mentre il risparmio gestito cresce a 9,34 miliardi (+12,4%) e la raccolta assicurativa a 2,36 miliardi (+7,8%). I finanziamenti verso la clientela raggiungono 36,75 miliardi (+4,9%), con forte crescita di prestiti alle imprese e mutui residenziali. Gli indicatori di liquidità restano elevati (Lcr 163%, Nsfr 134%).

Ultimo aggiornamento giovedì 5 febbraio alle ore 12:00

Commenta