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Borse oggi precipitano con il countdown di Trump sull’Iran. Il dollaro si riscopre asset rifugio, mentre l’oro crolla

L’intensificarsi della retorica tra Washington e Teheran innesca vendite su borse e titoli di stato con rendimenti in forte rialzo. In Asia pesanti elettronica, banche, semiconduttori. Borse europee viste aprire in profondo rosso. A Piazza Affari occhi a Poste Italiane, Telecom Italia, Avio

Borse oggi precipitano con il countdown di Trump sull’Iran. Il dollaro si riscopre asset rifugio, mentre l’oro crolla

I mercati oggi iniziano la settimana in preda alla paura per la nuova escalation della guerra in Medio Oriente giunta alla quarta settimana, con l’intensificarsi della retorica tra Washington e Teheran, con lo spiegamento da parte dell’Iran di missili balistici a lungo raggio e un conto alla rovescia da parte di Trump che porta a una scadenza spaventosa. Nella tarda serata di sabato, il presidente Usa ha annunciato sui social media che l’Iran aveva 48 ore di tempo per aprire lo Stretto di Hormuz, altrimenti gli Stati Uniti avrebbero “distrutto” le centrali elettriche iraniane. Trump ha fissato la scadenza per lunedì intorno alle 19:45 Edt, le 23:45 Gmt, in Italia le 00:45 del giorno successivo. Crollano le borse in Asia e i futures indicano un’apertura in profondo rosso anche per le borse europee. Il dollaro prende il posto dell’oro come asset rifugio.

Le reciproche minacce Usa-Iran pesano su petrolio a lunga. Aie: crisi peggiore delle 2 degli anni Settanta insieme

Il primo obiettivo di Trump al termine dell’ultimatum annunciato, secondo alcuni analisti potrebbe essere una centrale nucleare. Ciò sarebbe generalmente vietato dal diritto internazionale e rappresenterebbe potenzialmente un grave disastro ambientale. L’Iran ha risposto minacciando di chiudere “completamente” lo Stretto di Hormuz e di colpire le infrastrutture energetiche e idriche dei paesi limitrofi. Gli attacchi agli impianti di desalinizzazione sarebbero particolarmente devastanti.

Il prezzo del Brent, dopo alcune oscillazioni, mostra stamane un rialzo di oltre l’1% sopra 113 dollari, con alcuni analisti che tutto sommato il rialzo è ancora contenuto visto il contesto bellico, probabilmente perchè gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita di ulteriori quantitativi di petrolio iraniano e russo già presenti sulle petroliere, soddisfacendo così la domanda immediata, dicono gli analisti. Tuttavia, il crescente rischio di carenze a lungo termine ha fatto salire i prezzi dei futures sul petrolio. Il Brent a settembre, ad esempio, è in rialzo di 1 dollaro a 92,90 dollari, il che suggerisce che i prezzi elevati sono destinati a rimanere tali. La situazione è simile per il Gas naturale (Gnl), dove le fonti indicano la presenza di sette petroliere in mare con carichi, ma una volta che questi saranno consegnati, non ci saranno nuove forniture dal Qatar.

A livello globale si registrano già carenze di carburante per aerei, combustibile per navi e fertilizzanti, il che promette di rendere viaggi, acquisti e pasti più costosi. Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, ha detto che la crisi è “molto grave” e peggiore dei due shock petroliferi degli anni ’70 messi insieme.

La prospettiva di aumento di inflazione e tassi spinge al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato

Gli investitori hanno anche scontato l’inasprimento della politica monetaria delle banche centrali, in alcuni casi in modo drastico. Un taglio dei tassi da parte della Fed è escluso per quest’anno, mentre si prevede un aumento dei tassi da parte della Bce di 75 punti base e della Banca d’Inghilterra di 85 punti base e della Bank of Japan.

L’ondata inflazionistica sta mettendo a dura prova il settore obbligazionario, con i rendimenti dei Treasuries Usa a 10 anni ai massimi degli ultimi otto mesi al 4,4150%. Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è salito di sei punti base al 2,32%, vicino al livello più alto dal 1999. Le previsioni degli analisti sono per un rialzo dei rendimenti anche nei paesi europei.

Asia in netto calo. Pesanti elettronica, banche, semiconduttori

A causa delle nuove tensioni l’Asia è stata percorsa da una nuova ondata di forti vendite. Il Nikkei giapponese è in calo del 3,5%, portando le perdite per il mese di marzo a oltre il 12%. Le vendite si sono concentrare sui settori dell’elettronica, delle banche e dei semiconduttori. Renesas Electronics -9%, e Lasertec -6%, si classificano come i titoli peggiori del listino.

Il Kospi sudcoreano perde oltre il 6% registrando un calo del 13% nel corso del mese, zavorrato soprattutto dai giganti dei chip Samsung Electronics -6% e SK Hynix -7%, . L’ampio indice Msci per le azioni dell’Asia-Pacifico ha perso il 3,2%.

