Chiusura di settimana in chiaroscuro per i mercati finanziari, con l’Europa in rosso mentre Wall Street parte forte, soprattutto con il Nasdaq, scommettendo evidentemente su una risoluzione del conflitto in Medio Oriente entro tempi ragionevoli. L’ottimismo della Borsa statunitense supera persino la possibilità che la Federal Reserve non tagli i tassi d’interesse nelle prossime riunione, soprattutto dopo che i dati sull’occupazione Usa sono andati meglio del previsto, con 115.000 impieghi in più creati ad aprile e la disoccupazione stabile al 4,3%. Nel dettaglio, dunque: Milano recupera nel finale e aggancia la parità, Francoforte -1,4%, Parigi -1%, Londra -0,5% dopo la batosta elettorale subita dalla maggioranza del premier Keir Starmer, Dow Jones al momento sulla parità, S&P 500 +0,7%, Nasdaq Composite Index +1,3%.
Piazza Affari difende i 49.000 punti, ko Intesa dopo i conti
Il Ftse Mib alla fine aggancia la parità e difende quota 49.000 punti nonostante il capitombolo della Difesa con Leonardo -3,1% e Fincantieri -3,7%, e anche quello delle banche con la peggiore che è Intesa Sanpaolo -2% proprio nel giorno della trimestrale che pure ha battuto le attese con l’utile a 2,76 miliardi di euro. Poi Bper -1,6%, Unicredit -1,2%. In grande spolvero invece l’energia che beneficia della risalita del petrolio: Tenaris +2,8%, Eni +1,7%, Snam +0,6%. Il titolo migliore è Prysmian +5,85%. Sostanzialmente stabile lo spread Btp-Bund, che dopo le turbolenze delle ultime settimane si assesta poco sopra quota 70, oggi a 73 punti base, con il rendimento del nostro Btp decennale di riferimento al 3,74%.
Materie prime: petrolio e gas in risalita, argento a 80 dollari
Nel saliscendi delle ultime settimane, in questo venerdì 8 maggio il petrolio riprende una tendenza rialzista: il Brent risupera la soglia dei 100 dollari al barile e il Wti Crude Oil si assesta sui 95 dollari al barile. Guadagna l’1,5% il gas naturale europeo, che alla Borsa di Amsterdam ritrova i 44 euro per megawattora. Seduta sostanzialmente stabile per l’oro, che consolida i 4.700 dollari all’oncia, mentre l’argento sale di oltre il 2% e si riposiziona sulla soglia psicologica degli 80 dollari all’oncia. Attenzione allo stagno, che guadagna oggi l’8% e da inizio anno si è valorizzato del 32%.
Nasdaq ottimisma, vola la bibita Monster dopo la trimestrale super
Oltreoceano il clima è decisamente migliore che nel vecchio continente, soprattutto per il Nasdaq, che guadagna l’1,3%. L’exploit di giornata è quello della bevanda energetica Monster Beverage, che sale del 14,6% dopo che nel primo trimestre ha registrato un boom del 26% a 2,35 miliardi di dollari. Molto bene anche i soliti microchip con Qualcomm +12%, Sandisk +11%, Micron +11%, Intel +7,5%. Tendenzialmente in territorio positivo le big tech classiche, a parte Meta -1,4% e Microsoft -1%: Tesla la migliore col +4%, Nvidia +2,3%, Amazon +0,6%. Tonfo invece per Mercado Libre, la Amazon sudamericana, che perde il 12% dopo un fatturato da record ma un utile sotto le attese. Il Bitcoin ritrova gli 80.000 dollari e l’euro continua ad apprezzarsi sul dollaro Usa, portando il cambio vicino all’1,18.
