Tutto è fermo sui mercati internazionali oggi, tranne il petrolio che continua a salire a causa dello stallo nei colloqui tra Iran e Usa mentre il perdurare della chiusura di fatto dello stretto di Hormuz continua ad alimentare le preoccupazioni per le forniture energetiche. I mercati si muovono con cautela e si affidano soprattutto al settore dell’intelligenza artificiale, in attesa dei dati trimestrali di 5 della Magnifiche Sette in agenda da domani.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo team per la sicurezza nazionale hanno discusso dell’offerta dell’Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz, a condizione che gli Stati Uniti tolgano il blocco navale, secondo la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. Questo sarebbe un primo passo per poi proseguire i negoziati sul dossier nucleare. Resta poco chiaro se Trump, che ha dichiarato di volere un accordo “completamente concluso al 100%”, sia disposto a considerare la proposta.
Il Brent è salito di un altro 1,8% superando il livello di 110 dollari al barile, estendendo i guadagni per il settimo giorno consecutivo e portando i prezzi al livello più alto delle ultime tre settimane. Anche il Wti è in rialzo dell’1,8% a 98,13 dollari.
Boj lascia i tassi invariati ma in un mood restrittivo del board. Lo yen sale
La Banca del Giappone è stata la prima delle banche centrali mondiali a scendere in campo questa settimana. La decisione finale è stata di lasciare i tassi invariati, come ampiamente atteso, allo 0,75%, ma non è stata presa all’unanimità: 3 membri del board hanno proposto di aumentare i costi di finanziamento all’1%, segnalando le preoccupazioni per le crescenti pressioni sui prezzi derivanti dalla guerra con l’Iran. Ciò ha fatto salire a circa il 70% la probabilità che al prossimo meeting, in giugno, la banca centrale deciderà per un rialzo di tassi. Gli investitori attendono ora la conferenza stampa del governatore Kazuo Ueda, prevista dopo le ore 15:30 di a Tokyo, le 8,30 in Italia.
La decisione “ibrida” della Boj ha contribuito a far salire leggermente lo yen a 159,02 per dollaro, ma la valuta rimane pericolosamente vicina a 160, un livello che in passato ha indotto Tokyo a intervenire sul mercato valutario. Lo yen è rimasto ancorato intorno a 159 da metà marzo. Secondo gli analsiti, la mossa della Boj potrebbe fornire un certo supporto nel breve termine, ma in definitiva è improbabile che lo yen si rafforzi troppo e i mercati si aspettano una continuazione del “carry trade”, ovvero l’utilizzo dello yen come valuta di finanziamento a basso costo.
Oggi la Federal Reserve inizierà la sua riunione di due giorni di politica monetaria. Anche in questo caso si attende per domani un annuncio di stabilità dei tassi, ma con l’attenzione ai dettagli circa l’economia e l’inflazione. Potrebbe essere l’ultima riunione con Jerome Powell al timone, visto che il suo mandato come presidente terminerà il 15 maggio. L’ex governatore della Fed Kevin Warsh, scelto dal presidente Donald Trump come prossimo presidente della Fed, davanti a una commissione del Senato per l’udienza di conferma ha promesso di mantenere l’indipendenza della banca centrale rispetto alla Casa Bianca. Giovedì sarà il turno di Banca Centrale Europea e la Banca d’Inghilterra.
A Wall Street ieri S&P 500 e Nasdaq in leggero rialzo in attesa delle trimestrali. Nvidia di nuovo regina
A Wall Street ieri sono stati solo l‘S&P 500 e il Nasdaq a muoversi in leggero in una seduta tra scambi contenuti, mentre gli investitori sono in attesa della decisione della Fed domani e della raffica di trimestrali Usa. Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,13%, S&P 500 in rialzo dello 0,12%, Nasdaq in rialzo dello 0,20%. Tutti e tre i principali indici hanno oscillato durante la seduta, mostrando poca convinzione in una direzione o nell’altra dopo il rally della scorsa settimana. L’S&P 500 e il Nasdaq hanno comunque raggiunto l’ennesimo nuovo massimo storico di chiusura. La seduta è iniziata con l’indice S&P 500 in rialzo di oltre il 100% dall’inizio del mercato rialzista nell’ottobre 2022. Da segnalare Nvidia che ha registrato un balzo del 4,0%, estendendo l’impennata del 4,3% della sessione precedente. La società ha così riconquistato una capitalizzazione di mercato superiore a 5 trilioni di dollari.
