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Borse 6 gennaio rallentano la corsa ma restano toniche e vicine ai record. Dax e Ibex ai massimi storici, Ftse Mib a nuovi picchi

Goldman Sachs ha aumentato le sue previsioni sull’indice europeo a 12 mesi , il che implica un ulteriore rialzo di quasi il 4%, citando una crescita globale più forte, utili aziendali migliorati e valutazioni interessanti. I casi opposti di Novo Nordisk e Adidas

Borse 6 gennaio rallentano la corsa ma restano toniche e vicine ai record. Dax e Ibex ai massimi storici, Ftse Mib a nuovi picchi

I mercati azionari in Europa mantengono per lo più ancora un rialzo, anche se hanno rallentato la corsa che li ha visti segnare nuovi record: in cima ci sono gli indici di Germania e Spagna che hanno raggiunto livelli storici. Gli investitori restano fiduciosi nelle prospettive economiche nonostante le crescenti tensioni geopolitiche, mentre il raid statunitense e la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro non hanno frenato la propensione al rischio dei trader, che sono in attesa piuttosto di dati economici chiave dagli Stati Uniti per immaginare una traiettoria sui tassi Fed per il 2026.

L’indice paneuropeo Stoxx 600 a metà seduta è in rialzo ancora in rialzo di circa lo 0,1% a 602,9 punti, il giorno dopo aver superato per la prima volta il livello storico di 600 punti. Goldman Sachs ha aumentato le sue previsioni sull’indice europeo a 12 mesi ponendo ora l’obiettivo a 625 punti, citando una crescita globale più forte, utili aziendali migliorati e valutazioni interessanti, il che implica un rialzo del 3,86% rispetto all’ultima chiusura dell’indice paneuropeo di ieri a 601,76.

Tra le borse regionali, l’indice Dax della Germania e l’Ibex spagnolo sono poco variati a metà seduta dopo aver toccato massimi storici nelle prime contrattazioni, mentre il Ftse Mib di Milano è in rialzo dello 0,3%, riducendo una parte dei guadagni dopo aver raggiunto un nuovo picco a 46.193,75 punti. Il Ftse 100 di Londra sale a un livello record grazie ai guadagni nei settori energia e difesa.

Sul Dax di Francoforte da segnalare Adidas che arriva a perdere fino al 7,6% dopo che Bank of America ha bocciato il titolo prevedendo un “significativo rallentamento” della crescita nel settore dell’abbigliamento sportivo.

L’indice energetico ha registrato un aumento dell’1,2% e si è attestato su livelli mai visti dal 2008. L‘indice sanitario è aumentato dell’1,4%, raggiungendo il livello più alto da marzo dell’anno scorso. Il produttore farmaceutico Novo Nordisk ha registrato guadagni del 5,8% dopo che l’azienda danese ha lanciato negli Stati Uniti la sua pillola antiobesità Wegovy, dopo aver ricevuto l’ok prima di Natale dalla Fda, intensificando la concorrenza con la rivale Eli Lilly.

L’attenzione si è concentrata su una fitta serie di dati pubblicati oggi. La crescita del settore dei servizi dell’Eurozona è stata rivista al ribasso, anche se l’indicatore conferma una crescita dell’economia europea per il settimo mese consecutivo, secondo l’indagine sulle aspettative dei direttori acquisto delle imprese, condotta da Hamburg Commercial Bank per S&P Global. Per quanto riguarda le economie più importanti dell’Area Euro, l’Italia vede scendere il Pmi dei servizi a 51,5 punti dai 55 punti precedenti e sotto il preliminare di 54,2. Il Pmi composito viene indicato a 50,3 da 53,8. La Germania vede salire il Pmi servizi a 52,7 punti dai 52,6 preliminari, ma è in calo rispetto ai 53,1 del mese precedente, con un Pmi composito in discesa a 51,3 da 52,4. La Francia registra un peggioramento del PMI servizi a 50,1 punti dai 51,5 della stima preliminare e rispetto ai 51,4,5 del mese precedente, mentre il PMI composito scende a 50 da 50,4. In Francia, i prezzi al consumo a dicembre sono aumentati leggermente meno del previsto, secondo i dati preliminari. In rallentamento anche i dati sull’inflazione nei Länder tedeschi. Questa situazione rafforza l’idea che la Banca centrale europea possa mantenere i tassi invariati quest’anno, escludendo la possibilità di un aumento.

