Condividi

Banner FIRSTonline

Borse oggi in profondo rosso, scosse dal conflitto in M.O. Petrolio termometro della tensione. L’oro si impenna. Tutto dipende da quanto durerà

Trump ha detto che gli attacchi potrebbero protrarsi per quattro settimane. Occhi puntati sul traffico delle petroliere bloccato nello stretto di Hormuz. Brent sale del 6%. Asia per lo più in calo: crollano banche e compagnie aeree. Borse europee viste aprire in profondo rosso. Occhi ai titoli della difesa e agli energetici

Borse oggi in profondo rosso, scosse dal conflitto in M.O. Petrolio termometro della tensione. L’oro si impenna. Tutto dipende da quanto durerà

La possibilità che le turbolenze in Medio Oriente si protaggano a lungo e gli effetti a catena dall’aumento dei prezzi del petrolio sono già buoni motivi per spingere gli investitori a vendere azioni e orientarsi verso asset rifugio, in un contesto in cui si stava già discutendo della sostenibilità dell’elevata valutazione di molti titoli azionari legati all‘intelligenza artificiale e dell’impatto negativo di quest’ultima su alcuni settori di business.

Dopo l’attacco degli Usa sull’Iran di questo weekend, con l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei, dal punto di vista economico finanziario, le lancette sono puntate sull’andamento del prezzo del petrolio, che potrebbe innescare spirali inflazionistiche e indebolire l’economia. Le borse asiatiche sono in netto calo e i futures preannunciano un’apertura altrettanto debole per le borse europee e più tardi per Wall Street.

Lo United States Central Command ha annunciato che tre militari statunitensi sono stati uccisi e cinque “gravemente feriti” durante le operazioni. In un video pubblicato sui social media, Trump, che ha vinto elezioni con la promessa di non intervenire in Medio Oriente, ha definito le loro morti conseguenza di una “missione giusta”. “Probabilmente” – ha aggiunto – “ce ne saranno altre prima che finisca. È così che va.” Il Wall Street Journal ha riportato che l’Iran ha fatto un nuovo tentativo di riprendere i colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti. Invece il capo della sicurezza nazionale iraniana, Ali Larijani , ha detto che il Paese non negozierà. Israele ha lanciato nuovi attacchi aerei contro Teheran ampliando la sua campagna militare con attacchi contro i militanti di Hezbollah sostenuti dall’Iran in Libano. Al Daily Mail Trump ha detto che gli attacchi potrebbero protrarsi per quattro settimane, o almeno fino al raggiungimento degli “obiettivi molto ambiziosi” degli Stati Uniti. Quali siano questi obiettivi è più difficile da dire al momento.

Il petrolio diventa il termometro finanziario della tensione

Tutti gli occhi sono puntati sul trasporto di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Marine Traffic mostra i punti rossi delle petroliere che si accumulano su entrambi i lati di questa vitale via d’acqua che trasporta un quinto del commercio mondiale di petrolio via mare, una quantità simile di gas naturale liquefatto e, a quanto pare, un terzo dei suoi fertilizzanti.

Gran parte del petrolio confluisce in Asia, in particolare in Cina, che è stato il principale acquirente del greggio iraniano. Tre petroliere sono già state danneggiate nel Golfo e gli armatori sono naturalmente restii a rischiare il passaggio, sempre che possano permettersi l’assicurazione di un’altra guerra. Le tariffe di noleggio per le petroliere di grandi dimensioni erano già aumentate vertiginosamente prima degli attacchi e questo non farà che aumentare i costi. Tutto dipenderà da quanto si prolungheranno le nuove tensioni.

Ieri l’Opec+ ha deciso di aumentare la produzione di petrolio greggio di 206.000 barili al giorno a partire da aprile, ma ciò rappresenta solo lo 0,2% della domanda mondiale di petrolio e gran parte di tale quantitativo deve ancora essere spedito.

Gli investitori hanno reagito spingendo il Brent in rialzo di circa il 6%, attorno ai 78 dollari, dopo aver brevemente superato gli 82 dollari. Questo ha portato i guadagni annuali a oltre il 26%, e alcuni analisti considerano i 100 dollari un obiettivo del tutto probabile. Se persistente, un simile rialzo rischia di riaccendere l’inflazione, agendo al contempo come una tassa in più per consumatori e imprese a livello globale.

Asia per lo più in calo: crollano banche e compagnie aeree

Le Borse asiatiche sono per lo più in rosso, con compagnie aeree e banche tra i maggiori perdenti a causa del peggioramento dello scenario geopolitico.

In Giappone, il Nikkei perde oltre l’1%. La crisi iraniana ha frenato diversi settori, dalle banche alle case automobilistiche. Le banche hanno inciso maggiormente sul Topix, il sotto-indice degli istituti è sceso fino al 6,3%, si tratta del ribasso più marcato da quello dello scorso aprile legato ai dazi. Vanno male anche le compagnie aeree: Japan Airlines e Ana Holdings hanno visto un calo di oltre il 6%.

L’aumento dei prezzi del petrolio ha invece sostenuto le raffinerie. Inpex +6%, Japan Petroleum Exploration +11%.

Il Kospi della Corea del Sud perde l’1%. Il Taiex di Taiwan arretra dello 0,6%.