La stagione dei dati del primo trimestre è entrata nel vivo, con numerose aziende di alto profilo che pubblicheranno i loro risultati questa settimana, tra cui 5 delle Magnifiche Sette, proprio mentre tutto il settore dell’intelligenza artificiale è in gran fermento, trainato dagli strepitosi dati di Intel della scorsa settimana. Microsoft, Alphabet, Amazon e Meta pubblicheranno i loro report domani, con gli investitori che analizzeranno i massicci piani di spesa in conto capitale per costruire data center e altre infrastrutture a supporto delle applicazioni AI. Invece giovedì toccherà a Apple con il recente cambio del suo Ceo, dopo l’uscita di Tim Cook.
Finora la stagione delle trimestrali Usa è stata incoraggiante: secondo Lseg, a venerdì l’81,3% delle società dell’indice S&P 500 ha registrato utili superiori alle previsioni degli analisti, con un aumento complessivo degli utili previsto del 16,1% nel primo trimestre. Questa settimana più di un terzo delle società dell’indice S&P 500 pubblicherà i propri risultati tra cui la casa farmaceutica Eli Lilly, produttrice di farmaci per la perdita di peso, la major petrolifera Exxon Mobil e la società di elaborazione dei pagamenti Visa.
In Asia solo il Kospi è in rialzo a nuovi record
L’aumento dei prezzi del petrolio e gli importanti eventi di rischio previsti per la fine della settimana hanno smorzato l’entusiasmo per i mercati azionari. L’indice Msci Asia Pacific è rimasto pressoché invariato, attestandosi sui livelli registrati all’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, alla fine di febbraio. I titoli tecnologici hanno registrato performance migliori rispetto al resto del mercato, con le azioni sudcoreane in rialzo dell’1% fino a un nuovo massimo storico di oltre 6.700 punti e in testa alla classifica dei mercati azionari mondiali.
L’indice giapponese Nikkei 225 scende dello 0,9%. La Banca del Giappone ha ridotto la previsione di crescita per l’anno fiscale 2026 allo 0,5% dall’1%. L’istituto ha avvertito che la crescita economica del Giappone potrebbe rallentare, poiché l’aumento dei prezzi del petrolio greggio dovuto alla crisi in Medio Oriente è destinato a comprimere i profitti aziendali e i redditi reali delle famiglie
L’indice Shanghai Composite cinese è in leggero calo, mentre l’Hang Seng di Hong Kong scende dello 0,7%. L’S&P/ASX 200 australiano cede lo 0,5%. Il Nifty 50 indiano è in lieve rialzo.
Borse europee viste aprire poco variate. A Piazza Affari occhi a Diasorin e Prysmian
I mercati europei dovrebbero aprire sulla parità. Il future sull’Euro Stoxx 50 segna +0,1%.
Diasorin potrebbe essere inflenzata dal Profit warning di Qiagen. I risultati preliminari del primo trimestre 2026 hanno raggiunto le aspettative sull’EPS rettificato, con andamenti delle vendite contrastanti; la società aggiorna quindi le previsioni per l’intero anno 2026 riducendo la crescita attesa dei ricavi netti e dell’EPS rettificato.
A2A – Oggi si svolgerà l’assemblea.
Avio – Oggi si svolgerà l’assemblea.
Leonardo – Morningstar ha alzato la raccomandazione sul titolo da Hold a Buy, target price confermato a 62,60 euro. Moody’s ha migliorato il rating a lungo termine a Baa2 da Baa3, confermando l’outlook positivo. Secondo Moody’s, l’acquisizione di Iveco Defence Vehicles non compromette il profilo di credito di Leonardo.
Poste Italiane – Il nuovo Cda ha confermato Matteo Del Fante alla carica di amministratore delegato.
Prysmian – Nexans ha riportato una crescita organica nel primo trimestre 2026 pari al +0,1% rispetto allo 0,7% atteso e ha confermato gli obiettivi per il 2026. Ha inoltre annunciato l’acquisizione di Republic Wire per 680 milioni di euro, che rafforzerà la sua presenza nel mercato statunitense dei cavi a bassa tensione
Tim – Barclays ha alzato il target price a 0,63 da 0,62 euro. Secondo Reuters, KKR e Macquarie stanno esplorando una collaborazione commerciale per le reti in fibra italiane FiberCop e Open Fiber.
Unicredit – Morningstar ha alzato la raccomandazione sul titolo da Hold a Buy, target price confermato a 79 euro.
Media For Europe – ProSiebenSat.1 ha nominato Luca Poloni (in precedenza CTO in MFE) come Group COO dal 1° maggio 2026, rafforzando così il business tecnologia, crescita digitale, dati e AI.
Webuild – Potrebbe valutare l’emissione di un bond senior unsecured a tasso fisso. Il bond è finalizzato al rimborso del debito esistente del gruppo (139 milioni di euro in scadenza nel 2026) e al riacquisto parziale di obbligazioni in scadenza a gennaio 2027 (importo nominale emesso 250 milioni di euro, cedola 3,625%).
