La settimana si chiude con un altro venerdì nero per i mercati internazionali a causa di potenti vendite nel settore dei chip. Dopo un anno eccezionale, gli investitori hanno iniziato a ritirarsi dalle pesanti posizioni nel settore dei semiconduttori, con le preoccupazioni per le ingenti spese nell’intelligenza artificiale che tornano a essere rilevanti. Dopo il crollo del Nasdaq ieri, oggi è Tokyo a guidare i ribassi, con il Kospi chiuso per festività, mentre l’India ne beneficia. Intanto proseguono in Medio Oriente gli attacchi e le minacce reciproci tra Iran e Usa, limitando il transito nello stretto di Hormuz e tenendo in tensione il prezzo del petrolio. Anche le borse europee sono viste aprire in calo.
Petrolio sotto pressione per i continui attacchi e minacce tra Usa e Iran
I prezzi del petrolio sono aumentati dopo che Stati Uniti e Iran hanno intensificato gli attacchi nel Golfo, mentre i flussi di petrolio dallo Stretto di Hormuz sono limitati. Ieri sera il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato che le forze americane hanno iniziato “una nuova ondata di attacchi contro l’Iran per la sesta notte consecutiva per indebolire ulteriormente le capacità militari iraniane. Teheran ha risposto con missili e droni diretti contro basi militari statunitensi negli stati confinanti, tra cui un bombardamento contro una base aerea in Giordania. Ad aggravare le preoccupazioni relative all’approvvigionamento petrolifero, la leadership iraniana ha intimato ai suoi alleati Houthi di tenersi pronti a chiudere la rotta petrolifera del Mar Rosso qualora gli Stati Uniti attaccassero le infrastrutture energetiche iraniane, secondo quanto riferito da Reuters. Nel frattempo, il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato che le sue forze armate hanno sventato un attacco missilistico iraniano nelle prime ore di venerdì.
I futures del petrolio Brent sono saliti raggiungendo quota 84,93 dollari al barile, mentre i futures del West Texas Intermediate Usa è arrivato a 79,76 dollari al barile, azzerando le perdite della sessione precedente. Entrambi i contratti di riferimento sono saliti di quasi il 12% questa settimana, con il Brent sulla buona strada per il terzo rialzo settimanale consecutivo e il WTI in procinto di registrare il secondo rialzo settimanale.
Ieri Wall Street ha chiuso in calo, appesantita dal settore chip. SpaceX pesante. Guadagna il sanitario
Ieri i titoli del settore dei semiconduttori hanno trascinato al ribasso il Nasdaq e l’S&P 500 nonostante dati economici nel complesso positivi e un buon inizio della stagione delle trimestrali. Il calo del Dow Jones dello 0,20% e quello del S&P 500 dello 0,51% sono nulla in confronto al deciso calo del Nasdaq dell’1,47%. Tra gli 11 principali settori dell’indice S&P 500, il tecnologico è calato dell’1,8%, con un calo del 4,3% per i titoli dei semiconduttori. I titoli dei chip hanno progressivamente influenzato l’andamento generale visto il peso che essi hanno all’interno dell’indice passato a oltre il 20% da circa l’8% in tre o quattro anni, dicono gli analisti. Se si guarda il resto del mercato, sta andando bene.
La debolezza del settore dei semiconduttori, anche dopo che Tsmc, indicatore chiave della domanda, ha registrato un aumento del 77% degli utili trimestrali, ha dimostrato le elevate aspettative per un settore che ha guadagnato quasi il 70% dall’inizio dell’anno. Le azioni del produttore di chip quotate negli Stati Uniti sono scese del 2,3%. I produttori di chip di memoria sono stati tra i colpiti, con SanDisk, Western Digital, Seagate Technology e Intel in calo tra il 5,8% e il 12,6%. Le perdite del Dow Jones sono state parzialmente mitigate da un guadagno dell’1,2% di UnitedHealth Group dopo che la società ha superato le stime di Wall Street sugli utili e ha rivisto al rialzo le previsioni per il 2026. I titoli del settore sanitario è salito del 2,2%.
Gli analisti hanno fissato standard elevati per la stagione degli utili del secondo trimestre.. Si prevede che le società dell’indice S&P 500, nel complesso, registrino una crescita degli utili su base annua del 24,8%. Solo gli utili del settore tecnologico dovrebbero aumentare del 65,5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, secondo gli ultimi dati disponibili di Lseg.
SpaceX ha chiuso in ribasso del 3% a 131,11 dollari e ha perso un altro 4% nelle contrattazioni after-hours, toccando nuovi minimi post-IPO intorno a 127 dollari. La market cap si è ridimensionata a 1.725 miliardi di dollari. Il titolo è già sceso ben al di sotto del prezzo di collocamento iniziale di 135 dollari. Intanto SpaceX ha anche dovuto annullare il tredicesimo volo di prova del suo razzo Starship pochi minuti prima del decollo dal Texas. L’amministratore delegato Elon Musk ha dichiarato che alcuni motori del veicolo spaziale non si sono avviati, innescando l’annullamento automatico del lancio. Ha aggiunto che il prossimo tentativo di lancio avverrà “auspicabilmente tra qualche giorno”. Questo rappresenta un potenziale intoppo per SpaceX, dato che Starship è il razzo più grande e potente dell’azienda. Il veicolo è fondamentale per le missioni pianificate da SpaceX verso l’orbita terrestre e potenzialmente verso la Luna e Marte, e ha presentato ripetuti problemi ai motori.