A Piazza Affari netto rialzo di Diasorin, Stm, Saipem e Italgas

A metà seduta il Ftse Mib sale dello 0,3% insieme a Diasorin (+3,3%), StM (+2,6%), Saipem e Italgas. In calo Lottomatica e Prysmian (-1,1%), Amplifon e Nexi (-0,9%).

Fastweb (-0,1%) ha rifinanziato il debito nell’ambito dell’integrazione con Vodafone Italia, attraverso una maxi-manovra da oltre 9,3 miliardi di euro: 4 miliardi convertiti in patrimonio netto, debito residuo allungato oltre il 2030 e rinuncia a 79 milioni di interessi 2025 da parte della controllante Swisscom, riporta il Sole24Ore. Il rifinanziamento consente di riportare l’indebitamento su livelli coerenti con il settore.

A2A (+0,4%). L’Antitrust italiano ha avviato una indagine nei confronti della società, relativa a eventuali violazioni alla concorrenza nella fornitura dei servizi di ricarica elettrica dei veicoli. La società sottolinea “di aver agito nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, equità e libera concorrenza” e offre “piena collaborazione, al fine di fornire tutte le informazioni necessarie ad ogni più opportuno approfondimento”.

Eni (0,4%). Morgan Stanley ha ridotto il target a 16 euro. Il Sole 24 Ore riporta che il credito di Eni verso il Venezuela avrebbe superato i 3 miliardi di dollari USA a fine 2025, rispetto ai precedenti 2,3 miliardi di dollari riportati nel 1° semestre 2025. Invece il Financial Times dice che sia Eni sia la spagnola Repsol stanno cercando a fatica di recuperare 6 miliardi dal pagamento di gas in Venezuela.

Generali (+0,2%) Ha annunciato il rimborso anticipato delle obbligazioni perpetual fixed/floating rate da 350 milioni di sterline, con scadenza nel giugno 2026.

Leonardo (+0,8%). Bernstein ha alzato il target price a 60 euro dai 55 euro precedenti. Il prezzo, che ha raggiunto i livelli dell’ottobre 2025, trainato dalle tensioni geopolitiche. Stessi motivi alla base del rialzo di Fincantieri (+1,30%).

Pirelli (+2,56%). Secondo il Financial Times, il governo, Pirelli e i soci stanno cercando di porre termine al coinvolgimento di Sinochem nel capitale della società. In caso di mancato compromesso entro gennaio, “l’ultima spiaggia” per il governo Meloni sarebbe quello di sospendere i diritti di voto del socio cinese applicando la normativa sul golden power.

Stellantis(-0,8%). Nel quarto trimestre, le vendite totali negli Usa sono aumentate del +4% su base annua. Il Nord America (Usa + Canada) ha visto un rialzo del +2%.

Unicredit (+0,04%) – Come previsto, dopo aver ricevuto il via libera della BCE, la banca ha esercitato alcuni derivati portando la propria partecipazione in Alpha Bank dal 10% a poco meno del 30%. Unicredit ha inoltre comunicato che, a seguito della seconda tranche del programma di buyback azionario 2024 (insieme alla prima tranche), ha raggiunto il 2,88% del proprio capitale. Confermato l’interesse in CBK

Recordati (+1,35%) nell’ambito del programma di acquisto di azioni proprie avviato lo scorso 17 dicembre, ha reso noto di aver acquistato, dal 22 al 30 dicembre 2025, complessivamente 51.977 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 48,5540 euro. Al 30 dicembre, la Società deteneva 4.769.267 azioni proprie pari al 2,281% del capitale sociale.

Il mercato obbligazionario italiano si muove in territorio positivo, seguendo l’andamento dei titoli di Stato core della zona euro. Il rendimento del Btp decennale si attesta al 3,55%, in calo rispetto al 3,60% di stamattina. Lo spread con il Bund rimane stabile attorno ai 69 punti base.

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