I mercati in Cina sono contrastati. CSI 300 +0,5%. Indice Shanghai Composite +0,5%. Shenzhen composite -0,3%. I titoli immobiliari cinesi scendono anche a causa della dichiarazione degli analisti di Morgan Stanley, per i quali a febbraio si è ampliato il calo delle vendite. Gli esperti stimano inoltre una flessione più marcata a marzo. Hang Seng di Hong Kong -1,6%.

La reazione sul mercato valutario è stata moderata, con il dollaro in leggero rialzo rispetto all’euro e allo yen, ma in leggero calo rispetto al franco svizzero. La corona norvegese dovrebbe beneficiare del rialzo del petrolio, ma è poco scambiata in Asia. Il Bloomberg Dollar Spot Index ha guadagnato lo 0,4%.

Gli acquisti rifugio si vedono maggiormente sull’oro salito dell’1,8%, attestandosi a circa 5.375 dollari l’oncia.

Wall Street vista scendere anche oggi dopo le perdite di venerdì

Già venerdì gli indici di Wall Street avevano chiuso tutti in calo trascinati dai titoli finanziari e tecnologici arrivando a terminare il mese di febbraio con il maggior ribasso mensile in un anno.
Il Dow ha chiuso in calo dell’1,05%, S&P 500 a -0,43%, Nasdaq a -0,92%.

Il calo dovrebbe continuare anche oggi sulll abase delle indicazioni stamane dei futures statunitensi (-1,10% quello sul Dow Jones e -1,09% quello sull’S&P500)

Mentre da una parte resta il dubbio che le mega cap dell’intelligenza artificiale riusciranno a produrre utili sufficinti a compensare l’enorme spesa in conto capitale, nelle ultime settimane alcuni settori come software, gestione patrimoniale e servizi immobiliari colpite dai timori che alcuni di essi possano essere soppiantati proprio dalle nuove tecnologie AI. A tutto ciò si sono aggiunte le tensioni in Medio Oriente e i futures sugli indici di Wall Stret stamane stanno preannunciano indici di Wall Street in calo più tardi oggi.

Questa settimana sono in agenda il rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti, mentre il principale attore dei semiconduttori Broadcom è uno dei report rimanenti che chiuderanno la stagione degli utili del quarto trimestre.

Da segnalare che i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa a 10 anni siano inizialmente scesi al minimo degli ultimi 11 mesi al 3,926%, per poi invertire la rotta al 3,970%. I future sui fondi federali sono in calo di 4 tick fino a dicembre, il che implica una probabilità leggermente inferiore di tagli aggressivi dei tassi con un movimento a giugno al 50-50.

Borse europee viste aprire in profondo rosso. Occhi ai titoli della difesa e agli energetici

Si preannuncia un’apertura in profondo rosso per le borse europee con il futures sull’Eurostoxx50 in calo dell’1,82%.

Nel Regno Unito, Starmer ha detto che permetterà agli Stati Uniti di utilizzare le basi britanniche per attacchi contro i siti missilistici iraniani.

Leonardo. La ministra delle Finanze britannica, Rachel Reeves, senza intenzionata ad assegnare al gruppo guidato da Roberto Cingolani un contratto per la costruzione di una nuova flotta di elicotteri militari.

Pirelli. Il governo italiano sta valutando alcune misure per limitare l’influenza di Sinochem in Pirelli, tra cui la sterilizzazione dei diritti di voto, il trasferimento della partecipazione cinese a un veicolo italiano o il ricorso a un blind trust, secondo fonti di stampa. Nei prossimi giorni è prevista una serie di incontri a Roma, ai quali parteciperà il top management di Pirelli.

Stellantis. Il ministero dei Trasporti diffonde il dato sulle immatricolazioni di febbraio in Italia. Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 381 euro su Ferrari:

Unicredit ha ritirato a gennaio il ricorso presentato al Tribunale Ue contro la richiesta della Bce di uscire dalla Russia. A lato, la retribuzione massima dell’amministratore delegato Andrea Orcel per il 2026 rimarrà in linea con quella del 2025, pari a 16,4 milioni di euro, compreso uno stipendio base di 4,15 milioni di euro e fino a 11,8 milioni di compenso variabile pagabile interamente in azioni nell’arco di otto anni.

Edison con la francese Edf che sta portando avanti l’ipotesi di una quotazione in borsa o della vendita di una quota della controllata italiana nonostante l’incertezza regolatoria causata dal decreto bollette.

Iren ha incaricato Rothschild e Imi di Intesa Sanpaolo di gestire la vendita del proprio portafoglio di impianti solari ed eolici, secondo quanto riportato da Mergermarket. Plenitude di Eni, A2A, Dolomiti Energia e la utility toscana Plures potrebbero essere in lizza. Gli asset hanno una capacità totale di oltre 200 megawatt e il processo di vendita dovrebbe iniziare a marzo.

Italgas ha perfezionato la cessione all’ATI formata da Plures, Estra e Centria del 100% delle attività di distribuzione del gas negli Atem Bari 2, Barletta-Andria-Trani, Pisa e Teramo. Nel complesso sono stati ceduti 120.000 punti di riconsegna attivi (contatori), le reti, gli impianti, il relativo personale e gli attivi netti funzionali alla gestione del servizio, precedentemente conferiti in una società di nuova costituzione, per un corrispettivo di 108,5 milioni di euro.

Lottomatica riunisce il cda sui conti 2025

Commenta