In Cina, il CSI 300, gli indici Shanghai Composite e Shenzhen Composite perdono il 3%. Hang Seng di Hong Kong -3,6%. Il premier cinese Li Qiang ha dichiarato di prendere in considerazione le preoccupazioni dei partner commerciali relative all’ampio surplus della Cina. Pechino teme che questo fattore possa compromettere le relazioni con gli altri Paesi, dopo aver faticosamente raggiunto una tregua con gli Stati Uniti sui dazi. “Prendiamo seriamente le preoccupazioni dei nostri partner commerciali e siamo pronti a lavorare con tutte le parti per promuovere uno sviluppo sano ed equilibrato del commercio”, ha dichiarato Li durante un discorso al China Development Forum tenutosi a Pechino domenica. “Aumenteremo ulteriormente l’accesso al mercato per il settore dei servizi e incrementeremo le importazioni di prodotti medici e sanitari, tecnologie digitali e servizi a basse emissioni di carbonio, per offrire maggiori opportunità di business alle aziende straniere”, ha aggiunto. Lo scorso anno, la Cina ha registrato un surplus commerciale record di 1.200 miliardi di dollari e le esportazioni hanno continuato a crescere nei primi due mesi del 2026.

Il Taiex di Taiwan e il Nifty 50 dell’India perdono il 2,5%. Negativa anche la borsa australiana, S&P/ASX 200 -0,8%.

Dollaro rinnova il suo ruolo di asset rifugio. L’oro crolla

L’elevata volatilità dei mercati ha generalmente favorito il dollaro statunitense tornato ad essere visto come asset rifugio in questo momento, visto che gli Stati Uniti sono un esportatore netto di energia, il che conferisce loro un vantaggio relativo rispetto all’Europa e a gran parte dell’Asia, che sono invece importatori netti. L’indice del dollaro, che misura il valore della valuta statunitense rispetto a un paniere di altre valute, è salito dello 0,29% a 99,8. L’euro ha registrato un leggero calo, attestandosi a 1,1545 dollari, ma rimanendo lontano dai livelli di supporto principali di 1,1409 e 1,1392 dollari. Il dollaro si è rafforzato dello 0,1% contro lo yen, attestandosi a 159,50, poco al di sotto del massimo di 159,88 raggiunto negli ultimi 20 mesi, con gli investitori cauti nel timore che una rottura al ribasso di 160,00 possa innescare un intervento da parte del Giappone. La sterlina si è indebolita dello 0,37% a 1,329 dollari. Il won sudcoreano è sceso al livello più basso dal 2009, mentre la rupia indiana ha toccato un nuovo minimo storico.

Nei mercati delle materie prime, l‘oro è sceso del 2,6% a 4.371 dollari l’oncia, perdendo terreno a causa delle scommesse degli investitori su tassi di interesse più elevati a livello globale.

Nel mercato delle criptovalute, il bitcoin ha guadagnato lo 0,76%, raggiungendo i 68.704,51 dollari, mentre l’ether è salito dello 0,16%, arrivando a 2.061,87 dollari.

Borse europee viste aprire in profondo rosso. A Piazza Affari occhi a Poste Italiane, Telecom Italia, Avio

Le borse europee sono viste aprire in netto calo. Il futures sull’Eurostoxx 50 è a -2%

Poste Italiane ha lanciato ieri sera un’opas totalitaria per l’acquisto di Telecom Italia con l’obiettivo di “creare un gruppo integrato e pilastro strategico per l’economia nazionale”, delistando il gruppo da Piazza Affari. Il corrispettivo totale previsto è di circa 10,8 miliardi di euro.

Avio. A partire da oggi Avio sostituisce Banca Popolare di Sondrio nel Ftse Mib.

Azimut. Il presidente, Pietro Giuliani, ha confermato i piani di espansione in un nuovo mercato asiatico entro la fine dell’anno e ha sottolineato la crescita costante in Brasile (patrimonio gestito oltre i 9 miliardi di euro) e gli investimenti negli Stati Uniti, a seguito di afflussi pari a 32 miliardi di euro nell’esercizio 2025.

Banca Mps. Il cda dovrebbe riunirsi oggi per discutere il futuro dell’amministratore delegato, secondo quanto riferito a Reuters da due fonti vicine al dossier. Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe anche una revisione delle deleghe dell’AD. Nel frattempo, Plt Holding – la cassaforte della famiglia Tortora con una quota dell’1,2% della banca – ha presentato una lista di 12 candidati per il rinnovo del Cda previsto il mese prossimo. Nella lista figurano Luigi Lovaglio come AD e Cesare Bisoni come presidente. Il presidente di Plt, Pierluigi Tortora, ha spiegato che per sostenere la lista serve l’appoggio di circa il 20% del capitale di Mps. L’obiettivo è aggregare gli azionisti favorevoli all’operazione su Mediobanca e facilitarne la realizzazione. Un elemento che potrebbe pesare anche nelle valutazioni dei proxy adviser, solitamente allineati alla lista del Cda, ma che in questo caso si trovano di fronte a una situazione atipica: la lista proposta dal consiglio include infatti tre diversi candidati alla carica di amministratore delegato. Un gruppo di fondi, titolari di una quota complessiva di oltre lo 0,7%, ha depositato una lista di soli candidati indipendenti.

Banco Bpm. Il comitato dei gestori, in rappresentanza di alcune Sgr e investitori istituzionali, ha depositato una lista di minoranza per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Banco Bpm nell’assemblea del 16 aprile.

Diasorin. Ha chiuso il 2025 con ricavi ed Ebitda in crescita ma con utili in calo per un effetto cambi sfavorevole e ha confermato la guidance sul 2026 che tuttavia non tiene conto di “potenziali impatti negativi” derivanti dal conflitto militare in Medio Oriente.

Lottomatica. S&P ha rivisto l’outlook a ‘positivo’ da ‘stabile’, grazie al miglioramento della generazione del cash flow operativo, confermando ‘BB’.

Unicredit. Sta valutando tre opzioni per rendere potenzialmente più allettante la propria offerta di acquisto su Commerzbank, secondo quanto riferito da Il Messaggero.

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