In Asia il Nikkei di Tokyo crolla del 5,5%. Corea chiusa per festività. Sale l’India
Anche in Asia Pacifico la settimana si chiude con una caduta dei titoli delle società dei semiconduttori, nonostante le positive indicazioni sull’andamento del business arrivate ieri da Taiwan Semiconductor Manufacturing che oggi ha perso il 4%. L’indice Msci Asia Pacific, il benchmark di riferimento dell’area, segna una flessione del 2%. Sono chiusi i mercati finanziari della Corea del Sud.
In Giappone, l’indice Nikkei della borsa di Tokyo è a -5,5%, accumulando da inizio mese unn calo del 9%. Kioxia, una società produttrice di chip che qualche settimana fa era diventata la più grande del Nikkei in termini di valore di mercato, perde il 16%: dal picco di giugno, il titolo si è dimezzato e la capitalizzazione è scesa di 185 miliardi di dollari. Il governo giapponese ha dato il via al programma di sviluppo di un’infrastruttura nazionale di intelligenza artificiale fisica, affidata a Noetra, la società costituita a gennaio da un consorzio di 44 colossi dell’industria nipponica. Il progetto, sostenuto con un finanziamento pubblico di mille miliardi di yen, pari a circa 5,4 miliardi di euro in cinque anni, rappresenta uno dei 17 assi prioritari individuati dall’esecutivo della premier Sanae Takaichi per la sicurezza economica e la crescita del Paese. L’obiettivo dichiarato dal ministero dell’Economia è introdurre 10 milioni di robot con IA entro il 2040, per sopperire alla carenza di manodopera qualificata e compensare il declino demografico. Inatnato lo yen è sempre più debole su dollaro, a 162,4 da 162,1 di ieri. Il ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha usato toni ancora più decisi e minacciosi per mettere in guardia chi sta vendendo yen, ma gli avvertimenti non sono serviti e la valuta resta sui minimi degli ultimi quarant’anni.
In Cina, l’indice Hang Seng di Hong Kong è a -1,9%, +7% da inizio mese. CSI 300 di Shanghai e Shenzhen a -2,5%. Taiex di Taipei a -5%, -6% da inizio mese. Secondo alcune fonti, Shein ha ottenuto il via libera dalla commissione di quotazione di Hong Kong per la sua Ipo. Intanto il tasso di sottoscrizione per l’Ipo del gigante cinese dei chip di memoria Cxmt da 8,6 miliardi di dollari è risultata nettamente inferiore rispetto alla maggior parte delle recenti Ipo cinesi. L’autorità di regolamentazione dei cambi cinese ha annunciato oggi l’assegnazione di nuove quote per gli investimenti esteri di investitori istituzionali qualificati, a seguito di una recente stretta sui flussi illegali di capitali transfrontalieri.
In India, l’indice BSE Sensex della borsa di Mumbai è a +0,7%, +1,5% da inizio mese. L’Ipo di SBI Fund Management, la più grande emissione azionaria in India finora quest’anno, ha registrato una domanda pari a 41,6 volte l’offerta: controvalore delle prenotazioni pari a 31 miliardi di dollari. I principali investitori di SBI Funds Management puntano a raccogliere fino a 116,9 miliardi di rupie (1,22 miliardi di dollari). SBI Fund Management è una joint venture tra la State Bank of India e il gruppo europeo Amundi.
L’oro si avvia a registrare la sua maggiore perdita settimanale in sei settimane in area, accumulando un -3,4% in area 3.980 dollari l’oncia
Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Mps, Intesa Sanpaolo, Inwit
Anche le borse europee sono viste aprire in calo: i future sull’Eurostoxx50 sono scesi dello 0,9%
Eni – Durante un’audizione parlamentare, l’AD Claudio Descalzi ha detto che a gennaio in Europa i prezzi del gas potrebbero essere elevati a causa dell’interruzione delle forniture russe e dei bassi livelli di stoccaggio. In merito ad Hormuz, secondo Descalzi il rischio collegato ai flussi dal Medio Oriente sarà più elevato di prima anche dopo la fine del conflitto. Per questo gli investimenti si stanno spostando verso il Sud-est asiatico e l’America Latina.
Inwit – Fastweb testa in Italia il servizio satellitare Starlink Direct-to-Direct (D2D). Per il momento l’impatto sul settore delle torri non è considerato troppo negativo, ma il rischio potrebbe ampliarsi in futuro.
Mps, Intesa Sanpaolo – Il cda della banca senese ha indicato che il premio implicito offerto da Intesa è inferiore alla media delle operazioni comparabili e che le sinergie annunciate appaiono elevate rispetto alle dimensioni economiche del perimetro interessato dalla combinazione. Proseguono le analisi sulla proposta di aggregazione con Banco Bpm, operazione che potrebbe configurarsi come una possibile aggregazione industriale.
Nexi – PayPal dice che i 53 mld di dollari offerti da Stripe-Advent sono pochi.
Stellantis – La Fiom Cgil di Torino ha comunicato che ci saranno altre due giornate di fermo produttivo a Mirafiori. Lo scrive Mf.
