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Borse 9 marzo ancora in rosso col petrolio a 100 dollari. A Piazza Affari volano Difesa ed energetici, ko le banche

Piazza Affari difende i 44.000 punti con il rally di Leonardo. Oltre Oceano il Nasdaq sembra voler limitare i danni. In calo l’oro, ma rimane sopra i 5.000 dollari. Spread Btp Bund sotto gli 80 punti base

Borse 9 marzo ancora in rosso col petrolio a 100 dollari. A Piazza Affari volano Difesa ed energetici, ko le banche

La settimana borsistica inizia come era finita quella precedente e cioè fortemente penalizzata dal conflitto in Iran, tanto che ormai gli esperti ipotizzano uno scenario da grande crisi finanziaria tipo 2008 o pandemia Covid. Mentre siamo entrati nella seconda settimana di guerra, in questo lunedì i listini di tutto il mondo sono ancora in rosso, anche in Asia dove avevano timidamente tentato il rimbalzo qualche seduta fa: oggiil Nikkei di Tokyo, dopo l’aggravarsi dell’escalation, ha chiuso col -5,2%. E lo scenario è lo stesso dall’Europa al Nordamerica: Milano -0,29%, Parigi -1%, Francoforte -0,8%, Dow Jones -0,9%, Euro Stoxx 50 -0,7%, Londra -0,4%, Madrid -0,6%.

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Grande protagonista è sempre il petrolio, che inizialmente sfonda i 100 dollari al barile sia col Brent che col Wti Crude Oil ma poi quest’ultimo ritraccia per assestarsi sotto quella soglia psicologica, in area 95 dollari, mentre il Brent continua ad oscillare sui 100 dollari nell’orario in cui chiudono i battenti le Borse europee. La tendenza rialzista è chiaramente dovuta ai tagli alla produzione dei principali produttori mediorientali a seguito delle interruzioni nello Stretto di Hormuz: con il traffico di petroliere fortemente limitato, diversi grandi produttori hanno iniziato a ridurre la produzione a causa del rapido riempimento degli impianti di stoccaggio. L’Arabia Saudita avrebbe iniziato a ridurre la produzione, unendosi a Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Iraq nella riduzione dell’offerta. I prezzi si sono brevemente avvicinati ai 120 dollari prima di scendere, mentre le principali economie del G7 stavano valutando la possibilità di sbloccare le riserve petrolifere di emergenza per calmare i mercati.

Rimanendo in tema di materie prime, stanno passando di moda oro e argento dopo mesi sulla cresta dell’onda che hanno portato a record storici, dai quali comunque i due metalli preziosi non rimangono lontanissimi: oggi l’oro perde qualcosa ma difende facilmente i 5.000 dollari l’oncia in zona 5.100 dollari, mentre l’argento consolida gli 84 dollari l’oncia. Sull’intiepidimento della domanda di oro influiscono il dollaro Usa più forte e le conseguente minori aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, fattori che hanno compensato la domanda di beni rifugio derivante dall’escalation del conflitto in Medio Oriente. A proposito di dollaro statunitense, l’euro oggi recupera qualcosina riportando il cambio vicino a quota 1,16.

In questo scenario Piazza Affari cede ancora il passo anche se alla fine sembra recuperare e per un soffio difende i 44.000 punti: -0,29% a 44.024 punti. Il titolo peggiore è Brunello Cucinelli -3,8%. Il migliore è Leonardo col +6,6%, bene anche l’energia con Saipem +4,8% e Eni +2,3%. Ancora ko in linea di massima le banche: Banca Mediolanum -2%, Mediobanca -2,1%, Mps -1,66%, Unicredit -1,6%, Banco Bpm -0,9%, Intesa Sanpaolo aggancia la parità. Sprofondano anche Stellantis e Ferrari, rispettivamente del 3% e del 2,2%. Lo spread Btp Bund scende leggermente dopo aver quasi raggiunto gli 80 punti base la settimana scorsa: oggi è in zona 76 pb col rendimento del Btp 10 anni ancora alto, al 3,63%.

Apre male pure Wall Street, col Dow Jones che fa peggio del Nasdaq. Quest’ultimo sembra voler limitare i danni e nel momento in cui registriamo l’andamento si assesta appena sotto la parità, mentre il DJ cade di quasi l’1% in zona 47.000 punti. Incerti e contrastati i titoli tecnologici: Nvidia +1,3%, Tesla -2%, Apple -0,3%, Microsoft +0,3%, Amazon -1,2%, Meta -1%, Alphabet +1%. Recupera il Bitcoin, che oggi incassa un 3% al rialzo e sfiora i 69.000 dollari.

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